Utente 423XXX
Buonasera, mio padre 72 anni, da gennaio 2015 perde peso. All'inizio si pensava dipendesse dal diabete(ha sempre sofferto di glicemia alta tenuta sotto controllo con l'alimentazione peggiorato dall mese di febbraio 2015 ) poi dall'inizio dell'assunzione della metformina arrivando a perdere 15 kg. A settembre 2015 fece i markers Ca19.9 il valore è risultato alto(114), e si sottopose ad ecografia con risultati negativi. Continuando a perdere peso, un altro diabetologo a fine giugno 2016 gli cambiò pillola passando così al Novonorm e gli prescrisse nuovamente i markers e RNM al pancreas. I markers fatti a luglio rispetto allo scorso anno sono raddoppiati (271) e la RNM vedeva qualcosa al pancreas da valutare meglio con TAC. Mio padre all'inizio di settembre ha fatto una seconda ecografia, con diagnosi di presenza di processo espansivo,solido,a contorni policiclici a carico della testa pancreatica ecostruttura iperecogena con areole cistiche nel suo contesto del diametro max di 9.3mm .al controllo con l'ecocolodoppler si apprezzano alcuni peduncoli vascolari in sede centrale del diametro max di 44x38 riferibile a processo eteroplastico . Il wirsung appare evidentemente dilatato con un diametro di 9.2 mm.Suddetto processo espansivo è situato subito al ridosso del duodeno e della vena porta dove non si evidenziano signifacativi segni infiltrativi...
Dopo questa diagnosi ha ripetuto nuovamente i markers che sono raddoppiati dalla fine di luglio e lunedì ha fatto la TAC il referto dice:a livello della testa pancreatica si conferma la presenza di formazione espansiva ipodensa e disomogenea del diametro assiale di max 3.5x2.5 cm che coinvolge il dotto di wirsung determinandone dilatazione a monte.La formazione descritta giunge a ridosso della confluenza spleno mesenterica e dell'arteria gastroduodenale nei confronti delle quali sembra apprezzarsi un piano di clivaggio adiposo.Nel V segmento epatico è presente una lesione focale ipervascolare...compatibile con angioma.Altra area ipervascolare si apprezza nel VIIsegmento in sede subcapsulare,compatibile con shunt...
Insomma non sembrerebbe esserci presenza di metastasi?!? Arrivo alle domande: un tumore di 3,5cm alla testa del pancreas non porta anche altri sintomi?e metastasi?Mio padre quest'estate ha ripreso 3 kg(con il cambio di pillola e la cessazione dall'attività di running che faceva da marzo x controllare la glicemia), con una simile diagnosi non dovrebbe peggiorare? In caso i medici decidessero che si può operare faranno prima un esame x prelevare il tessuto assicurandosi della diagnosi?Mio padre non ha ittero e si sente in splendida forma. Mi scuso se metto in dubbio una diagnosi che sembrerebbe palese, ma qualche anno fa gli diagnosticarono un tumore al fegato con metastasi ma era solo un ascesso...spero sia così anche questa volta.Ringrazio in anticipo chi mi risponderà e mi scuso per la lungaggine.

[#1]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore io penso che sia necessario eseguire rapidamente una ecoendoscopia con biopsia per definire la natura della massa alla testa del pancreas, che da come viene descritta dalla ecografia e dall'incremento dei marcatori (anche se non in maniera drammatica) sembra essere un tumore alla testa pancreatica. L'unico problema è che sembra essere molto lento nella sua progressione. La certezza la può avere comunque con l'esame che le ho detto. Ma non perda altro tempo con ecografie perchè se si conferma la diagnosi il tumore al momento attuale è ancora pienamente operabile, ma se passa altro tempo vi sarà una invasione vascolare (vena porta) con metastasi epatiche e l'intervento non avrà più alcun intento curativo.
cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#2] dopo  
Utente 423XXX

Grazie per la risposta che devo dire mi rincuora non poco. Domani mio padre farà una visita con un chirurgo a Verona e credo si deciderà cosa fare. La terrò aggiornata.

