Utente 602XXX
Salve ,sono una mamma,molto preoccupata,di un bambino di due anni e due mesi nato a termine della gravinza e
allattato al seno fino a 18 mesi,che nonostate l'età mangia soltanto la minestra di brodo vegetale con l'agginta di omogenizzato e pastina,non riesco a fargli accettare nessuno altro
alimento,non è assolutamente curioso di assaggiare le cose che mangiamo noi e quando tento di mettergli in bocca
un pezzettino piccolissimo di pane ò di biscotto oppure di carne piange e cerca di spigerlo fuori dalla bocca
tenendola aperta per non incchiottirlo.Non l'ho mai visto masticare e anche la pappa che mangia non deve essere
densa e se gli metto una pastina un po piu grade vomita al primo cucchiaino.La mattina fa colazione con latte e
biscotti plasmon che prende volentieri dal biberonpoi, a pranzo la pappa con brodo vegetale ecc. e la cena è
sempre pappa con brodo vegetale,prima di andare a dormire prende un biberon di latte con i biscotti,questa è
ciò che mangia se è una buona girnata perche spesso e volentiri mangia mezza pappa e a volte la rifiuta del tutto
Non so come comportarmi ho provato ad incuriosirlo senza costringerlo,ho provato a mettergli in bocca delle
piccole molliche ma si agita talmente tanto che ho paura che si strozzi,ho provato a passare le cose che magiamo
noi ma non le vuole addirittura il purè di patate ò di fagioli non lo vuole,non riesco a farlo andare oltre questa
alimentazione cosi monotona.Vedo tanti bambini piu piccoli di lui che mangiano tutto e Jacopo,mio figlio,e
ancora alle pappe dello svezzamento,la mia peditra mi dice di dargli ciò che vuole che prima ò poi si sbloccherà
ma io sono preoccupata anche perche mangia poco infatti pesea cicrca 11 chili ed è alto 87 cm.
Fiduciosa di una risposta saluti da una mamma preoccupata.

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Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora
questo problema è abbastanza frequente, specialmente nei bambini allattati a lungo al seno e che in genere tende a risolversi appena il piccolo farà parte di una comunità con altri bambini (certo ancora è molto piccolo..). Gli metta di fronte il piatto "alternativo" senza forzarlo. Lo lasci pasticciare, toccare, sporcarsi. Sulla sua pappina "disegni" una faccina sorridente con delle fettine di carota lessa, un fagiolino per la bocca, delle fettine di patata lessa per le guancette. Giochi con lui piuttosto che mstrarle la sua apprensione. Anche il semplice contatto col cibo più solido può aiutare a sloccarlo. Assolutamente non gli metta in bocca niente di ciò che non accetta perchè è controproducente.. Nella mia piccola esperienza ho visto mamme disperate che non hanno avuto soddisfazione fino a 2 anni e mezzo!! Non voglio scoraggiarla ma il rapporto con il cibo è speciale; non si devono fare errori nè costringere. Non si può nemmeno ignorare che a volte l'avversione per questo o quel cibo nasconde una intolleranza. Il piccolo "fiuta" anche eventuali problemi digestivi con questo o quel cibo. L'intelligenza biologica è un dato di fatto. Abbia solo pazienza (e quanta ce ne vorrà..). Coraggio!

Per quanto concerne la crescita, non è importante quanto pesa adesso ma se sta seguendo la SUA specifica curva di crescita. Ci sono delle tabelle che il pediatra può metterle a disposizione. Importante è che lui non si allontani dalla sua curva di crescita, che non rallenti, che non deperisca.

La saluto cordialmente e le porgo i miei migliori auguri
Agnesina Pozzi

[#2]  
Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Cara Signora,
alla chiarissima risposta della collega Pozzi mi permetto di aggiungere uno spunto di riflessione che spero potrà tornarle utile.
Spesso il momento della pappa rappresenta per i più piccini un modo per continuare a vivere un momento affettivo esclusivo con il genitore costringendo questi ad un rapporto di dipendenza quasi totale: provi a vedere se il suo Jacopo comunque nella giornata socializza con disinvoltura con gli altri, adulti e bambini, per diventare "capriccioso" solo quando si tratta di mangiare, svelando così il desiderio/bisogno di rimanere 'poppante' il più a lungo possibile.
In ogni caso potrebbe essere aiutato da una terapia omeopatica integrata per questo aspetto comportamentale e per favorire un corretto accrescimento corporeo.
Nell'attesa di ulteriori sue indicazioni la saluto cordialmente.

Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica