Utente 155XXX
Mia figlia è nata con la sindrome di Dandy-Walker. Dopo essere stata alimentata per qualche giorno con il sondino naso-gastrico, ha cominciato a mangiare con il biberon. Ha dovuto però subire due interventi chirurgici per il trattamento dell'idrocefalo, ora ha una derivazione ventricolo-peritoneale. Dopo ciascun intervento è stata alimentata per qualche tempo con gavage, poi abbiamo ripreso l'alimentazione con il biberon. Attualmente la bambina (che ha 2 mesi) non riesce a prendere tutto il pasto (100 ml di Nidina 1, per 6 volte al giorno) con il biberon (salvo in casi molto rari), in genere ne prenda 50-60 ml, poi si mette a piangere, e non ne vuole più (proviamo per circa un'ora), per cui dobbiamo farle terminare il pasto con il sondino. Quando era in ospedale ha eseguito un ecografia all'addome superiore di cui riporto il referto: "l'esame mirato allo studio della giunzione esofago gastrica, ripetuto ecoscopicamente per 15 minuti non ha evidenziato reflussi gastroesofagei". Dal punto di vista neurochirurgico la situazione al momento è sotto controllo nel senso che la RMN encefalo ha confermato il buon funzionamento del sistema derivativo, e non vi sono segni clinici di ipertensione endocranica. Dal punto di vista dell'accrescimento ponderale all'inizio è stato regolare: dopo gli interventi chirurgici la bambina è sempre scesa di peso, ora pesa circa 3,900 kg. Ha seguito per molti giorni una terepia antibiotica (rocefin, augmentin, ecc.) Durante la degenza in ospedale è sempre stata eupnoica e non ha mai presentato crisi di desaturazione o apnea.
Mi domando se nel caso di mia figlia si possa parlare di disfagia. Quali potrebbero essere le cause della sua difficoltà a terminare i pasti con il biberon? Quali ipotesi dovremmo approfondire? Ci sono degli esami che sarebbe utile eseguire? Grazie

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Per calcolare il latte necessario si prendono le prime tre cifre del peso espresso in grammi e si aggiunge il numero fisso 250. Stando al suo peso dovrebbe assumere 640 grammi. Se varia di poco non preoccupatevi, importante è che mantenga la sua curva di crescita.

Tenga anche presente il cambio di stagione, le variazioni repentine di clima, che possono comunque ripercuotersi sull'assunzione di cibo. Piccole variazioni nell'assunzione non devono preoccuparvi, specialmente se non influiscono sul peso. A tale proposito esistono le curve di crescita che agevolmente potete direttamente tenere sotto controllo.

Capisco che la piccolina per quello che ha passato vi rende apprensivi, ma siate sereni che grazie a Dio, la diagnosi è stata fatta precocemente e la patologia trattata con successo.

Infiniti auguri
e cordiali saluti
Dott.Agnesina Pozzi