Medikinet

Il mio psichiatra, partendo da forti problemi di insonnia, mi ha diagnosticato un disturbo di attenzione e mi ha prescritto Medikinet, 1 cp. la mattina per la prima settimana, 1 a colazione ed una a pranzo dalla seconda settimana; ho visto che è uno stupefacente e sono molto preoccupata degli eventuali effetti collaterali
Il medico mi ha detto che ci potrebbero essere aumenti di pressione, da tenere sotto monitoraggio, (sto già prendendo Lobidiur 5+25) e di frequenza battiti cardiaci e mi ha fatto fare, prima di iniziare la cura, un ECG
Ero già stata anni fa in cura da questo medico che lavorava un altro Centro sotto la direzione di un famosissimo Professore, e mi avevano diagnosticato Bipolarismo e dato litio, lamictal, topamax, quetiapina,
Adesso è responsabile di un Centro da lui creato, mi ha rivisto dopo 5 anni e mi ha tolto tutti i farmaci tranne lamictal, asserendo che non soffro proprio di bipolarismo ma di spettro bipolare
Io mi chiedo, ed anche il mio medico di base se lo chiede, come mai solo adesso mi fa questa diagnosi (leggendo i sintomi in molti mi riconosco a dire la verità, ma come quasi tutte le persone di mia conoscenza) per un disturbo, oltretutto, che solitamente si fa risalire all'infanzia
Adesso ho un un po' di timore ad assumerlo francamente.
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 47.4k 1k
Mi scusi, ma non ho capito il ragionamento: per avere degli effetti collaterali c'è bisogno che una medicina appartenga alla categoria "stupefacenti" ?
Lamictal topamax e quetiapina quindi non le suscitano questo dubbio, e il metilfenidato si ?
Un farmaco, saprà, che nasce per la somministrazione ai bambini, quindi ad esempio questo dovrebbe (almeno a livello di suggestione) far pari ...

Il ritardo nella diagnosi dell'adhd o add spesso deriva dal fatto che la prescrizione è poi il medikinet, e ci sono degli ostacoli prescrittivi, e che rispetto a questa diagnosi ci sono state delle polemiche all'origine, per cui nella prassi è stato fino ad oggi "preferibile" considerarla per ultima o in extremis. Non tutti peraltro la sanno inquadrare, trattandosi di una sindrome descritta inizialmente nei bambini-adolescenti, e quindi ritenuta "risolta" negli adulti, o comunque non più a livelli tali da terapia.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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Comprendo la sua ironia, ma certamente capirà che sono "ragionamenti" da profana che ad un medico possono apparire ridicole.
Comunque il fatto che, mi sembra di capire, tale terapia sia considerata "ultima od in extremis" incrementa ancora più i miei dubbi
La ringrazio
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