Titolo: dolore schiena e blocco: terapia per protusione L4-L5?
Salve,
Ho 51 anni
Volevo chiedere siccome è la medesima volta che mi blocco e non riesco a stare neanche in piedi, sto facendo siringhe di muscoli e voltare ma non trovo sollievo.
Ho un referto di risonanza magnetica fatta pochi giorni fa
E dice
Sono presenti fenomeni di spondilosi e di artrosi interapofisaria
Canale vertebrale di dimensioni nei limiti della norma
I dischi intersomatici compresi nel tratto L4-
S1 appaiono di spessore ridotto ed ipointensi in T2 in relazione a fenomeni di disidratazione da discopatia
A livello L4, L5 protusione discale foraminale destra che impronta radice di L4 omolaterale
Assenza di impronte estrinseche a carico degli spazi perimidollari e peridurali ai restanti livelli in esame
Cono midollare in sede, normale per morfologia e segnale
Chiedo gentilmente come posso risolvere con terapia, grazie
Ho 51 anni
Volevo chiedere siccome è la medesima volta che mi blocco e non riesco a stare neanche in piedi, sto facendo siringhe di muscoli e voltare ma non trovo sollievo.
Ho un referto di risonanza magnetica fatta pochi giorni fa
E dice
Sono presenti fenomeni di spondilosi e di artrosi interapofisaria
Canale vertebrale di dimensioni nei limiti della norma
I dischi intersomatici compresi nel tratto L4-
S1 appaiono di spessore ridotto ed ipointensi in T2 in relazione a fenomeni di disidratazione da discopatia
A livello L4, L5 protusione discale foraminale destra che impronta radice di L4 omolaterale
Assenza di impronte estrinseche a carico degli spazi perimidollari e peridurali ai restanti livelli in esame
Cono midollare in sede, normale per morfologia e segnale
Chiedo gentilmente come posso risolvere con terapia, grazie
Il referto della risonanza magnetica indica una protusione discale a livello L4-L5 che comprime la radice nervosa L4 destra. Questo spiega il blocco e la difficoltà a stare in piedi, sintomi tipici di una radicolopatia.
Le opzioni terapeutiche dipendono dalla gravità dei sintomi e dalla risposta alle terapie conservative.
- Terapia Conservativa: È il primo approccio. Include:
- Farmaci: Antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e l'infiammazione. Miorilassanti se c'è spasmo muscolare. A volte, antidolorifici più forti o terapie per il dolore neuropatico (es. gabapentinoidi) se il dolore è intenso o persistente.
- Fisioterapia: Esercizi specifici per rafforzare la muscolatura lombare e addominale, migliorare la postura e la mobilità. Tecniche manuali (mobilizzazioni, manipolazioni) possono essere utili, ma vanno eseguite con cautela in presenza di radicolopatia acuta.
- Infiltrazioni: Iniezioni di corticosteroidi epidurali o paravertebrali possono ridurre l'infiammazione e il dolore, offrendo un sollievo temporaneo.
- Terapia Chirurgica: Viene considerata se la terapia conservativa fallisce dopo un periodo adeguato (solitamente 6-8 settimane) o se ci sono segni di deficit neurologico progressivo (debolezza muscolare, perdita di sensibilità, problemi intestinali/vescicali - quest'ultimo è un'emergenza). L'intervento più comune è una discectomia (rimozione della parte di disco che comprime il nervo).
È fondamentale consultare un medico specialista (ortopedico, neurochirurgo o fisiatra) per una diagnosi precisa e un piano terapeutico personalizzato basato sul referto e sui sintomi.
Le opzioni terapeutiche dipendono dalla gravità dei sintomi e dalla risposta alle terapie conservative.
- Terapia Conservativa: È il primo approccio. Include:
- Farmaci: Antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e l'infiammazione. Miorilassanti se c'è spasmo muscolare. A volte, antidolorifici più forti o terapie per il dolore neuropatico (es. gabapentinoidi) se il dolore è intenso o persistente.
- Fisioterapia: Esercizi specifici per rafforzare la muscolatura lombare e addominale, migliorare la postura e la mobilità. Tecniche manuali (mobilizzazioni, manipolazioni) possono essere utili, ma vanno eseguite con cautela in presenza di radicolopatia acuta.
- Infiltrazioni: Iniezioni di corticosteroidi epidurali o paravertebrali possono ridurre l'infiammazione e il dolore, offrendo un sollievo temporaneo.
- Terapia Chirurgica: Viene considerata se la terapia conservativa fallisce dopo un periodo adeguato (solitamente 6-8 settimane) o se ci sono segni di deficit neurologico progressivo (debolezza muscolare, perdita di sensibilità, problemi intestinali/vescicali - quest'ultimo è un'emergenza). L'intervento più comune è una discectomia (rimozione della parte di disco che comprime il nervo).
È fondamentale consultare un medico specialista (ortopedico, neurochirurgo o fisiatra) per una diagnosi precisa e un piano terapeutico personalizzato basato sul referto e sui sintomi.
Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Utente
Grazie gentilissimo per la risposta
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 7 visite dal 14/02/2026.
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