Utente 182XXX
Buongiorno. A mia madre è stato diagniosticato un tumore di origine bilio-pancreatica. Ora si è diffuso provocando versamenti pleurici. In pneumologia all'ospedale hanno effettuato una prima e poi una seconda toracentesi con talcaggio senza successo. Attualmente è attaccata ad un drenaggio che raccoglie circa 500 mL di liquido al giorno. Ha notevoli difficoltà respiratorie. Esiste una cura? O qualcosa che possa almeno agevolare la respirazione? Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Cristiano Cesaro

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CARA UTENTE, PURTROPPO IL VERSAMENTO PLEURICO DIPENDE PER VIA SECONDARIA, DAL PRIMITIVO PROBLEMA NEOPLASTICO PANCREATICO.
DIFFICILE E' FARE QUALCOSA, SE NON VIENE PRIMA AFFRONTATO IL TUMORE PRIMITIVO, ANCHE E SOPRATTUTTO PERCHE' SI RIFORMEREBBE CONTINUAMENTE.
PURTROPPO QUESTO E' UNO DEI CASI PIU SPINOSI DELLA NOSTRA BRANCA.

LA SPERANZA E' CHE LE CHEMIO, O I TRATTAMENTI MIRATI AL TUMORE PRIMITIVO E/O SECONDARIO DELLA PLEURA POSSANO FAR RECEDERE LA MALATTIA E CON ESSA IL VERSAMENTO ALLA PLEURA, DANDO SOLLIEVO A SUA MADRE.

FINCHE' QUESTO NON AVVIENE RITENGO SIA IN OGNI MODO NECESSARIO CONTINUARE CON IL DRENAGGIO CHE QUANTO MENO EVITA IL SOVRACCUMULO NELLA PLEURA CON COMPRESSIONE ULTERIORE DEI POLMONI.

CI TENGA AGGIORNATI, E SE AVESSE BISOGNO SIAMO A SUA COMPLETA DISPOSIZIONE.

CORDIALI SALUTI
Dr. Cristiano Cesaro
Specialista in Malattie Respiratorie e Tisiologia
Pneumologia Interventistica
Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi Napoli

[#2] dopo  
Utente 182XXX

Grazie per la celere risposta. Mia madre purtroppo non è più in grado di sopportare i trattamenti chemioterapici diversi dalla gemcitabina che non produceva più effetti. Oggi le hanno collegato una pompa antalgica con morfina ma io non voglio smettere di sperare e se c'è anche una qualsiasi strada da tentare sono disposta a farlo. Le chiedo un'ultima cosa: ritiene che una pleurodesi con chemioterapico (al posto del talco) possa avere effetto palliativo e permetterle di respirare meglio? Grazie ancora.

[#3] dopo  
Dr. Cristiano Cesaro

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difficile dirlo cosi', senza conoscere in dettaglio la problematica della paziente,
il problema e' che la paziente potrebbe non sopportarlo, o ancora peggio, il trattamento potrebbe non servire, e quindi ad esso potrebbe seguire un nuovo scollamento e rifornimento del cavo pleurico.

Ritengo che questo tipo di decisioni, ed eventuali indicazioni supplementari, vadano in ogni caso prese dai colleghi che l'hanno in carica, sempre considerando rischi e benefici e mai azzardando tentativi che potrebbero crearle problemi supplementari con poche prospettive di successo.

Capisco, che di fronte alla malattia di una persona cara si cerchi anche solo mentalmente, di non perdere la speranza e di trovare in qualche modo una via di uscita al problema, pero' talvolta a noi medici, tocca l'amaro compito di essere realisti, e di stare bene ancorati con i piedi per terra, i rimedi potenzialmente utili vanno provati tutti, senza lesinare tentativi, ma ripeto sempre nel rispetto della regola rischi/benefici.

Nel caso specifico ritengo che il drenaggio per quanto fastidioso, serivira a sua madre per evitare il riempimento della pleura e lo schiacciamento dei polmoni.

Si faccia forza, (ne avra' tanto bisogno) dia tutto il calore umano di cui sua madre ha ed avra' bisogno, e speriamo che l'evoluzione della cosa, possa prendere una piega positiva.

la saluto e in ogni caso, se ha da porci delle domande o del nostro aiuto, per quello che e' possibile dietro monitor e tastiera, conti su di noi.

Dr. Cristiano Cesaro
Specialista in Malattie Respiratorie e Tisiologia
Pneumologia Interventistica
Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi Napoli