Utente
Buongiorno,
sono qui a chiedere aiuto per cercare di capire come affrontare una situazione complicata.
Mia madre, nel luglio dello scorso anno, è stata operata di tumore al polmone, nei giorni seguenti l'operazione, ha iniziato a sentire un formicolio, una mancanza di sensibilità al piede destro (cosa sottovalutata da tutti i medici); 3 mesi dopo, la situazione dell'insensibilità, sensazione di addormentamento del piede era peggiorata fino ad interessare anche parte della gamba, diciamo effetto calzino.
Una notte, alzandosi, ha infilato male la ciabatta, e causa l'insensibilità del piede, non se n'è accorta, dopo 2 passi è caduta, riportando una frattura dell'anca (che praticamente è la rottura del femore, nel punto fra il collo e la testa mi sembra di aver capito)
Causa problemi precedenti (problema al fegato dal 2008, intervento al polmone di 3 mesi prima) i medici non si sono fidati ad operarla, e hanno detto che dopo 45 giorni di letto/poltrona si sarebbe sistemata da sola. Già al primo controllo dopo 20 giorni però, hanno corretto il tiro dicendo che avrebbe potuto non sistemarsi mai del tutto e probabilmente si sarebbe reso necessario un ausilio in aiuto per la deambulazione. A questo punto, abbiamo cambiato struttura, il nuovo ortopedico ha detto che, nonostante i rischi del caso, la frattura sarebbe stata da operare subito (al tempo era composta), ora, con ancora maggiori rischi, si poteva eseguire un'operazione con protesi dell'anca (da quanto capito più invasiva) altrimenti, col passare del tempo, il dolore sarebbe scemato ma la gamba sarebbe restata più corta e sicuramente avrebbe avuto bisogno di un bastone o treppiede.
Mia madre ha avuto paura dell'operazione, ed essendo una che comunque già prima usciva pochissimo di casa, ha pensato che anche quest'ultima soluzione fosse accettabile.
Sono passati ormai 11 mesi dalla caduta, mia madre è ancora allettata (la faccio alzare sulla carrozzina comoda un paio di ore al giorno per mangiare, lavarsi e i bisogni) e soprattutto il dolore è ancora fortissimo.
All'ultimo controllo, ci è stato detto che la situazione dell'osso non era cambiata, si intravede un'inizio di consolidazione, ma niente di stabile, e che al momento l'operazione non è ipotesi attuabile, in quanto col passare del tempo lei si è molto deperita e i rischi son veramente troppo alti.
Naturalmente con l'immobilità, la mancanza di sensibilità del piede non è migliorata, anzi.
Ora i vorrei sapere, com'è possibile che ancora ci sia tutto questo dolore ? E poi, ho letto da qualche parte che le fratture sottocapitate del femore (il caso di mia madre), se lasciate lì per parecchio tempo, possono creare grossi problemi, mi sembra addirittura di necrosi, è vero ?
Secondo voi, come mi devo muovere ?
Grazie

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Dr. Gianni Nucci

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Gentile utente,
una frattura di questo tipo andrebbe trattata subito. Magari, se composta, anche solo con un intervento di sintesi con tre viti percutanee.
Ma non conosco il caso specifico e non posso entrare nel merito del perché non sia stata fatta.
Una frattura di questo tipo di solito non guarisce da sola e determina quasi sempre una impossibilità alla deambulazione, con allettamento e tutti i rischi correlati. E dolore.
Quindi, ripeto, sempre in generale, un intervento di protesi potrebbe migliorare la situazione e permettere un recupero, ma ovviamente vanno soppesati i rischi di intervenire e di non farlo. Le dico comunque che quasi sempre si sceglie di intervenire, per uscire da una situazione grave e fortemente invalidante.
Ne parli quindi con l'ortopedico di fiducia e con l'anestesista, e ovviamente con sua madre, per decidere insieme il da farsi.
Cordiali saluti e in bocca al lupo.
Gianni Nucci, MD
Chirurgo Ortopedico
Responsabile U.F. Ortopedia Santa Rita Hospital - Montecatini Terme
www.ilposturologo.it