Utente 685XXX
Egregi dottori buongiorno! Innanzitutto complimenti per la Vostra splendida iniziativa! Ho già letto altre esperienze e consulti che già mi hanno chiarito alcuni dubbi, ma come ben sapete ogni caso è diverso da un altro per cui Vi scrivo per avere qualche ulteriore delucidazione.
Vi espongo la mia situazione: ho 32 anni e da circa 4 soffro di un dolore nella parte anteriore del piede-zona centrale durante la camminata o la corsa, che pensavo fosse dovuto a qualche microfrattura metatarsiale mal saldata che andava ad interferire con l'azione di qualche nervo..tale dolore è più accentuato con scarpe "da lavoro" in cuoio, con suola rigida, punta stretta..mentre è decisamente più tollerabile con scarpe comode, da ginnastica.
Mi son deciso (forse 1po tardino!) a farmi vedere da un ortopedico, con radiografia al piede (e TAC per meglio analizzare un lipoma/osteoma al calcagno evidenziata dalla radiografia).
Entrambi gli esami non hanno rilevato niente di anomalo, se non che ho il piede leggermente concavo e il 2° dito più lungo di tutti (cosa che ovviamente è visibile anche a occhio nudo).
L'ortopedico ha perciò rilevato una metatarsalgia 2°-3° dito e mi ha consigliato l'uso di un plantare di scarico metatarsiale centrale con sostegno morbido della volta.
L'utilizzo del plantare per alcuni mesi ha effettivamente attenuato il dolore, anche perchè per poterlo usare portavo calzature più morbide e comode..ma nel momento in cui ho ricominciato a usare le scarpe "da lavoro" mi sono accorto che il problema era tutt'altro che risolto e il dolore era esattamente come prima.
Tornato dall'ortopedico, quest'ultimo ha confermato la sua diagnosi, di metatarsalgia di tipo bio-meccanico e ha consigliato l'intervento chirurgico di osteotomia del 2° e 3° metatarso, dicendomi però che anche una volta effettuato l'intervento probabilmente dovrei continuare a portare il plantare di scarico perchè non è detto che il problema si risolva al 100%.
A questo punto Vi chiedo:
- 1. ammesso che la diagnosi sia corretta, è possibile superare definitivamente il problema con un intervento di questo tipo di intervento senza l'obbligo di utilizzare comunque plantari di scarico? Controindicazioni? Immagino che poi il metatarso rimanga maggiormente esposto a rischio di fratture..?
- 2. non potrebbe trattarsi di Neuroma di Morton? Come si può diagnosticare (oppure escludere) con certezza quest'ultima eventualità?(la radiografia non serve, vero?) Come posso capire se è più probabile la prima diagnosi rispetto al Neuroma? Eventualmente è possibile effettuando l'osteotomia capire se effettivamente c'è un neuroma e a quel punto intervenire per rimuoverlo?
- 3. avete altre ipotesi di diagnosi?
Grazie infinite per la Vostra attenzione e gli eventuali interventi.
Cordiali Saluti,
Alessandro

[#1] dopo  
Dr. Michele Milano

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Il neuroma di Morton è una condizione patologica caratterizzata dalla degenerazione benigna del nervo digitale. In genere si manifesta con dolore a livello del III e del IV spazio metatarsale (raramente sul II).
Caratteristica è l'assenza di dolore a piedi nudi (a differenza della metatarsalgia) e l'evocazione del dolore comprimento le teste metatarsali lateralmente.
Avendo lei un surplus metatarsale la diagnosi è alquanto probabile.
In genere con l'osteotomia può risolvere i suoi problemi. Una volta consolidato il metatarso operato ha la stessa probabilità di fratturarsi degli altri metatarsi.
Tanti auguri.
Dr. M. Milano
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[#2] dopo  
Utente 685XXX

Gent.mo Dottore, molte grazie per la tempestività e la precisione della Sua valutazione! Effettivamente nel mio caso il dolore è maggiormente localizzato in prossimità del III metatarso, più verso il II che verso il IV, è sensibile anche a piede nudo (ad esempio poggiando il piede anche solo da seduto), e non è percepibile comprimendo le teste lateralmente.. Tutto ciò quindi porta ad escludere con certezza il neuroma di Morton, giusto?
Si propende perciò per una metatarsalgia di tipo bio-meccanico, probabilmente a seguito di microtrauma (visto anche che l'altro piede non ne soffre) curabile con intervento chirurgico di osteotomia (vista la scarsa utilità del plantare e volendo escludere cure di tipo cortisonico e simili), corretto?
In questo caso quindi si va ad asportare uno "spicchio" di osso dal 2° e 3° metatarso..e cosa si intende per consolidamento dello stesso? Si forma una calcificazione più flessibile rispetto all'osso che consente uno scarico migliore del peso?
Grazie ancora per la disponibilità (e per gli auguri!), ovviamente anche altri pareri o richieste di dettagli ulteriori sono ben accetti..
Saluti,
Alessandro

[#3] dopo  
Dr. Michele Milano

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Credo che la sua metatarsalgia, con i limiti imposti dal fatto che non posso visitarla, sia dovuta ad un II metatarso più lungo (e che quindi lavora male rispetto agli altri). L'ostetomia consiste nel tagliare l'osso e sintetizzarlo in giusta posizione in modo da scaricare il peso in egual misura su tutte le teste metatarsali.
Dr. M. Milano
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[#4] dopo  
Utente 685XXX

Effettivamente il II metatarso è più lungo degli altri, ma come lo è nell'altro piede e come lo è sempre stato dalla nascita, per questo propendo per il fatto che comunque l'origine del dolore in questo piede sia microtraumatica..accentuata poi dall'utilizzo di scarpe con suola rigida, strette in punta..
Perdoni la puntigliosità, ma con l'osteotomia l'ortopedico mi ha detto che andrebbe ad asportare una fettina dell'osso metatarsiale, che rimarrebbe "attaccato" per un lembo di osso..è così? dopodichè cosa accade? cosa intende esattamente con sintetizzazione? Non è che mi si accorcia il piede?
Saluti,
Alessandro

[#5] dopo  
Dr. Michele Milano

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Con l'osteotomia viene asportata una fettina d'osso (quindi si provoca una frattura). I segmenti di frattura devono pertanto essere stabilizzati (con fili o viti o cambre). Il metatarso diventa pertnto più corto.
Spero di esser stato chiaro
Dr. M. Milano
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[#6] dopo  
Utente 685XXX

Perdonate la tediosità ma l'ortopedico mi ha detto che nel mio caso attraverso osteotomia andrebbe a tagliare non tutta una sezione ossea bensì solo uno "spicchio" dal 2° e 3° metatarso in alto (che nella parte inferiore resterebbero quindi integri), per favorire uno scarico migliore del peso durante la deambulazione.. E' verosimile un intervento di questo tipo? Anche in questo caso è necessario l'utilizzo di viti o altro per fissare l'osso?
Grazie ancora per la desponibilità!
Saluti,
Alessandro