Utente 155XXX
Buonasera,
ho una bambina di tre anni e mezzo.Ho affrontato la gravidanza e i primi due anni e mezzo di vita di mia figlia come ragazza madre,ma vivendo insieme ai miei genitori, in un piccolo appartamentino nella zona superiore di casa nostra.Da un anno sono fidanzata con un uomo di 4 anni più grande di me,presto ci sposeremo ed andremo a vivere insieme;ma lui abita in francia, conseguentemente ora è presente"a singhiozzo"nella vita della mia bimba,con la quale sta creando un bel legame,nonostante la situazione e la distanza concreta tra di noi(lei lo chiama "papà").
Queste premesse servono ad inquadrare la situazione familiare al meglio.
Ergo,ho allattato mia figlia per due anni, durante i quali dormiva insieme a me nel lettone perché,causa stanchezza e necessità di affrontare tutto da sola,sostanzialmente era una situazione non solo dolce,ma anche "comoda".Ammetto che non sarebbe l'ideale dal punto di vista educativo, e forse a suo tempo sottovalutai il problema conseguente.Ora "dorme" nel suo lettino sempre nella mia stanza (causa logistica);ha bisogno che le racconti una storia prima di addormentarsi,ma continua ad avere disturbi del sonno.Lei non dorme al pomeriggio da quando aveva appena pochi mesi,perciò apparentemente dovrebbe, al momento di coricarsi la sera,dormire in modo più tranquillo e profondo.Al contrario,si sveglia ancora ogni notte,da 1 a 5-6 volte e se non mi vede al suo fianco inizia a chiamarmi ed a reclamare la mia presenza vicino a lei.Talvolta si sveglia magari per altri motivi,ad esempio per urinare,ma poi vuole che stia al suo fianco.Altre volte fa incubi(si sveglia piangendo e comunque nervosa),successivamente i quali mi vuole vicino a lei, e non c'è verso di farla riaddormentare se non attaccata a me,meglio se sul lettone.Inoltre alcune volte manifesta una sorta di sonnambulismo,ovvero si pone in posizione seduta,inizia a parlare,si strofina il naso,piange senza lacrime;in alcuni casi ha gli occhi aperti,altre volte restano chiusi,e di solito in questi casi è tranquilla e appena la faccio riaccomodare in posizione distesa continua normalmente il suo sonno.Tuttavia, ammetto che da quando è nata non ho fatto una nottata serena.Ovviamente il problema non è relativo a me, ma a lei, perchè mi dispiace molto vederla soffrire così senza poter fare molto.Il mio timore è che a causa del nostra fortissimo legame lei possa avere difficoltà a staccarsi da me, sebbene in asilo vada volentieri e non manifesti difficoltà al distacco,anzi è molto entusiasta.Io cerco di spiegarle la necessità che lei diventi,a poco a poco, sempre più autonoma,lei sembra molto a suo agio in diversi contesti anche con altre persone,ma noto ad oggi una grossa difficoltà al momento del sonno.E' una bimba che impiega un po' per socializzare,ma poi si lascia andare.Quando si sveglia cerco di essere dolce e paziente,la faccio riaddormentare ma appunto a volte la porto nel lettone perchè magari sono davvero troppo stanca.
Grazie a chiunque volesse aiutarci!

[#1] dopo  
Dr. Gianmaria Benedetti

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Forse può esserle utile per affrontare la situazione se, invece che considerare i comportamenti notturni della bambina come segno di 'sofferenza', li considera segni della 'fatica' ad accettare i cambiamenti inevitabili della crescita e della organizzazione familiare e della sua 'resistenza' e tentativo di evitarli. La fatica dà 'sofferenza' solo se lo sforzo da compiere è superiore alle proprie forze, ma di solito è più un problema di 'allenamento' che altro. E la vostra situazione sembra di fronte a prossimi cambiamenti importanti, oltre a quelli di per sè dovuti alla crescita. La bambina verosimilmente mostra il suo timore dei cambiamenti e la paura di perdere le abitudini cui si è attaccata per trovare sicurezza.
La cosa che può più rassicurare la bambina (l'attaccamento alle abitudini è solo un sostituto palliativo) non sono le parole e le spiegazioni e le richieste di crescere ( anzi, direi proprio da evitare perchè sono una distribuzione di corresponsabilità...), ma il vedere che il 'nocchiero della nave' tiene salda la barra del timone e sa dove dirigerla (senza dare corresponsabilità ai passeggeri, salvo emergenze). Allo stesso modo la regola fondamentale a mio avviso è che sono gli adulti che comandano, perchè hanno la responsabilità, e i bambini devono obbedire, "perchè sono piccoli". Le spiegazioni sono sono un surplus di fatica per gli adulti e non servono a rassicurare i bambini, anzi forse è vero il contrario.
Credo quindi che la cosa migliore sia che lei 'stabilizzi il più possibile la vostra barca' - quando monta un passeggero così 'pesante' come un nuovo papà le oscillazioni sono inevitabili, così come per altri cambiamenti grossi, come l'arrivo di un fratellino, ecc. Di conseguenza le paure della bimba, comunque espresse, dovrebbero un po' alla volta passare...
In bocca al lupo
Dr. Gianmaria Benedetti

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