Utente 233XXX
Salve
a mio padre di 53 anni tramite TAC è stato diagnosticato tumore al pancreas con met al fegato. abbiamo contattato un chirurgo nella speranza di un operazione, ma consiglia un trattamento di chemiterapia in base all'esito della biopsia al fegato che abbiamo già fatto e in attesa di risposta. La biopsia è stata fatta in breve tempo tramite ago aspirato, niente anestesia. Stamani ci hanno contattato dicendo che tale operazione non è sufficiente e di tornare per fare un esame più approfondito. Siamo un po' sbalorditi visto che sono passati già 15 giorni, e, visto il tipo di tumore che procede a grande velocità, non vorremmo perdere tempo prezioso. Qual'è l'iter giusto?? sono cosciente che mio padre ha poche speranze e poco tempo, ma non vorrei fare dei passi falsi e accorciare ancora di più il tempo per burocrazia. vi allego anche la risposta della TAC, se cortesemente vorrete esprimere opinione in merito.
Esame TC eseguito in condizioni basali e dopo mdc ev.



Si segnala la presenza di formazione nodulare ipodensa a livello

dell'istmo pancreatico (circa 22x22mm) in prima ipotesi riferibile a

lesione discariocinetica. Tale formazione determina dilatazione del

tratto medio-distale del Wirsung (6mm) con aspetto iperdenso sfumato del

tessuto adiposo pepancreatico a livello del corpo come per screzio

pancreatico.

Si associa la presenza di lesioni ipodense a carattere secondario a

carico del fegato (bilobari) di dimensioni variabili da pochi millimetri

a oltre 2 cm, le maggiori localizzate all'VIII segmento sottoglissoniana

(22mm) e al VI segmento (21mm).

Tutti i reperti sono confermati dall'approfondimento ecografico.

Nella norma milza, reni e surreni. Microlitiasi colicistica.

Alcuni millimetrici linfonodi a sede intercavoaortica e celiaca.

Non versamento intraperitoneale.

Non alterazioni ne nodularità alle basi polmonari comprese nell'esame.

Non lesioni allo studio con finestra per osso.

Grazie e saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

suggerirei di ripetere una biopsia, prelevando magari più campioni dalla lesione epatica di maggiore dimensione. L'esito istologico consente di adeguare la terapia alla patologia. La situazione presentata risulta assai seria e non è suscettibile di approccio chirurgico.

un caro saluto
Dr. Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 233XXX

grazie per la tempestiva risposta. il 30 ha fatto l'intervento, ci hanno già avvertiti che il fegato si presenta alla vista in stato di metastasi, hanno fatto come suggerito vari prelievi. aspettiamo cmq la risposta della biopsia.
sto cercando di avere la mente più chiara e lucida possibile, la chemio ridurrà mio padre a sfinirsi piano piano (se va bene) e non so quanto puo' essere "giusto". lo so che non è una domanda da fare qui, ma visto che non c'è niente da fare e non c'è nessuna soluzione e che la fine è vicina... ne vale davvero la pena di fare la chemio?
è il caso di provare la cura di Bella o altro? dei 5 prof-dottori finora contattati nessuno mi ha indicato un tempo di vita di mio padre. presumo io, da ignorante che ci sia poco tempo 3-6 mesi, è giusto che soffra sempre?

[#3] dopo  
Utente 233XXX

buonasera, abbiamo ritirato oggi le analisi del sangue, che data la diagnosi sopra, nessuno ci aveva ancora fatto fare!! tutto nella norma tranne:

Aspartato aminotrasferasi a 41 (5-35)
Alanina Aminotrasterasi 95 (5-45)
S-Cea 5.0 (<4.9)
S.Ca 125 72.9 (<35)
Emoglobina glicata (hbA1c%) 9.1 (4.3-6.1)
Emoglobina glicata (hbA1c mmole/mole) 76 (20-42)

quello che mi risulta "strano" è il marker s-Ca 19.9 che è solo a 31.5 (rif. <37) che dovrebbe essere il marker che determina il tumore al pancreas.

sbaglio?? mi sto attaccando a qualcosa di irreale? potrebbero tutti aver preso un granchio e essere "solo" un tumore al fegato??

[#4] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

l'esito istologico della biopsia consentirà di comprendere quale sia la terapia più opportuna. Impossibile fare una stima della sopravvivenza: dipende dalla cinetica delle cellule tumorali (velocità di crescita), dalla eventuale risposta ai trattamenti e da quali trattamenti verrano posti in essere. I marker non hanno la sensibilità e la specificità del 100%: si possono avere tranquillamente tumori che non producono markers pur essendo presenti. L'utilità dei marcatori è nel poter seguire l'andamento nel tempo di una malattia tumorale accertata se questa produce markers (che sono in realtà delle sostanze che possono essere secrete dalle cellule malate in quantità anomale).

Cari saluti
Dr. Carlo Pastore
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[#5] dopo  
Utente 233XXX

grazie ancora per le vostre risposte sempre molto veloci e gentili nonchè esaurienti. E'arrivato l'esito dell'esame, abbiamo parlato solo con l'oncologo ha previsto l'inizio della terapia con oxaliplatino+irinotecano+5 fluorouracile
risposta esame
metastasi IV segmento epatico.metastasi epatiche di etp dell'istmo pancreatico
esame macroscopico: 2frammenti di parenchima epatico, risp. di cm1*1*0.5 comprendente nodulo biancastro di cm 0.5(a1) e di cm 0.7*0.4*0.4 con nodulo biancastro di cm 0.4 (a2) in toto.
reperto microscopico: le cellule neoplastiche sono risultate diffusamente positive per citocheratine 7 e 20, CEA -a livello citoplasmatico e nel lume, focalmente positive per Ca125 con colorazioni negative per alfa-fetoproteina e per arigene epatocitario OCH1E5
Diagnosi: frammenti di parenchima epatico con localizzazione di adenocarcinoma

la dottoressa molto gentile solo a me ha detto max un anno di vita e che la chemio è consigliata solo perchè è giovane. a mio padre non hanno spiegato niente.
vi sembrano medicinali adatti? io non mi fido dell'ospedale che segue mio padre, ma lui non vuole andare da altri.

[#6] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

la terapia proposta appare indicata. Ribadisco che per la sopravvivenza è impossibile fare stime attendibili pur nella serietà del quadro clinico.

Un grande in bocca al lupo per tutto

Cari saluti

Dr. Carlo Pastore
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[#7] dopo  
Utente 233XXX

Grazie ancora per la tempestiva risposta. c'è altro che posso fare secondo lei? ho accettato la diagnosi di mio padre ma ho sempre la sensazione di non aver fatto niente, che manca qualcosa, che avrei potuto fare qualcosa di più.