[#3]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore ha scelto bene la sede. Conosco bene i chirurghi di verona, sono sicuramente i migliori in europa in quel settore. cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#4] dopo  
Utente 423XXX

Gentilissimo Prof. Gerunda,
Oggi mio padre è stato visitato dal chirurgo. Confermata la diagnosi di eteroplasia alla testa del pancreas ( ha visionato tutti gli esami fatti finora) trovando anche lui anomalo lo sviluppo lento della massa. Mio padre è stato messo di fronte ad una scelta: fare subito l'operazione e poi continuare il percorso con la chemio oppure fare prima una chemio , vedere se la massa si riduce (la tac vede 3,5x2,5 cm) e poi operare. Gli è stato anche detto che il 70% dei pazienti che si sottopone alla chemio prima dell'operazione ha una riduzione della massa. Ora le chiedo: il restante 30% rischia che la massa aumenti o comunque con la chemio si riesce a tenere a bada e quindi anche se non regredisce rimane comunque operabile, non sviluppando metastasi? C'è un vantaggio nell'operare una massa più piccola? Gli è stato detto anche che al momento non c'è una vera e propria statistica sviluppata (anche perché è un paio d'anni che provano anche questo protocollo). La decisione è stata rimandata a lui. Comunque domani mattina in day ospital farà altri accertamenti e solo nel caso in cui decidesse di fare prima la chemio faranno anche una eco con prelevamento del tessuto. Sono confusa e non so cosa consigliare a mio padre.

[#5] dopo  
Utente 423XXX

Ho risentito ora mio padre...ho capito male : lo studio è fatto sulla previsione di vita a 5 anni dall'operazione: il 70% dei pazienti che si sottopone prima a chemio e poi fa l'operazione dopo 5 anni è ancora in vita,contro il 50% di chi fa prima l'operazione. Questo nuovo protocollo lo propongono da 6 anni, ma i numeri statistici sono deboli poiché il confronto è con un numero notevolmente più alto di pazienti che si sottopone prima all'operazione. Mi scusi , ma la precisazione era doverosa. Grazie in anticipo per la pazienza .

[#6]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore il problema della chemioterapia è che se fatta prima della chirurgia ha maggiori pribabilità di funzionare perché il paziente ha ke difese immunitarie integre e non ridotte dal peso dell'intervento. Quindi la chemio preoperstoria è potenzialmente più efficace. Rimane il fatto che la chemioterapia non è egualmente efficace in tutti e bisogna provarlo prima. Io le consiglio di fare la chemioterapia prima. È importante fare la biopsia perché si evidenziano le caratteristiche del tumore. È da controllare l'evoluzione del tumore entro tre mesi. Se non ci sono elementi che dimostrino una tendenza alla riduzione conviene operare. Il rischio di metastasi persiste , ma possono anche già esserci senza che si vedano. Si fidi dei colleghi di Verona sono in gamba. Cordiali saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#7] dopo  
Utente 423XXX

Grazie per la tempestività . Ho girato la sua risposta a mio padre e spero che decida in questa direzione. Se a lei non dispiace continuerò a tenerla informata sugli sviluppi.

[#8]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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grazie molte ed auguri.
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#9] dopo  
Utente 423XXX

Gentilissimo Prof.,
ieri mattina mio padre ha incontrato nuovamente il chirurgo prima degli esami in day ospital, e non essendo ancora convinto della decisione, gli ha chiesto quale sarebbe stata secondo lui la strada da percorrere nella sua situazione specifica. Il chirurgo ha risposto che dipende più che altro dalla resilenza del soggetto ed è per questo motivo che la decisione è rimandata al paziente. Mio padre ha deciso di fare subito l'intervento che verrà eseguito il 4 ottobre.
Per quello che è riuscito a "carpire" mio padre , l'opzione della chemio prima dell'intervento è stato un modo per poter "tamponare" le innumerevoli richieste d'intervento che l'ospedale ha dovuto fronteggiare in questi anni, in modo da riuscire a smaltire la lista dei pazienti in attesa di operazione (attesa che ad oggi è di 6-8 settimane). In questo modo sono riusciti a sviluppare una casistica a dir loro favorevole nei risultati, ma rimane pur sempre una statistica non ancora sviluppata. Mio padre verrà operato in intramoenia, quindi non ha problemi di attese, ed essendo ingegnere e amante dei numeri e delle statistiche, ha deciso per l'intervento.
Ci è stato anche detto da un amico che è stato sottoposto alla stessa tipolgia di intervento due anni fa dallo stesso chirurgo, che dopo l'operazione non ha dovuto fare nemmeno la chemio in quanto i linfonodi e le aree adiacenti al tumore resecato erano "pulite". Insomma...essendo la speranza l'ultima a morire , spero proprio che le cose vadano in questo modo, e che sia stata percorsa la strada giusta per il caso specifico di mio padre. Ringrazio ancora per la sua disponibiltà e per le sue parole, preziosissime in questo momento per me e spero di poterle dare a breve buone notizie sull'esito dell'intervento.
Cari saluti

