Stabilizzatori e appiattimento emotivo
Ho una curiosità che magari potrebbe mettere fine ai miei continui dubbi:
Gli stabilizzatori danno tutti, chi più chi meno, appiattimento emotivo?
Sembra un po' di vivere in una scala di grigi, anziché a colori.
Premesso che assumo anche paroxetina e basse dosi di litio.
Diagnosi dello psichiatra: dag, tratti di doc, depressione "endogena" e funzionamento bipolare (cito: "che è diverso dall'essere bipolare")
la sensazione di vivere in una "scala di grigi" che lei descrive è una condizione definita come "emotional blunting" o appiattimento affettivo, ed è una delle sfide più delicate nella ricerca del giusto equilibrio psicofarmacologico.
Per rispondere alla sua domanda, non tutti gli stabilizzatori causano inevitabilmente questo effetto in egual misura, poiché molto dipende dalla molecola scelta e dal dosaggio utilizzato, ma nel suo caso specifico è fondamentale allargare lo sguardo anche all'altro farmaco presente nella sua terapia.
La letteratura clinica, difatti, suggerisce che spesso il principale responsabile di questa "anestesia delle emozioni" sia proprio l'antidepressivo serotoninergico, nel suo caso la paroxetina.
Gli SSRI, infatti, nella loro preziosa azione di gestione dei sintomi d'ansia e/o depressivi, possono talvolta "limare" eccessivamente anche i picchi positivi di gioia e coinvolgimento, creando quella patina di indifferenza che lei percepisce come una perdita di colore della vita.
Il litio, specialmente quando assunto a basse dosi come lei riferisce, svolge solitamente una funzione più "dolce" di neuroprotezione e di mantenimento dell'equilibrio di fondo, e tende a dare meno appiattimento rispetto ad altri stabilizzatori più sedativi o agli stessi antidepressivi ad alto dosaggio.
C'è poi una considerazione psicologica da fare riguardo alla sua diagnosi di "funzionamento bipolare": chi è abituato a vivere le emozioni con una intensità molto alta o fluttuante, talvolta fatica a riconoscere la stabilità "normale", scambiando la semplice assenza di oscillazioni drammatiche per un appiattimento patologico.
Tuttavia, se questa sensazione di grigiore impatta sulla sua qualità di vita, è un sintomo che merita di essere affrontato.
Potrebbe essere utile discutere con il suo specialista se la strategia migliore sia modulare il dosaggio dell'antidepressivo, che potrebbe essere il vero "freno" emotivo in questo momento, piuttosto che temere che sia il litio a spegnerla.
Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
comprendo perfettamente che il timore dell'aumento di peso possa diventare un pensiero intrusivo, ed è corretto confermarle che, tra gli antidepressivi serotoninergici, la paroxetina è effettivamente la molecola che le statistiche cliniche associano con maggiore frequenza a variazioni metaboliche e incremento ponderale.
Dunque la sua preoccupazione non è infondata, ma si basa su un dato farmacologico reale.
Tuttavia, vorrei rassicurarla sul fatto che questi effetti collaterali (sia il peso che l'appiattimento emotivo) non sono un "prezzo obbligato" da pagare per stare bene per sempre.
In linea teorica, l'obiettivo di una terapia psichiatrica ottimizzata è proprio quello di trovare il giusto bilanciamento che garantisca la copertura dai sintomi ansioso-depressivi minimizzando al contempo l'impatto sul corpo e sulla vivacità emotiva; esistono diverse strategie e molecole alternative che possono essere prese in considerazione per raggiungere questo compromesso ideale.
Resta però indispensabile che l'eventuale rivalutazione della terapia venga effettuato strettamente sotto la guida del suo specialista, l'unico in grado di valutare se e come transitare verso farmaci più neutri sul metabolismo senza rischiare pericolose ricadute sui sintomi principali.
Rinnovo cari saluti restando a disposizione.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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È fondamentale premettere che la risposta agli psicofarmaci risente di una importante variabilità individualità che dipende dal personale profilo di sensibilità recettoriale, dunque ciò che vale per la statistica potrebbe non valere per il singolo individuo
La letteratura scientifica offre tuttavia alcune indicazioni generali.
Il fenomeno dell'emotional blunting è teoricamente possibile con tutti gli SSRI, ma la Paroxetina è spesso citata negli studi clinici come una delle molecole "più potenti", con caratteristiche che la rendono molto efficace sull'ansia, ma che è associata frequentemente sia all'aumento di peso che a una maggiore sensazione di ovattamento e sedazione.
Tra gli altri SSRI, molecole come la Sertralina o la Fluoxetina vengono talvolta descritte come più "attivanti" e, in alcuni casi, associate a un minor rischio di appiattimento affettivo rispetto alla Paroxetina, forse grazie a lievi meccanismi secondari su altri neurotrasmettitori.
Soprattutto l'Escitalopram, essendo molto selettivo, tende ad avere un profilo di tollerabilità spesso considerato più "pulito".
Questi dati riportati in letteratura clinica, trovano riscontro nella mia personale esperienza e pratica clinica.
Tenga però presente un aspetto fondamentale: un farmaco che "appiattisce" meno le emozioni potrebbe, in alcuni soggetti predisposti, risultare meno "coprente" sulla gestione dei sintomi ansiosi e/o depressivi.
La scelta è sempre un lavoro di "sartoria medica" per trovare il giusto compromesso tra la stabilità dei sintomi e la vivacità del vissuto interiore.
Queste sono opzioni che il suo specialista conosce sicuramente e che potrà valutare se applicabili al suo specifico quadro clinico.
Le faccio i migliori auguri per tutto, rinnovo cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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Il mio psichiatra è stato in linea con il suo pensiero è mi ha prescritto di sospendere la paroxetina (da 20 mg a 10 mg in 3 giorni, poi stop).
Ecco, volevo chiedere, sebbene la risposta sia indubbiamente differente da individuo a individuo, quando dovrei iniziare a vedere "benefici"? Ovviamente se ce ne saranno.
Nel senso, entro quando potrei iniziare a notare minor appiattimento, maggiore libido ecc. Se, effettivamente, la causa risultasse essere la paroxetina.
Grazie
Per fornirle il consulto nella maniera più precisa possibile è fondamentale chiederle un chiarimento:
la paroxetina le è stata sostituita con un'altra molecola, in aggiunta al litio?
Chiedo perchè, considerando la sua diagnosi di disturbo d'ansia generalizzato e DOC, in queste alterazioni che non sono specificatamente umorali il litio in monoterapia non ha indicazioni specifiche.
Cordialmente,
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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In tale ottica mi permetto di sollevare dei dubbi: la sospensione da 20 mg a zero in 3 giorni mi sembra troppo rapida e non è consigliata dalle linee guida, a meno che non vi siano enti collaterali molto severi da giustificare una sospensione così repentina.
Inoltre la Lamotrigina e il Litio, come le scrivevo, hanno azione sulla stabilizzazione dell'umore ma non agiscono nella gestione dell'ansia e del DOC, pertanto il rischio è che possa restare "scoperto" nella cura di questi sintomi.
È fondamentale che lo psichiatra la segua a stretto giro in questa sospensione così repentina sia per valutare se possano presentarsi dei fenomeni da sospensione, sia per valutare la gestione delle diagnosi che riporta.
I benefici sulla riduzione dell'appiattimento emotivo possono effettivamente esserci, ma il rischio è di restare scoperto sul profilo della gestione dell'ansia e delle ossessioni, e questo rischio deve essere attentamente monitorato dal suo specialista di fiducia.
Le rinnovo cari saluti
dott. Tortorelli Fabio M.P.
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