Utente 140XXX
Gentile dottore,a mio padre è stato diagnosticato un tumore al pancreas con metastasi epatiche. ha fatto tac torace e rmn addome e pelvi con contrasto il 9 novembre 2009. ricoverato, ha eseguito una prima biopsia al pancreas risultata negativa(probabilmente un falso negativo) e poi una sul fegato, positiva. Nell'attesa dei risultati delle biop. l'oncologo è partito con le chemio.
Mio padre ha avuto un trapianto di reni nel 2003 e usa farmaci immunosopressori;la funzionalità renale è buona (creatinina 1 circa)ma ovviamente è monorene.
la scelta chemioterapica è stata: gemcitabina + 5 fluoriuracile in infusione lenta; ne ha fatte 2 fin qui,il 24 novembre e il 15 dicembre. In entrambi i casi non ha potuto fare il richiamo di gemcitabina in ottava giornata per le piastrine basse.

nella seconda seduta di chemio, il secondo giorno è comparso un singhiozzo dapprima più lieve, ma costante.
questo singhiozzo ormai dura da 5 giorni. la prima sera abbiamo provato a calmarlo con il plasil; dopo l'oncologo ci ha prescritto il largactil 1/4 di fiala alla sera. tuttavia i miglioramenti sono stati solo lievi e cmq transitori. da sabato sera questo singhiozzo è aumentato e domenica siamo passati a 2 mezze fiale, e oggi una intera al mattino, una intera la sera+ 20 gocce di tavor.

Certi momenti è così forte che sembra determinare conati di vomito.Il sollievo dura poco, mezzora o tre quarti d'ora e poi ricomincia, anche durante il sonno. Da ieri è proprio forte.
Un amico medico mi ha detto che più che l'effetto della chemio potrebbe essere un sintomo della malattia, e cioè di una sua rapida progressione a stomaco o torace o nervi che li attraversano.
Questo mi spaventa molto. ma mi stupisce che sia intervenuto in concomitanza con la chemio e che abbia avuta questa "intensificazione" cosi repentina e una manifestazione così violenta in così pochi giorni. Lo stesso oncologo lo ha definito un sintomo infrequente.
Un altro amico chirurgo mi ha detto che la sede-tra coda e corpo- non è proprio vicina ai nervi responsabili del singhiozzo, quindi pensa sia difficile che possa trattarsi di una pressione neoplastica, salvo infiltrazioni ad altri organi, che solo una tac potrebbe verificare. Proponeva di provare zofran in endovena che pare dia una buona risposta per i sintomi da chemio.

Non so che pensare.Gentile dottore, lei che idea si è fatto?
E' daccordo con terapia e scelte fatte fin qui?Mi saprebbe consigliare qualcosa per questo singhiozzo?Pensa possa dipendere da chemio e ho sintomo di altro?
La ringrazio di cuore in anticipo per l'attenzione che vorrà dedicarmi.
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

il singhiozzo è dato da una contrazione spasmodica del diaframma causata spesso da una iperattività del nervo frenico. Potrebbe essere sedato con una medicazione a base di plasil e magari pregabalin (Lyrica). Non potendo fare una prescrizione telematica direi che è opportuno visitare il paziente e valutarne le condizioni generali. Peraltro alla terapia in corso è possibile aggiungere della ipertermia capacitiva e fare il dosaggio della cromogranina A per verificare se è presente componente neuroendocrina e se quindi ci si può avvalere dell'aggiunta di octreotide.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 140XXX

Gentile dottore,
la ringrazio della risposta. Purtroppo a 8 giorni dalla chemio il singhiozzo dura ancora e non passa nè con plasil nè con farmaci più forti come il largactil appunto. la paura è che possa derivare da una progressione della malattia.abbiamo già fatto una rmn encefalo per escludere che ci fossero metastasi al cervello. Ora aspettiamo l'esito di una rmn addome superiore, relativo proprio al diaframma e al frenico.

abbiamo pure fatto il dosaggio della cromogranina, tuttavia il valore era di poco superiore alla media, per cui l'oncologo non ritiene che possa trattarsi di un tumore neuroendocrino.

come agisce l'ipertermia?si può fare anche contemporaneamente alla chemio? che benefici dà?

grazie ancora e saluti