[#10]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore, molto bene. Sinceramente non penso che la scelta della chemioterapia preoperatoria sia dettata dai motivi esposti. E' oramai una procedura affermata in tutta l'oncologia eseguire quando si può una chemioterapia preoperatoria. In ogni modo va bene anche la strada scelta. Aspetto notizie. Cordiali saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#11] dopo  
Utente 423XXX

Gentile Prof.,
non volevo mettere in dubbio assolutamente la professionalità di chi ci sta seguendo, mio padre si fida ciecamente e si è affidato totalmente alle mani d'oro, all'esperienza riconosciuta mondialmente e alla mente eccelsa del chirurgo. Doveva semplicemente prendere una decisione ( e che decisione! ) in tempi brevissimi cercando da qualche parte un appiglio che lo facesse protendere per una strada piuttosto che un'altra ( visto che gli è stato detto che nel suo caso o l'una o l'altra decisione non avrebbe fatto la differenza)...quindi è solamente una congettura che lo fa sentire più sereno per la decisione presa (ed io non ho la forza, in questo momento così difficile emotivamente, di confutarla).
La precisazione è doverosa, in quanto nessuno di noi ha la presunzione di una maggiore conoscenza rispetto a chi segue mio padre .
Grazie per la pazienza... a presto.

[#12] dopo  
Utente 423XXX

Gentile Professore,
Ho una domanda da porle: perché in previsione dell'intervento non viene fatto un prelievo del tessuto per capire la tipologia del tumore e la stadiazione? Ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.
Cordiali saluti

[#13]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore non viene fatto un prelievo perchè si avrà in mano il pezzo operatorio che fornirà con certezza tutte le informazioni relative alla aggressività del tumore, la diffusione, la completezza dell'asportazione e quindi dello stadio. Il prelievo di un frammento non darebbe informazioni migliori. Mi faccia sapere come è andato l'intervento. Cari saluti.
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#14] dopo  
Utente 423XXX

Grazie per le preziosissime informazioni. Le farò sapere l'esito dell'intervento.

[#15] dopo  
Utente 423XXX

Gentile Professore,
mio padre è stato operato il 4 ottobre. E' stata eseguita una duodenocefalo pancreasectomia con resezione a cuneo di vena mesenterica superiore. L'esame istologico definitivo ha deposto per la presenza di carcinoma adenosquamoso del pancreas con focale coinvolgimento della parete della VMS e con ripetizioni linfonodali pT3pN1 (10/28)R1 stadio IIb .
Tra poco più di un mese dovrà iniziare la radio-chemioterapia.
Ho letto che questa tipologia di tumore è quella con la prognosi più sfavorevole. C'è anche solo una minima possibilità che mio padre guarisca? Mio padre al momento sta recuperando bene anche se lentamente e non ha avuto alcuna complicanza post intervento. Al momento pesa 51 kg (per 1,67 di altezza)...cosa avverrà dopo i cicli di chemio e radioterapia? Qual è l'aspettativa di vita in questi casi?
Cordiali saluti

[#16]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore purtroppo quello che ha letto è vero. IL tumore in questione è molto aggressivo e metastatizza rapidamente. Infatti nel caso di suo padre il tumore è presente nei linfonodi e ha infiltrato la vena mesenterica superiore. Purtroppo anche la radio chemioterapia non da grandi risultati anche se ha dimostrazione di un miglioramento della sopravvivenza. C'è da aspettarsi la presenza di metastasi epatiche entro sei mesi ed una recidiva locale per la presenza dei linfonodi presi dalla malattia. Verosimilmente si può prospettare una sopravvivenza con segni di malattia tra i 12 e i 18 mesi se la chemio radioterapia si dimostrano ragionevolmente efficaci. Ovviamente sono valutazioni generali senza avere conoscenza del caso clinico nella sua completezza. Peraltro i chirurghi veronesi sono sicuramente i più adatti a seguire suo padre da ogni punto di vista e con la migliore esperienza. Cordiali saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#17] dopo  
Utente 423XXX

Grazie per la risposta. Nonostante tutto continuo a sperare per il meglio. A presto.

