Utente 232XXX
Salve, vi chiedo parere sulla situazione di mia madre di anni 70. A seguito di una colonscopia viene refertato: la mucosa del retto appare intensamente Iperemica e congesta con visibilità della trama vascolare sottomucosa. A circa 15 cm dal margine anale esterno È presente lesione eteroplasica,scodelliforme, semicirconferenziale, di consistenza cerebroide, sanguinante spontaneamente e ricoperta da fibrina e muco su cui si praticano prelievi bioptici per la definizione istologica.tale formazione si estende cranialmente Per circa 5 cm. Conclusioni: eteroplasia del retto in via di definizione istologica. Esame istopatologico: tre frammenti il max di cm 0,7 inclusi in toto.diagnosi: frammenti riferibili ad adenoma tubulo villoso con displasia ad alto grado in un frammento focus di adenocarcinoma ben differenziato (G1) basso grado. Esame tc senza mdc in coregistrazione con esame PETcon FDG. Evidente ispessimento delle pareti del sigma, nettamente ipercaptanti il radiofarmaco con associata presenza di diversi piccoli linfonodi millimetrici in sede perirettale attigua. Si documenta intenso iper accumulo del radiofarmaco in corrispondenza di ispessimento parietale del sigma (SUVmax 30) nei limiti del potere di risoluzione della metodica non si documentano aree di patologico iperaccumulo del radiocomposto nei restanti segmenti corporei esaminati . CEA : 2,0 TPA :140,5 CA19-9:2,0 CA125:12,4. Ora il chirurgo vorrebbe operare prospettando l'intervento abbastanza semplice garantendo l'anastomosi ed evitare la borsetta. L'oncologo vorrebbe procedere con chemioterapia neoadiuvante con capecitabina 2000mg al di per 5g a settimana e oxaliplatino in vena ogni 14 gg per alcuni mesi. In tutta onestà siamo in confusione è vorrei che mi aiutasse a comprendere se vi è necessità o no di fare questa chemio o andare direttamente all'intervento. In attesa di un vosto riscontro .grazie

[#1] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signorina la chemioterapia neoadiuvante (prima dell'intervento chirurgico) è sicuramente una soluzione ottimale perchè permette alla terapia di funzionare meglio e di agire sui piccoli linfonodi presenti intorno al tumore. le, controindicazioni sono se il tumore tende ma sanguinare o se rende difficile andare di corpo (occlusione). In questi casi è meglio fare l'intervento subito e fare la chemioterapia dopo. Fare la chemioterapia prima permette di sapere in anticipo se la terapia funziona sul tumore e quindi è comunque una migliore garanzia per il dopo intervento quando dovrà fare di nuovo la chemioterapia. Mi faccia sapere. Cari saluti
Gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena

[#2] dopo  
Utente 232XXX

Egregio Prof. Gerunda, la ringrazio per l'attenzione dedicata, da alcuni parari ascoltati pare che questo tipo di protocollo xelox( capecitabina +oxaliplatino) sia fortemente sconsigliato per il tipo di tumore da trattare. Mi riferiscono essere particolarmente aggressivo e consigliato come approccio adiuvante dopo la resezione del tumore primario o nel trattamento del tumore ad un 4 stadio già metastatizzato. Mi dicono che agire in questa linea è contro protocollo e non vi è nessuna linea guida a consigliare un tipo di trattamento così invasivo visto le dimensioni ,la posizione del tumore e considerando che quando va in bagno molto spesso sanguina. Siamo d'avvero in difficoltà .

[#3] dopo  
Utente 232XXX

Come devo comportarmi? Ci sono notizie in merito?

[#4] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signora se il tumore è nel retto sarebbe opportuno eseguire una radioterapia e chemioterapia preoperatoria, se invece è nel sigma (come sembra nella descrizione della TAC) ed anche in considerazione del fatto che la signora quando va di corpo sanguina, è preferibile eseguire l'intervento chirurgico e lasciare a dopo la chemioterapia. Le linee guida indicano come evidente il beneficio del trattamento preoperatorio della radioterapia e chemioterapia nel cancro del retto non complicato (non sanguinate o non occludente), da discutere nella valutazione multidisciplinare (in cui di valutano le condizioni del tumore, le complicanze presenti, l'aggressività, lo stato nutrizionale, la presenza di altre malattie ecc). Non esiste una chemioterapia più o meno aggressiva, esiste una chemioterapia efficace, meno efficace o non efficace. Gli effetti collaterali sono presenti sempre se il farmaco funziona. Cari saluti
Gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena