Ansia e salute: terapia farmacologica inadeguata?
Buongiorno, a causa di problemi di salute, ovvero aritmia da tpsv, nel tempo ho sviluppato uno stato d’ansia costante.
Quando circa 2 anni fa ho iniziato ad avere astenia e senso di sbandamento le cose sono peggiorate.
Ho quindi intrapreso un primo percorso di 6/7 mesi di Terapia cognitivo, con pochi risultati, il medico curante mi diede 1 anno fa Xanax 0.25 e brintellix, ma purtoppo questo mi ha causato nausea insopportabile, sono quindi andata da un neurologo psicoterapeuta che ha cambiato la terapia in Xanax 0.125 e pregenaq 1.25ml x2, con lui ho intrapreso anche un percorso di psicoterapia, per un paio di mesi le cose sono andate meglio poi con l’arrivo dell’estate l’astenia è peggiorata notevolmente con conseguenze sull’ansia.
Sebbene abbia fatto questo percorso in teoria di ipnosi, anche se praticata solo qualche volte in seduta, dovrei farlo a casa ma non lo faccio, non ho avuto giovamenti dal percorso.
Ora a seguito di una decisione presa con la cardiologa di sospensione di un antiaritmico per vedere come vanno le cose l’ansia è peggiorata ancora, per paura di rivivere l’aritmia (feci un ablazione in passato ancora non chiaro sé risolutiva, ho un loop recorder) dunque il terapeuta ritiene di alzare Xanax a rp prima a0.5 poi a 1mg e mi ha palesato l’idea di inserire poi anche antidepressivo, finora mai voluto.
È vero che ho avuto un peggioramento recente, ma mi chiedo se dato che mi segue da 10 mesi non avrebbe avuto senso introdurre farmaci più forti già dall’inizio visto che a detta del mio medico finora ho preso dosi omeopatiche e ho sempre riferito di non stare bene.
Quindi non so se valutare un parere psichiatrico per poi proceder anche con un altro tipo di percorso psicoterapico, magari indirizzato dallo psichiatra.
La psicoterapia è molto basata sul far emergere qualcosa di nascosto, o questa è la mia percezione, ripeto all’infinito le mie problematiche ma queste non vengono approfondite insieme, mi viene sempre chiesto se ci sia altro.
La diagnosi è di forte ansia, preciso che ho sofferto circa 10 anni fa anche di forte DOC anche se oggi non è il mio primo problema, ma è latente.
Mi piacerebbe avere un gentile parere, grazie.
Quando circa 2 anni fa ho iniziato ad avere astenia e senso di sbandamento le cose sono peggiorate.
Ho quindi intrapreso un primo percorso di 6/7 mesi di Terapia cognitivo, con pochi risultati, il medico curante mi diede 1 anno fa Xanax 0.25 e brintellix, ma purtoppo questo mi ha causato nausea insopportabile, sono quindi andata da un neurologo psicoterapeuta che ha cambiato la terapia in Xanax 0.125 e pregenaq 1.25ml x2, con lui ho intrapreso anche un percorso di psicoterapia, per un paio di mesi le cose sono andate meglio poi con l’arrivo dell’estate l’astenia è peggiorata notevolmente con conseguenze sull’ansia.
Sebbene abbia fatto questo percorso in teoria di ipnosi, anche se praticata solo qualche volte in seduta, dovrei farlo a casa ma non lo faccio, non ho avuto giovamenti dal percorso.
Ora a seguito di una decisione presa con la cardiologa di sospensione di un antiaritmico per vedere come vanno le cose l’ansia è peggiorata ancora, per paura di rivivere l’aritmia (feci un ablazione in passato ancora non chiaro sé risolutiva, ho un loop recorder) dunque il terapeuta ritiene di alzare Xanax a rp prima a0.5 poi a 1mg e mi ha palesato l’idea di inserire poi anche antidepressivo, finora mai voluto.
È vero che ho avuto un peggioramento recente, ma mi chiedo se dato che mi segue da 10 mesi non avrebbe avuto senso introdurre farmaci più forti già dall’inizio visto che a detta del mio medico finora ho preso dosi omeopatiche e ho sempre riferito di non stare bene.
Quindi non so se valutare un parere psichiatrico per poi proceder anche con un altro tipo di percorso psicoterapico, magari indirizzato dallo psichiatra.
La psicoterapia è molto basata sul far emergere qualcosa di nascosto, o questa è la mia percezione, ripeto all’infinito le mie problematiche ma queste non vengono approfondite insieme, mi viene sempre chiesto se ci sia altro.
La diagnosi è di forte ansia, preciso che ho sofferto circa 10 anni fa anche di forte DOC anche se oggi non è il mio primo problema, ma è latente.
Mi piacerebbe avere un gentile parere, grazie.
La terapia era inadeguata nei dosaggi e l’aumento va stabilito già da un primo periodo di trattamento.
La questione va rivista da uno specialista in psichiatria.
La questione va rivista da uno specialista in psichiatria.
https://wa.me/390698234174
https://t.me/FSRuggiero_psichiatra
https://www.instagram.com/psychiatrist72/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 1 visite dal 17/01/2026.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Se sei uno specialista e vuoi rispondere ai consulti esegui il login oppure registrati al sito.
Consulti su ansia e panico
- Ansia e salute: terapia farmacologica inadeguata?
- Terapia per ansia/depressione/panico: è adeguata?
- Sessualità tra fratelli da bambini
- depakin: tachicardia e fibrillazione atriale?
- Antipsicotico + antidepressivi: rischio appiattimento?
- Terapia depressione: è adeguata? Sospensione e durata dei farmaci.