Utente 862XXX
Salve,
mio padre di anni 61 ha una neoplasia (adenocarcinoma primitivo scarsamente differenziato) al polmone sinistro, a carico del lobo superiore sinistro e in stretta contiguità con l'aorta discendente. Inoltre ha una lesione celebrale secondaria nella zona paravermiana dx, ridotta di volume (da 44x34 a 27x19) a seguito di trattamento radioterapico che gli comprime lievemente il IV ventricolo. Soddisfatto dell'ottimo risultato ottenuto, l'oncologo gli ha ora prescritto 4 cicli di chemio mediante l'assunzione di Navelbine, dopo aver costatato le men che mediocri condizioni fisiche di mio padre.
Secondo voi è la scelta più appropriata? Cosa mi devo aspettare alla fine del trattamento di chemio? Come mai non viene considerata la pista chirurgica?
Grazie di cuore

[#1] dopo  
Dr. Celestino Basagni

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AVELLINO (AV)

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Ritengo assolutamente condivisibile la scelta di effettuare una chemioterapia che peraltro ha già dato risultati soddisfacenti;purtroppo non esiste alcuno spazio per una opzione chirurgica:Auguri
Celestino Basagni
Specialista in Cirurgia Generale D'urgenza
Specialista in Chirurgia Toracica
Specialista in Chirurgia Endocrina

[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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ROMA (RM)

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Gentile Utente,

direi che il risultato ottenuto in radioterapia sulla malattia localizzata a livello cerebrale è buona cosa. Un trattamento sistemico in chemioterapia con la vinorelbina (date anche le condizioni generali scadute) mi pare opportuno. Tale terapia però non attraversa la barriera ematoencefalica e pertanto non agisce sulla malattia cerebrale residua (che andrà tenuta sotto controllo con indagini strumentali periodiche). Effettuerei anche il dosaggio della cromogranina A per verificare se vi è componente neuroendocrina nella neoplasia (per ulteriori informazioni sull'argomento puoi visitare il mio sito www.ipertermiaroma.it). A fallimento della vinorelbina anche un trattamento con paclitaxel settimanale può essere utile e ben tollerato. Si può inoltre valutare l'aggiunta di bevacizumab. Altra opportunità è rappresentata da applicazioni di ipertermia capacitiva sulle regioni corporee interessate dalla malattia. L'opzione chirurgica è da scartare data l'estensione a distanza di malattia (metastasi cerebrali).

sempre a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it