Utente 308XXX
Buongiorno, non scrivo per me ma per mio padre (66 anni). E' stato operato due anni fa per tumore al colon, asportati 20-25 cm di intestino e diversi linfonodi (di cui 3/4 sono risultati già compromessi dal tumore). In seguito si è sottoposto a chemioterapia e radioterapia. Da colonscopia effettuata il mese scorso l'intestino risulta in buone condizioni, mentre il valore CEA è ritornato a 55.

Nel frattempo sempre nell'ultimo mese e mezzo/due, mio padre ha iniziato ad accusare dolori all'addome e alla schiena, con difficoltà a scaricarsi, constatato che non era causato dall'intestino in sè i medici hanno prescritto morfina per sopportare il dolore e solo settimana scorsa è stato possibile ricoverarlo per effettuare meglio gli esami, dato che da quelli effettuati in pronto soccorso non si riusciva ad individuare la causa del malessere.

Dalla tac effettuata venerdì, è risultato che i linfonodi su aorta e vena cava si sono ingrossati (da 4 a 6) causando i dolori a schiena e addome e facendogli gonfiare le gambe.
Il medico ci ha detto che se non si procede ad una terapia l'aorta potrebbe lesionarsi mortalmente e allo stesso tempo se si procede con una chemioterapia si avrebbe con buona probabilità lo stesso effetto. A nostra domanda, ci ha risposto che non è operabile, ma si può solo rischiare una chemioterapia.

Non è davvero possibile intervenire chirurgicamente? Nel caso fosse possibile a chi ci potremmo rivolgere in questo senso?

Mi scuso in anticipo per il linguaggio sicuramente poco preciso.
Grazie per la futura risposta.

[#1] dopo  
Dr. Pasquale Buonandi

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Da come vengono descritte le adenopatie e la loro localizzazione, a stretto contatto con i grossi vasi , sicuramente non è indicato nè un trattamento chirurgico nè radioterapico. Confermo quanto sostenuto dai colleghi, ossia che la chemioterapia può sortire lo stesso risultato, ossia ridurre le dimensioni di queste masse linfonodali ed attenuare i sintomi di suo padre. Magari riducendosi di volume l'ipotesi chirurgica potrebbe essere presa in considerazione in un secondo tempo.

Cordiali saluti.
Dr. Pasquale Buonandi
Medico Chirurgo specialista in Oncologia