Utente 115XXX
a mio marito è stato diagnosticato dagli specialisti un "delirio di gelosia" diagnosi che lui non vuole accettare e neanche la sua famiglia che rifiuta l'idea del disturbo psicotico e di conseguenza lo supporta vnel rifiuto dei farmaci dei "pazzi" come li chiamano loro. conseguenza. è andato via di casa perchè rifiuto di connfessare, lui dice che non può accettare la menzogna e se confesso mi perdona, ma deve avere la conferma di stare bene. tre bambini soffrono terribilmente per la lontananza del padre, io sento che mi ha distrutto la vita. la sua famiglia "vera", i consanguinei,pensano che la salvezza del fratello sia il divorzio piuttosto che le medicine. ora vi chiedo: potrà veramente guarire lontano da me? ero io a farlo stare così male, magari senza accorgermene. il suo delirio è stato definito lucido e oltre me e tutti i miei numerevoli amanti assume comportamenti tutto sommato normali. si può realmente guarire da questo tipo di delirio solo liberandosi del patner? quali saranno le conseguenze se lui non si curerà?

[#1]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

quale specialista ha fatto la diagnosi?
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#2] dopo  
Utente 115XXX

la diagnosi è stata fatta da quattro psichiatri e due psicologi. agni volta mia chiedeva di essere aiutato perchè all'inizio aveva coscienza di stare male, ma poi, quando uscivamo dai medici e vedeva che gli erano stati prescritti gli antipsicotici, rifiutava l'idea di essere "pazzo". le medicine erano: risperdal, ziprexa, haldol. versava l'acqua nei flaconi.

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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Gentile Utente,

premettendo che qui si possono fare ipotesi nel migliore dei casi e che si può discutere solo in termini generali e non specifici, la diagnosi non definisce un criterio di gravità, in effetti vi possono essere forme lievi e forme gravi pur restando la patologia in ambito psicotico ( vedo che lei usa un linguaggio appropriato quindi comprende il corretto significato ).

Si faccia aiutare da chiunque abbia su di lui una qualche influenza ( medico di famiglia per esempio ) e resti in contatto con i medici che lo hanno visitato.

Cercate poi di spostare il centro dell'attenzione dalla eventuale convinzione delirante alla sofferenza ed è questa che suo marito deve comprendere che bisogna curare,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#4] dopo  
Utente 115XXX

la forma delirante era stata definita grave, voleva addirittura che svelassi l'identità del padre dei nostri bambini, ha sottratto tutti i nostri soldi dal conto comune, perchè secondo lui era imminente la mia fuga con un altro uomo. il problema è che , se tutto questo potrebbe essere verosimile, è comunque fuori contesto. non appartiene al nostro stile di vita. a proposito di sofferenza: lui pensa di avere smesso di soffrire,perchè si è allontanato, non si sente più mio marito, quindi posso andare con tutti gli uomini che voglio e lui non ha più diritto di soffrire per questo. il medico di famiglia poi!!!!!!!!!. uno scoglio anche quello in una realtà meridionale quale la nostra, dove consigliare ad un paziente di andare dallo psichiatra significa offenderlo e non aiutarlo. mi sono sentita dire, proprio da chi pratica la medicina, che i farmaci addormentano, che gli psichiatri non servono, sono buoni a stordire la gente. premetto di essere un apersona abbastanza colta ed istruita, non ho mai assunto comportamenti avvventati, volevo solo che si curasse anche costringendolo. è terribile la sensazione di fare stare male la persona che ami. è possibile che abbia superato il dolore tagliandomi fuori dalla sua vita e che sia riuscito a guarire proprio senza di me? allora avevano ragione i familiari. ero io il problema?

[#5]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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come ho già detto, mantenga i contatti con il Centro di Salute Mentale e li informi dell'evoluzione.
Il Trattamento Sanitario Obbligatorio, rappresenta un evento eccezionale ma necessario qualora ricorrano le condizioni,

Cordiali Saluti
Dr G. Nicolazzo
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Psicoterapeuta

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

In effetti il tipo di comportamenti suggerisce che la persona abbia la convinzione delle sue idee, perché agisce di conseguenza, e si mette nelle condizioni logiche per le quali il problema è perlomeno controbilanciato dalla fine del rapporto. Ovviamente questo avviene all'interno di quello che è stato diagnosticato come delirio, quindi senza aderenza con la realtà. Non è detto che finisca qui, tipicamente il delirio prosegue con altre "strutturazioni", potrebbe ad esempio iniziare ad essere convinto che lei lo provochi o lo disonori pubblicamente perché va con tizio o caio.
Ora, il trattamento del delirio è problematico perché la persona non riconosce il disturbo, non riconosce il meccansimo del delirio, per definizione, e quindi non vuole essere trattata non perché pensa che gli psichiatri non servono, ma perché non pensa di avere niente di anomalo. Un trattamento obbligatorio può essere richiesto a partire dai medici che lo hanno visitato, se ha comportamenti rischiosi per sé o per gli altri e rifiuta la terapia proposta.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 115XXX

nel momento in cui ha lasciato la nostra casa ed ha chiesto la separazione, senza comunque parlare di tradimenti perchè sa che verrebbe definito delirante, io non sono più in grado di intervenire legalmente per aiutarlo. Ho cercato aiuto disperatamente, nel corso di questi 18 mesi, ma tutto è stato inutile. Lui si fida solo della sua famiglia, anche quella del tutto strana, le tre sorelle non sopportano la separazione dai fratelli, considerano le cognate nemiche della famiglia. premetto che tutto ha avuto inizio con la morte della madre di mio marito, donna fredda ed autoritaria, sulla moralità della quale molti dubbi affollano le voci del paese. Scusate questo momento di sfogo, ma , a volte ho l'impressione che mio marito stia portando avanti una batttaglia di riscatto che non è la sua. libero di farlo, se non fosse che le vittime sono tre bimbi piccoli, l'ultima di due anni, che stanno pagando a caro prezzo i problemi irrisolti del padre. E'come se lui fosse tornato indietro di tanti anni,vive protetto dalle sorelle a casa loro, rifiuta di lacsiare quell'abitazione che definisce sua, più volte ha avanzato la richiesta di trasferirci là con lui, ma io ho paura, insieme a loro tutto ha più consistenza reale nella sua mente. forse sono io ad avere bisogno di aiuto, perchè non rieso a sopportare l'idea che una malattia abbia distrutto la mia famiglia e che io non sia in grado di intervenire. vi chiedo allora: un giorno, se lui dovesse decidere di curarsi, potrebbe tornere ad amarmi come prima, oppure rimarrò la sua fantomatica nemica a vita?. grazie per il tempo che avete dedicato ad una persona in cerca di risposte per sè e per i figli.

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se il delirio è curato la persona può ritornare quella che lei aveva conosciuto, naturalmente questo dipende anche dal tipo di malattia che ha, il delirio è un tipo di disturbo ma può appartenere a malattie diverse con evoluzione diversa.
Dr.Matteo Pacini
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