Utente 709XXX
Gent.le dottore
torno a scrivere per mio padre che ha 72 anni e il 30 maggio 2008 è stato operato per una neoplasia del retto superiore con metastasi epatica unica del III segmento di 1,5 cm. (p T3 N0 M1). E’ stato operato contemporaneamente sia al colon che al fegato con rimozione sia del primitivo che della metastasi. Il decorso post-operatorio è andato bene. E anche oggi a distanza di un anno mio padre si sente abbastanza bene tanto da condurre una vita normale (ha perfino ripreso a giocare a tennis). Dopo l’intervento e fino allo scorso dicembre ha effettuato 11 cicli di chemioterapia (folfox) poi ha iniziato i regolari controlli trimestrali con tac e analisi del sangue. Nella prima tac (eseguita a fine dicembre) non veniva rilevato nulla di anomalo. Il CA 19-9 era di 41 (con valore di riferimento <37).
Ora però è tornata di nuovo l’ansia e la preoccupazione in famiglia. Nella seconda tac, eseguita a distanza di tre mesi (aprile 2009), si parla di: “presenza di qualche linfonodo sub-centimetrico in sede interaortico-cavale, paraortica e a livello degli inguini”.
Per quello che riguarda le analisi del sangue invece riporto soltanto le voci che risultano fuori dai valori di riferimento e i risultati dei marker:
Gamma Gt 77 (valore di riferimento <50). Neutrofili 52 (val. rifer. 55-65).Linfociti 44 (val. rif. (30-40). PSA 0.55 (val. rif. 0-4).
Inoltre risulta:
Cea 3.26 (val. rif. 0-10). Ca 19.9 (Gica) 33.60 (val.rif. 0-35)
Premesso che mio padre è stato seguito finora molto bene dal centro che lo ha in cura, noi siamo però in ansia per il fatto che l’oncologo potrà riceverlo soltanto tra un mese e quindi non potremo sapere nulla fino a quel momento sul suo stato di salute e su che cosa significhi la presenza di quei linfonodi, prima inesistenti. Si tratta di una ricaduta e della comparsa di nuove metastasi? In tal caso si tratterebbe di una forma molta aggressiva visto che ha concluso la chemio soltanto 4 mesi fa? Inoltre vorremmo sapere se può essere ulteriormente pericoloso aspettare un mese senza fare nulla. Dovremmo sollecitare l’incontro con il medico (che non sa ancora nulla dei risultati della tac)?
Le sarei grata se potesse darci qualche consiglio in merito
Cordiali saluti
Laura

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Laura,

inutile nascondersi che la situazione di partenza non era delle migliori data la presenza della lesione epatica. Non mi preoccuperei però eccessivamente di linfonodi al di sotto del cm. Questo perchè possono essere tranquillamente reattivi (cioè infiammatori). Per completezza e per scrupolo, nel frattempo, si potrebbe eseguire un esame PET. In sostanza comunque non attribuirei con certezza un significato patologico a linfonodi così ridotti in dimensione.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 709XXX


Grazie mille per la risposta.
So che la situazione di partenza non era delle migliori ma sto cercando disperatamente di capire quante possibilità di guarigione ci siano in queste condizioni.
Capisco che i medici non possano dare risposte precise ma a me basterebbe sapere se sono vere le statistiche
che ho trovato su Internet e su articoli pubblicati da cui si deduce che solo il 5 per cento dei malati che arrivano all'operazione già con una metastasi non hanno una ricaduta nei primi 5 anni. Per gli altri purtroppo mi è sembrato di capire che ciò sia inevitabile e che non ci sia molto da fare.
Se così fosse è per me insopportabile l'idea di non poter fare nulla ed è molto pesante vivere costantemente nell'ansia in attesa dei risultati delle analisi periodiche.
La ringrazio di cuore del suo aiuto
Laura


[#3] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Cara Laura,

vero è che purtroppo con una metastasi già presente alla diagnosi il rischio di ricaduta è alto. E' vero anche però che l'evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei trattamenti farmacologici e fisici ha consentito di recuperare situazioni un tempo ritenute assolutamente irrecuperabili. Sii fiduciosa.

Resto a disposizione, un caro saluto

Carlo Pastore
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