Utente 172XXX
Buongiorno Dottore,

Mio zio ha un tumore maligno alla prostata. Vorrei chiederle se, allo stato attuale del male, è possibile una terapia (diretta sul male centrale o sulle complicanze/metastasi) che possa prolungargli la vita, mantenendone il più a lungo possible l'attuale qualità.
O se invece dobbiamo ormai optare per le cure palliative e del dolore.

Le spiego in breve la situazione, se ha bisogno di informazioni più dettagliate (valori degli esami del sangue, eccetera) non esiti a contattarmi

Il tumore, trattato con radioterapia nel 2008 sembrava scompraso, anche perchè preso nella fase iniziale. Si sottoponeva difatti a regolari controlli. Il PSA era tornato a valori nella norma.

Purtroppo sei mesi fà ha dovuto affrontare un intervento per astenosi all'intestino a seguito dei diverticoli. Già prima dell'intervento era molto dimagrito e debilitato a causa dell'astenosi che non era stata subito scoperta dai medici del pronto-soccorso. Dopo l'intervento ha dovuto affrontare due mesi con l'astomia, nei quali assimilava le sostanze del cibo praticamente al 20%.

Ora, la TAC completa che a Marzo era perfetta, adesso a Settembre indica la presenza di metastasi ossee, soprattutto ad una vertebra, e al fegato colpito in più punti.

La situazione è molto grave, e come può capire, per noi improvvisa. Secondo lei, arrivati a questo punto, potrebbe esistere una terapia che gli prolunghi la vita e non solo palliativa ?

Premetto che mio zio al momento ha grande debolezza, inappetenza, colorito più terreo del normale e difficoltà ad alzarsi dal letto ma al momento non ha dolori. Se fosse possibile prolungare la sua vita mantenentenola in questa fase, senza ulteriori peggioramenti, sarebbe ancora una discreta qualità della vita.

Se la cosa peggiorasse, non so quanto sarebbe obiettivamente benefico prolungargli la vita.
Per favore dunque mi informi presto.

Per favore soprattutto non ci dia false speranze.
Le ringrazio molto,

( PS : mi scusi se le scrivo dall'indirizzo e-mail del lavoro )

Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

si tratta di una situazione assai seria ma vi sono diverse terapie farmacologiche e fisiche (ipertermia) praticabili. Inoltre ritengo sia necessaria una adeguata terapia di supporto. Certo, non si può guarire ma è possibile prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita. Se nella vostra volontà ci si può vedere a Roma con tutta la documentazione clinica ed il paziente. I miei recapiti sono nella mia pagina su questo sito o sul sito www.ipertermiaroma.it

Cari saluti

Carlo Pastore
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www.ipertermiaitalia.it

[#2] dopo  
Utente 172XXX

La ringrazio per la sua pronta risposta.

Mi hanno parlato di terapia di supporto, ma di quali interventi e di quali farmaci si compone esattamente e quali effetti si propone ?

Ho sentito parlare anche della radiochirurgia stereotassica, iniziata in Svezia e ora presente anche in un centro di Roma, lei cosa ne pensa ?

Noi siamo a Milano, ma verremmo a Roma più che volentieri per sottoporre lo zio a nuovi trattamenti. Potrebbe dirmi qualcosa di più sull'ipertermia ? Quali effetti può ottenere ?

La ringrazio per il tempo che mi dedica,

Saluti

[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

non è possibile stabilire una terapia di supporto via web. I farmaci sono differenti a seconda della condizione clinica ed ematochimica. La radioterapia stereotassica non trova indicazione in questa condizione di malattia disseminata. Per quanto riguarda l'ipertermia la metodica è estesamente (ed anche più) spiegata sul mio sito www.ipertermiaroma.it

un caro saluto

Carlo Pastore
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