Stabilizzatori e appiattimento emotivo

Gentili dottori,
Ho una curiosità che magari potrebbe mettere fine ai miei continui dubbi:
Gli stabilizzatori danno tutti, chi più chi meno, appiattimento emotivo?

Sembra un po' di vivere in una scala di grigi, anziché a colori.

Premesso che assumo anche paroxetina e basse dosi di litio.


Diagnosi dello psichiatra: dag, tratti di doc, depressione "endogena" e funzionamento bipolare (cito: "che è diverso dall'essere bipolare")
Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 100
Gentilissimo,

la sensazione di vivere in una "scala di grigi" che lei descrive è una condizione definita come "emotional blunting" o appiattimento affettivo, ed è una delle sfide più delicate nella ricerca del giusto equilibrio psicofarmacologico.

Per rispondere alla sua domanda, non tutti gli stabilizzatori causano inevitabilmente questo effetto in egual misura, poiché molto dipende dalla molecola scelta e dal dosaggio utilizzato, ma nel suo caso specifico è fondamentale allargare lo sguardo anche all'altro farmaco presente nella sua terapia.

La letteratura clinica, difatti, suggerisce che spesso il principale responsabile di questa "anestesia delle emozioni" sia proprio l'antidepressivo serotoninergico, nel suo caso la paroxetina.

Gli SSRI, infatti, nella loro preziosa azione di gestione dei sintomi d'ansia e/o depressivi, possono talvolta "limare" eccessivamente anche i picchi positivi di gioia e coinvolgimento, creando quella patina di indifferenza che lei percepisce come una perdita di colore della vita.

Il litio, specialmente quando assunto a basse dosi come lei riferisce, svolge solitamente una funzione più "dolce" di neuroprotezione e di mantenimento dell'equilibrio di fondo, e tende a dare meno appiattimento rispetto ad altri stabilizzatori più sedativi o agli stessi antidepressivi ad alto dosaggio.

C'è poi una considerazione psicologica da fare riguardo alla sua diagnosi di "funzionamento bipolare": chi è abituato a vivere le emozioni con una intensità molto alta o fluttuante, talvolta fatica a riconoscere la stabilità "normale", scambiando la semplice assenza di oscillazioni drammatiche per un appiattimento patologico.

Tuttavia, se questa sensazione di grigiore impatta sulla sua qualità di vita, è un sintomo che merita di essere affrontato.

Potrebbe essere utile discutere con il suo specialista se la strategia migliore sia modulare il dosaggio dell'antidepressivo, che potrebbe essere il vero "freno" emotivo in questo momento, piuttosto che temere che sia il litio a spegnerla.

Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506

https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?

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Quindi dottore, in linea puramente teorica, uno switch ad altre molecole, siano esse stabilizzatori o antidepressivi (penso magari all'oxcarbazepina e escitalopram usati in passato) possa risolvere? Altra cosa: io sono molto preoccupato per l'aumento di peso, è quasi un ossessione. La lamotrigina non ha impatto su questo punto di vista, ma il resto? Grazie mille per la risposta
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Dr. Fabio Maria Pasquale Tortorelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Farmacologo 1.4k 100
Gentilissimo,

comprendo perfettamente che il timore dell'aumento di peso possa diventare un pensiero intrusivo, ed è corretto confermarle che, tra gli antidepressivi serotoninergici, la paroxetina è effettivamente la molecola che le statistiche cliniche associano con maggiore frequenza a variazioni metaboliche e incremento ponderale.

Dunque la sua preoccupazione non è infondata, ma si basa su un dato farmacologico reale.

Tuttavia, vorrei rassicurarla sul fatto che questi effetti collaterali (sia il peso che l'appiattimento emotivo) non sono un "prezzo obbligato" da pagare per stare bene per sempre.

In linea teorica, l'obiettivo di una terapia psichiatrica ottimizzata è proprio quello di trovare il giusto bilanciamento che garantisca la copertura dai sintomi ansioso-depressivi minimizzando al contempo l'impatto sul corpo e sulla vivacità emotiva; esistono diverse strategie e molecole alternative che possono essere prese in considerazione per raggiungere questo compromesso ideale.

Resta però indispensabile che l'eventuale rivalutazione della terapia venga effettuato strettamente sotto la guida del suo specialista, l'unico in grado di valutare se e come transitare verso farmaci più neutri sul metabolismo senza rischiare pericolose ricadute sui sintomi principali.

Rinnovo cari saluti restando a disposizione.

dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
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