gestire frattura e infiammazione del piede dopo la storta?

"Modica alterazione di segnale del legamento PAA, tuttavia integro ed inserito. lieve distensione fluido-reattiva della guaina dei tendini peronieri e dei tendini flessibile specie del tibiale posteriore.
Diffusa sofferenza edemigena ossea intraspongiosa del terzo prossimale dell osso navicolare nel cui contesto si apprezza stria di frattura composta a decorso orizzontale. discreta sofferenza edemigena del versante laterale della testa astrologica.
Coesiste sfumata sofferenza edenigena anteriore del calcagno e del cuboide.
Presenza di versamento endoarticolare nella articolazione tizio astrologica ed in corrispondenza della articolazione astrologo navicolare. " Ho preso una storta un mese fa raggix negativi, riposo ghiaccio e cavigliera.
Ecografia muscolo tendinea presentava sofferenza tendini.
Fatto laser, tecar dal fisioterapista e poi la RM.
Il fisioterapista ieri mi ha applicato taping che ho tolto al risveglio perche sono stata peggio.
Grazie per l attenzione alla mia e aspetto Vs consiglio sul da farsi.
E' necessaria una valutazione ortopedica, mi muovo con stampella e cavigliera.
Dr. Silvio Boer Ortopedico 780 48
Valutazione ortopedica urgente è indispensabile. La presenza di una frattura a stria orizzontale nel terzo prossimale del navicolare, insieme a edema osseo diffuso e versamento articolare, indica un danno strutturale che può richiedere intervento chirurgico o, al massimo, un immobilizzazione prolungata.
- Immobilizzazione: sostituire la cavigliera con un tutore ortopedico evitando il taping che può peggiorare la situazione.
- Mobilità: utilizzare stampella o deambulatore con peso limitato (meno del 20 % del peso corporeo) finché non si ottiene conferma di consolidamento.
- Fisioterapia: attendere la fase di consolidamento osseo prima di iniziare esercizi di mobilità e rafforzamento; evitare terapie che aumentano la pressione sul tendine (laser, tecar) se non indicati dal medico.
- Follow up: programmare visite di controllo a 2, 6 e 12 settimane per monitorare la guarigione e valutare la necessità di intervento chirurgico.
Il trattamento conservativo può essere efficace solo se la frattura è stabile e non presenta instabilità articolare. Se la frattura è complessa o l’osso navicolare mostra segni di non consolidamento, la chirurgia (fissazione interna o esterna) è la scelta più sicura per prevenire complicanze a lungo termine.

Dr. Silvio BOER
Specialista ORTOPEDIA e TRAUMATOLOGIA
Ex Medico Sociale Hockey Club ValPellice

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