Utente 159XXX
Ciao a tutti gli illustri medici presenti su questo sito
Io sono Andrea,
mi scuso in anticipo se userò termini non proprio tecnici,ma cercherò di essere il + chiaro possibile......a mio padre(54 anni,monorene,ex fumatore,) è stato diagnosticato,dopo 6 mesi di continue comparse di flebiti e di trombi in molteplici parti del corpo accompagnate da febbre, un adenocarcinoma al polmone dx,IV stadio,con MTS al polmone sx ed alle ghiandole surrenali,....sono terrorizzato da qst diagnosi, in quanto sia le informazioni presenti su internet,sia i medici con cui ho parlato fin'ora non sembrano lasciargli scampo,e gli danno pochi mesi di vita.Attualmente ha interrotto la chemio perchè nei giorni scorsi si è verificato versamento pleurico,ma ha fatto il primo ciclo a base di carboplatino e VNR 20 giorni fa,e dovrebbe fare il secondo, metodicamente diverso(via orale),se la secrezione di liquido s'interrompe.......i medici potentini hanno scelto la cura orale per non appesantire troppo il lavoro del suo unico rene,e anke perchè vogliono evitargli gli strazianti effetti collaterali della normale chemioterapia,dato che nn sembrano molto ottimisti riguardo un ipotesi di guarigione.....cio che vi kiedo sono dei suggerimenti sulla strada da intraprendere,se mi rivolgessi a qualche medico del campo non convenzionale???c'è qualche terapia che mi consigliate in questo campo che possa magari non guarirlo completamente,ma che possa almeno dargli un pò di tempo in + e migliorare la qualità di vita,tipo l'aloe???che ne pensate del metodo Di bella????In Italia dove lo praticano???Sono in corso sperimentazioni su nuovi farmaci??
spero di essere stato esaustivo nelle informazioni riportate e nel linguaggio usato
fiducioso in una veloce risposta,vi ringrazio in anticipo per l'attenzione....

[#1] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Andrea,
naturalemnte sono i medici che hanno in cura suo padre che dovrebbero avere le idee più chiare sulla situazione perchè ne conoscono tutti i particolari.
Non esistono prove che trattamenti non convenzionali siano migliori di quelli standard.
Di farmaci in sperimentazione ce ne sono tanti, distribuiti diversamente tra i vari centri oncologici.
credo che il farmaco orale che è stato prescritto sia Tarceva, anche perchè è l'unico orale in uso nelle neoplasie del polmone (quindi non faccio pubblicità). Tale farmaco si è dimostrato ugualmente attivo ai chemioterapici quando usato in seconda battuta dopo una combinazione chemioterapica come quella già usata, che presumo sia stata considerata inefficace (anche se molto precocemente).
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
Azienda Ospedaliera-Universitaria - Catanzaro

[#2] dopo  
Utente 159XXX

Gentile dr Barbieri,innanzitutto la ringrazio per la veloce risposta.....lei ha detto che ci sono tanti farmaci in sperimentazione,può dirmi se c'è qualche centro oncologico in cui è in corso sperimentazione di nuovi farmaci, non molto lontano da salerno??(perchè mio padre non può affrontare lunghi viaggi per il rischio trombosi)
Riguardo alle cure non convenzionali,lei crede che ce ne sia qualcuna da poter "affiancare" alla chemio,che non ne intralci cioè gli effetti ma che ne aumenti i benefici,e ne riduca gli effetti collaterali???Ripeto,anche se non è per forza guaritiva,ma che migliori anche di un pò la qualità di vita.....io sono cosciente della quasi irrisolvibilità del problema di mio padre,so che a meno di un miracolo di qui a poco lui ci lascerà,perchè il suo peggioramento giorno dopo giorno è sempre più evidente.....in questi mesi vissuti negli ospedali insieme a lui, ho visto altri malati come mio padre, che non ce l'hanno fatta,e che se ne sono andati tra mille dolori e sofferenze.....io non voglio che capiti questo anche a lui,ma che,possibilmente, viva fino a quando il Signore lo voglia,nella maniera più decente possibile....

La ringrazio ancora per l'attenzione
Andrea

[#3] dopo  
Dr. Vito Barbieri

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Gentile Andrea,
riguardo le cure non convenzionali, purtroppo non ci sono prove sufficienti per raccomandarne nessuna, come non è conosciuto se l'interazione con la terapia convenzionale possa determinarne maggiori o minori benefici.
Riguardo i farmaci in sperimentazione devo ricordarle che se si fa la sperimentazione è perchè ancora non si sa se il nuovo farmaco dia veramente un beneficio rispetto alla cura che rappresenta lo "stato dell'arte".
Non cocosco come sono distribuite le sperimentazioni in tutti i centri, magari ve ne sono anche a Salerno, di certo molte sperimentazioni sono condotte a Napoli, presso l'Ospedale Monaldi e presso L'Istituto Pascale, ma anche molte sono le sperimentazioni di farmaci sui tumori polmonari presso L'Ospedale di Avellino.
Cordiali Saluti
Dr Vito Barbieri
Dirigente Medico Oncologo
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