Paroxetina 30 mg
Buonasera dottori.
Ho iniziato la cura con paroxetina 20 mg per due mesi in cui sono stato bene.
Dopo un mese e mezzo, a causa di qualche giorno in cui ho avvertito ansia maggiore, sono salito con il mio psichiatra a 30 mg.
Sono stato bene per 3 settimane, alla quarta ho iniziato ad avere sintomi strani mai avuti ( giramenti di testa, eccitazione, nausea, difficoltà a digerire, stato dansia).
A questo punto ciò che mi chiedo è: è probabile che siano effetti collaterali tardivi dovuti alla concentrazione massima raggiunta dopo un mese; o magari il mio corpo pian piano si era adattato bene ai 20 mg e i 30 siano una Dose troppo elevata per me, contando che questi effetti collaterali sono comparsi solo alla 4 settimana e ora sono quasi alla 6 e la situazione non migliora se non di pochissimo.
Magari il mio corpo stava rispondendo bene ai 20 e avrei solo dovuto aspettare un altro po prima di salire a 30 .
Cosa ne pensate?
Mi conviene chiamare lo psichiatra per dire che la situazione non migliora e magari decidere di tornare ai 20 o aspettare per vedere se ci possa essere un calo di questi sintomi.
Ho paura di star avendo una leggera sindrome serotoninegrica .
Grazie .
Ho iniziato la cura con paroxetina 20 mg per due mesi in cui sono stato bene.
Dopo un mese e mezzo, a causa di qualche giorno in cui ho avvertito ansia maggiore, sono salito con il mio psichiatra a 30 mg.
Sono stato bene per 3 settimane, alla quarta ho iniziato ad avere sintomi strani mai avuti ( giramenti di testa, eccitazione, nausea, difficoltà a digerire, stato dansia).
A questo punto ciò che mi chiedo è: è probabile che siano effetti collaterali tardivi dovuti alla concentrazione massima raggiunta dopo un mese; o magari il mio corpo pian piano si era adattato bene ai 20 mg e i 30 siano una Dose troppo elevata per me, contando che questi effetti collaterali sono comparsi solo alla 4 settimana e ora sono quasi alla 6 e la situazione non migliora se non di pochissimo.
Magari il mio corpo stava rispondendo bene ai 20 e avrei solo dovuto aspettare un altro po prima di salire a 30 .
Cosa ne pensate?
Mi conviene chiamare lo psichiatra per dire che la situazione non migliora e magari decidere di tornare ai 20 o aspettare per vedere se ci possa essere un calo di questi sintomi.
Ho paura di star avendo una leggera sindrome serotoninegrica .
Grazie .
Gentilissimo
Dal punto di vista clinico, le sue intuizioni sono molto lucide.
È verosimile che il passaggio a 30 mg abbia innescato un'eccessiva stimolazione recettoriale.
La paroxetina è un SSRI molto potente e un incremento posologico può, anche a distanza di qualche settimana, saturare i recettori portando a sintomi da "iperattivazione" serotoninergica, come l'eccitazione, l'ansia di rimbalzo, la nausea e i disturbi gastrointestinali che descrive.
Riguardo al suo timore specifico, le rispondo con la dovuta prudenza per tranquillizzarla: assumendo 30 mg in monoterapia, è clinicamente poco probabile che si tratti di una vera e propria sindrome serotoninergica.
È invece più probabile che il suo sistema nervoso centrale avesse trovato il suo "dosaggio ottimale" a 20 mg e che l'attuale dose risulti per lei eccessivamente attivante.
Tuttavia, devo ricordarle che un consulto online presenta dei limiti oggettivi e invalicabili. In questa sede non abbiamo la possibilità di visitarla di persona, né di valutare nel dettaglio la sua risposta metabolica e la sua intera storia clinica.
Proprio per questo, le sconsiglio nel modo più assoluto di procedere con il "fai da te", riducendo il farmaco in autonomia, poiché uno sbalzo improvviso potrebbe innescare fastidiosi sintomi da sospensione.
La via clinicamente più corretta e tutelante è chiamare tempestivamente lo specialista che la segue, anche perché solo una accurata visita diretta di persona può riuscire a comprendere quale sia il dosaggio corretto, attraverso parametri specifici che possono emergere solo in una visita di persona e non attraverso un consulto scritto.
Inoltre, mantenere viva una solida e trasparente alleanza terapeutica è essenziale per il funzionamento stesso della terapia.
Solo il collega, conoscendo intimamente il suo percorso, potrà eventualmente confermare questa dinamica e rivalutare in totale sicurezza una ricalibrazione della posologia.
Non abbia timore di contattarlo e di esporre questi dubbi.
Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto. Cari saluti.
Dal punto di vista clinico, le sue intuizioni sono molto lucide.
È verosimile che il passaggio a 30 mg abbia innescato un'eccessiva stimolazione recettoriale.
La paroxetina è un SSRI molto potente e un incremento posologico può, anche a distanza di qualche settimana, saturare i recettori portando a sintomi da "iperattivazione" serotoninergica, come l'eccitazione, l'ansia di rimbalzo, la nausea e i disturbi gastrointestinali che descrive.
Riguardo al suo timore specifico, le rispondo con la dovuta prudenza per tranquillizzarla: assumendo 30 mg in monoterapia, è clinicamente poco probabile che si tratti di una vera e propria sindrome serotoninergica.
È invece più probabile che il suo sistema nervoso centrale avesse trovato il suo "dosaggio ottimale" a 20 mg e che l'attuale dose risulti per lei eccessivamente attivante.
Tuttavia, devo ricordarle che un consulto online presenta dei limiti oggettivi e invalicabili. In questa sede non abbiamo la possibilità di visitarla di persona, né di valutare nel dettaglio la sua risposta metabolica e la sua intera storia clinica.
Proprio per questo, le sconsiglio nel modo più assoluto di procedere con il "fai da te", riducendo il farmaco in autonomia, poiché uno sbalzo improvviso potrebbe innescare fastidiosi sintomi da sospensione.
La via clinicamente più corretta e tutelante è chiamare tempestivamente lo specialista che la segue, anche perché solo una accurata visita diretta di persona può riuscire a comprendere quale sia il dosaggio corretto, attraverso parametri specifici che possono emergere solo in una visita di persona e non attraverso un consulto scritto.
Inoltre, mantenere viva una solida e trasparente alleanza terapeutica è essenziale per il funzionamento stesso della terapia.
Solo il collega, conoscendo intimamente il suo percorso, potrà eventualmente confermare questa dinamica e rivalutare in totale sicurezza una ricalibrazione della posologia.
Non abbia timore di contattarlo e di esporre questi dubbi.
Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto. Cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Utente
Dottore, la ringrazio per la sua chiarezza ed esaustività. Chiaramente mi rivolgerò già da questa mattina al mio psichiatra per maggiori chiarimenti, ma sono d’accordo con lei. L’ansia acuta che provo ora, unita ai sintomi elencati precedente, sarà molto probabilmente dovuto ad una dose troppo elevata per me, anche perché con i 20 mg tolto qualche giorno nel mezzo avevo iniziato a stare molto bene . Purtroppo non sono molto paziente e ho fatto il passo più lungo della gamba ahah. La aggiorno sulla situazione e sul confronto con il mio medico psichiatra che , molto probabilmente , converrà con lei.
Grazie della disponibilità e una buona serata.
Grazie della disponibilità e una buona serata.
Questo consulto ha ricevuto 2 risposte e 23 visite dal 25/05/2026.
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