Utente 153XXX
Buonasera
a mio cognato di anni 47 è stato diagnosticato un adenocarcinoma gastrico nell'ottobre 2009 e successivamente ha subito un intervento chirurgico di gastrectomia parziale. Durante l'intervento sono stati tolti due linfonodi nella zona sottostante il rene risultati positivi all'istantanea e altri linfonodi positivi che si sono poi negativizzati.Prima dell'intervento c'è stata una notevole perdita del peso che non ha potuto acquistare in quanto ha iniziato una terapia di chemio adiuvante. Durante la terapia i controlli di analisi sono sempre risultati molto buoni così l'oncologo ha ritenuto opportuno poter ridurre la percentuale di pasticche per bocca e portare a sei i cicli di chemio anzichè otto come da protocollo.Dopo il quinto ciclo è stata effettuata una tac di controllo dove si evidenziavano dei linfonodi ingrossati nella zona addominale che esistevano sia nella tac pre-operatoria sia in quella post-operatoria mentre gli organi risultano in condizioni normali. Egli stesso esclude possa trattarsi della malattia in quanto non presentano la struttura di linfonodi malati ma per una certezza maggiore consiglia una PET. Dalla PET si leggono accumuli di glucosio in alcune zone quali ascelle, emomandibola, inguine ed altre parti di cui ora non ricordo il nome. L'oncologo a questo punto è sicuro trattasi della malattia afferma che la terapia non ha avuto nessun effetto e richiede anche una scintigrafia total body che mio cognato farà la settimana entrante. Inizierà una nuova terapia senza aspettare l'esito della risposta. In tutti noi familiari c'è uno stato di ansia molto forte.Se le analisi sono ottime, i marcatori tumorali sono negativi e non c'è perdita di appetito è comunque possibile che la malattia si sia estesa avendo all'inizio attivato una terapia preventiva? Attendo una risposta al più presto, ringrazio anticipatamente.

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

le neoplasie gastriche sono assai insidiose per le loro caratteristiche biologiche, per il posizionamento dello stomaco (ricco di rete linfatica e vascolare, in stretto rapporto con il peritoneo) e per la loro scarsa sensibilità ai trattamenti farmacologici. Da quanto leggo nell'intervento iniziale sono pochi i linfonodi asportati pertanto non è possibile stabilire con certezza quanto la malattia fosse localmente avanzata. La chemioterapia adiuvante dopo l'intervento riduce ma non azzera il rischio di recidiva. Difatti la popolazione cellulare nel tumore si presenta policlonale ed essendo costituita da una moltitudine cellulare si può verificare il caso in cui alcune delle cellule non siano sensibili ai farmaci e continuino la loro crescita. Che le condizioni generali e le analisi ematochimiche del paziente siano buone non stupisce, non stupisce neanche che lo siano in (eventuale) presenza di malattia; difatti se la quantità di cellule tumorali non è ancora elevata esse possono recare poco disturbo all'omeostasi dell'organismo.
Bene per l'esecuzione della scintigrafia ossea. E' opportuno programmare una nuova strategia terapeutica.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it

[#2] dopo  
Utente 153XXX

Gent.mo dott. Pastore la ringrazio per la sua esauriente spiegazione. Oggi mio cognato ha effettuato l'esame scintografico e siamo in attesa dell'esito, venerdi corrente inizierà una terapia con nuovo farmaco.Non appena saremo a conoscenza della risposta è possibile avere un suo consulto? Ho letto della terapia con ipertermia vorrei sapere se è possibile il trattamento in casi di questo genere. La ringrazio anticipatamente.

[#3] dopo  
Utente 153XXX

Gentilissimo dottore le comunico che l'esito della scintigrafia è risultato negativo. Mio cognato dovrà effettuare l'ultima chemio come da protocollo e farà una risonanza magnetica con contrasto per ulteriore accertamento. L'oncologo vuole capire il motivo di alcuni linfonodi ingrossati. La ringrazio e le comunicherò ulteriori aggiornamenti.