Scalaggio latuda a giorni alterni?

Buongiorno,
mi trovo in una situazione un po' complessa e purtroppo "seguita" da una psichiatra che ha spesso fatto pasticci con i farmaci, mettendo togliendo, non ricordandosi i dosaggi, eccetera.
Tra i vari che prendo per cptsd e bipolarismo 2, c'è anche il Latuda.
Lo prendo alla dose minima da 18,5 e mi è stato dato non per la depressione bipolare ma per per gli stati di angoscia post traumatica.
Il problema è che da quando lo assumo ho avuto (sono molto sensibile a tutti gli effetti collaterali della maggior parte degli psicofarmaci) non solo completa anedonia, ma anche appiattimento emotivo, non riesco nemmeno a piangere se sto male né a ridere se qualcosa mi fa ridere.
Non è dovuto a depressione perché prima di assumere il farmaco, anche in fasi depressive maggiori io "sentivo", quantomeno buttavo fuori con il pianto o con l'arte.
Ora sono completamente appiattita.
Sì, l'angoscia la copre un po', ma a che prezzo?
La psichiatra mi ha detto "sì, schiaccia l'emotività: scaliamolo".
Ovviamente da 18,5 non si può spezzare perché sono compresse molto piccole rivestite da film, come ben saprete.
L'ho detto, mi ha risposto allora di fare un giorno sì e uno no per un mese, ma non solo ho letto che per la farmacocinetica del farmaco e per l'emivita fare a giorni alterni può creare instabilità, ma due anni fa avevo anche provato, e a parte i primi giorni, mi aveva dato effettivamente un effetto montagne russe e crisi.
Non ci capisco più niente, ma proprio perché non voglio basarmi su quanto leggo in rete, chiedo a voi psichiatri se effettivamente fare un giorno sì e uno no con un farmaco così, anziché introdurre eventualmente un altro farmaco non così impattante sulla dopamina, durante lo scalaggio, potrebbe darmi davvero effetti destabilizzanti, tanto più che - e lei lo sa - sto passando un periodo molto difficile sul fronte post traumatico (pesanti flashback emotivi somatici, incubi, e tutto il pacchetto).
Assumo 275 mg di Lamictal, e poi 1 mg di rivotril.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.4k 1.1k
Gli effetti di questa modalità di sospensione non sono prevedibili.

Indipendentemente da ciò che legge su Internet, l’esperienza clinica può muovere verso indicazioni empiriche che hanno un determinato fine.

Se però dubita continuamente del suo specialista, dovrebbe riflettere sulla possibilità di cambiarlo.

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Grazie Dottor Ruggiero, sì, credo lo cambierò per svariati motivi, anche ma non solo irreperibilità. Essendo però in una situazione molto delicata sotto vari aspetti, e per nulla stabile sintomatologicamente, non vorrei però che anche questo mi destabilizzasse. Pensavo infatti avrebbe tolto ma sostituendolo, almeno in prima battuta, con un altro farmaco meno impattante.
Quando dice che l’esperienza clinica può muovere verso indicazioni empiriche si riferisce al fatto che a volte si va un po' "testando" per capire come il soggetto reagisce?

Ovviamente non posso chiedere qui consigli su dosaggio e modalità, ma tendenzialmente, per togliere un farmaco come il Latuda, si applica questo metodo o ce ne sono di alternativi? Spezzare la metà e poi altra metà con tagliapillole è da escludere?

Il fatto che gli effetti siano imprevedibili mi spaventa non poco, tanto più per l'irreperibilità dello specialista. Non vorrei ritrovarmi in PS a causa di effetti imprevedibili e improvvisi.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico igienista 45.4k 1.1k
vuol dire che in base alla propria esperienza di utilizzo di determinati farmaci, si possono scegliere utilizzi e metodiche che possono non essere utilizzate in modo uniforme, ma che hanno riscontrato successo in altre occasioni

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Non so, forse mi chiedo se fare un cambiamento così in fase depressiva da 6 mesi possa essere rischioso. Le pastiglie con film protettivo non possono proprio essere smezzate? Perché in forum statunitensi ho letto testimonianze di pazienti che hanno adottato questo metodo, supervisionati, nonostante la pellicola protettiva. Molto molto gradualmente.
Sicuramente è poi tutto soggettivo perché c'è chi dopo sospensione ci ha messo un anno e mezzo a ritrovare l'emotività ma non ha avuto astinenza interrompendoli "cold turkey", c'è chi ha sviluppato gravi effetti avversi alla sospensione, non solo psichici da rebound ma anche fisici e c'è del resto chi con il Latuda non ha alcun impatto su emotività e sfera sessuale e tutto il resto ma solo giovamento.
Si dice sempre che i cambiamenti degli psicofarmaci vanno monitorati costantemente nelle prime fasi, ma le uniche alternative protette di revisioni farmacologiche sono quindi i ricoveri?
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