[#18] dopo  
Utente 423XXX

Buonasera Professore,
oggi mio padre ha eseguito una PET-TC per meglio comprendere la tipologia di terapia adiuvante che dovrà eseguire. Incredibilmente il referto è totalmente negativo.
La notizia ci rincuora non poco, anche perchè visto il risultato istologico ci aspettavamo altri esiti.
Quanto è affidabile la PET in questo caso? E' possibile che non abbia rilevato neanche un linfonodo con malattia? Ho letto che l'attendibilità in questi casi dipende anche dal valore glicemico di chi si sottopone all'esame. Mio padre ultimamente ha valori molto più bassi rispetto a prima dell'intervento tanto da ridurre la terapia con il novonorm, ma stamattina, appena sveglio aveva 104 e prima della PET aveva 140 (la dottoressa che ha seguito l'esame ci ha detto che i livelli si alzano in caso di stress). Ho però letto che fino a 180 l'affidabilità non dovrebbe essere compromessa.
Lunedì farà la visita per la valutazione della terapia.
Mi vengono in mente tante domande:
Com è possibile che un tumore al pancreas di 3,5 cm di tipo istologico come quello di mio padre non abbia creato metastasi se è vero che è un tumore che "invia" le cellule maligne già in fase precoce?
E' possibile che la PET non abbia rilevato nulla ma che in realtà ci sia qualcosa di molto piccolo che non riesce a vedere?
In questo caso la chemioterapia potrebbe portare a rendere la malattia cronica o addirittura debellarla?
Se la PET fosse veritiera quale potrebbe essere il decorso della malattia?
Cordiali saluti

[#19]  
Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore la negatività della PET indica che non ci sono segni di malattia captabile dalla metodica. Vuol dire che anche se ci sono residue cellula tumorali per la presenza di linfonodi positivi e l'R1 (tracce di neoplasia residue), il tessuto eventualmente presente è così minimo da non indurre captazione. Questa PET serve per valutare in futuro la situazione nel casi si sospettasse una recidiva. Quindi rappresenta la base informativa per valutare l'efficacia della chemioterapia. Cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#20] dopo  
Utente 423XXX

Grazie per le delucidazioni.
La terrò informata.
A presto.

[#21] dopo  
Utente 423XXX

Buonasera Professore, mio padre ha fatto alcuni cicli di chemio e ha ripetuto per 2 volte la tac in periodi diversi,ed entrambe le volte sembrava avesse evidenziato una recidiva di 4 cm sulla parte operata. Il Professore di Verona che l'ha operato visionando la tac ha detto che secondo lui era l'esito dell' intervento e non una recidiva e che avrebbe dovuto fare una Pet per valutare meglio. Ha eseguito la pet a più di un mese dall'ultima chemio ed è risultata negativa. Il marcatore Ca19.9 è salito da 200 a 1800 durante la chemioterapia per poi riscendere a 1500 dopo un mese dall'ultima chemio. Oggi ha fatto un'ecografia dal medico che gli aveva diagnosticato il tumore a settembre, il quale gli ha detto che per lui è totalmente pulito e che quello che vede sono solo anse intestinali. Detto questo , i medici che lo hanno in cura ad Ancona prima della Pet gli avevano detto che avrebbero valutato un nuovo intervento oppure la radioterapia, ma dopo il risultato Pet gli hanno proposto una chemioterapia più forte della prima. Ora...mio padre si sente bene e sicuramente è un caso anomalo e particolare, ma io ho paura che facendo questa nuova chemio( forte, ma basata solo su marcatori che oltretutto sono in controtendenza) possa stare male senza comunque avere la certezza di una recidiva. Siamo confusi, ma dobbiamo comunque affidarci ai medici...ma a chi? Grazie in anticipo se vorrà rispondermi.