Non capisco il rifiuto del consulto

Salve.

Ho detto che voglio risolvere il problema e mi serve una strategia: vorrei andare nelle vicinanze, ma sono diffidente per la questione pssd.
Come faccio a fidarmi? Se andassi da questo specialista con questa convinzione, la convinzione altera la risposta ai farmaci?
Vorrei una soluzione non essere respinto che come al solito non serve a niente e mi fa abbastanza urtare. Scusate la rabbia, ma vorrei una soluzione, se mi viene respinto il consulto è una non risposta che non serve a niente
Dr.ssa Franca Scapellato Psichiatra, Psicoterapeuta 4.3k 210
Un paziente si può informare quanto vuole, ma questo non risolve il problema, perché è comunque dall'altra parte del tavolo, è quello che soffre e che ha paura.
La fiducia non si dà alla cieca e un medico capace non la pretende a priori: è un processo, che si costruisce nel tempo con un percorso che può comportare anche delusioni, false partenze, risultati parziali, prima di raggiungere una guarigione che comunque non è mai scontata, perché il disturbo ossessivo è una gabbia che intrappola il cervello, perché è resistente ai farmaci e richiede dosaggi alti e terapie prolungate. Nessuno può dare certezze al cento per cento, perché nella vita le sicurezze totali non esistono.
Il timore di una reazione avversa rara sta impedendole di curarsi, perché poi alla fine che sia il grande luminare o uno specialista meno blasonato i farmaci sono quelli, più una terapia cognitiva che può aiutarla a gestire i dubbi, che sembrano tanto logici, ma fanno parte della malattia, perché alla fine la bloccano in un loop: vado, non vado, chi scelgo, e se mi viene il PSSD? E se penso al PSSD, questo influisce sulla terapia, e mi provoca quello che temo? e se, e se, è una tortura!
Prenda un appuntamento con uno psichiatra, si faccia eventualmente accompagnare da un familiare, e provi a cominciare una cura, non c'è un'altra strategia, se no continuerà a tormentarsi senza risultato.

Franca Scapellato

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