Mio figlio prende wellbutrin + zoloft + serenase... ha senso aggiungere resilient?
Gentili dottori,
chiedo un vostro parere su una cura modificata per mio figlio.
Da sei anni è in cura psichiatrica (33 anni compiuti) e dopo numerose difficoltà, è riuscito a iniziare a lavorare ed entrare nella società.
Attualmente prende Wellbutrin 150 + Zoloft 100 al mattino e Serenase 2% alla sera 10 gocce.
Visto un suo grande problema con la dipendenza affettiva, e col fatto che si innamora immediatamente di ogni persona che gli dà un minimo di attenzioni (con conseguenze di tristezza e ansia) lo psichiatra - un po tentennando - ha aggiunto Resilient 83 al mattino insieme al resto della cura.
Noi non siamo medici, quindi non siamo competenti, ma temiamo gli effetti collaterali di questa nuova medicina, e temiamo possa invalidare tutto quello che è stato fatto.
Cosa consigliate di chiedere allo psichiatra, e ritenete la cura valida?
Grazie di cuore
chiedo un vostro parere su una cura modificata per mio figlio.
Da sei anni è in cura psichiatrica (33 anni compiuti) e dopo numerose difficoltà, è riuscito a iniziare a lavorare ed entrare nella società.
Attualmente prende Wellbutrin 150 + Zoloft 100 al mattino e Serenase 2% alla sera 10 gocce.
Visto un suo grande problema con la dipendenza affettiva, e col fatto che si innamora immediatamente di ogni persona che gli dà un minimo di attenzioni (con conseguenze di tristezza e ansia) lo psichiatra - un po tentennando - ha aggiunto Resilient 83 al mattino insieme al resto della cura.
Noi non siamo medici, quindi non siamo competenti, ma temiamo gli effetti collaterali di questa nuova medicina, e temiamo possa invalidare tutto quello che è stato fatto.
Cosa consigliate di chiedere allo psichiatra, e ritenete la cura valida?
Grazie di cuore
Gentilissimo,
I sintomi che descrive in suo figlio (l'innamoramento istantaneo, l'attaccamento simbiotico e i successivi crolli ansioso-depressivi) dal punto di vista clinico rappresentano potenzilamente una disregolazione emotiva, caratterizzata da veri e propri picchi di impulsività affettiva.
La base della sua attuale terapia (Zoloft e Wellbutrin) è un'associazione farmacologica eccellente per curare la depressione e restituire la spinta vitale, ma è al contempo estremamente attivante, poiché spinge l'acceleratore su serotonina, dopamina e noradrenalina. Il Serenase serale funge da "freno".
L'introduzione del Resilient (il cui principio attivo è il litio) non è un salto nel buio, ma ha una razionalità biochimica e scientifica in questo specifico scenario: il litio è il più puro e collaudato stabilizzatore dell'umore a nostra disposizione.
Il suo ruolo non è assolutamente quello di "spegnere" il ragazzo o invalidare i progressi fatti, ma di agire da argine, smussando questi picchi di esaltazione affettiva per impedirgli di "schiantarsi emotivamente" ogni volta che incontra una persona nuova
Il "tentennamento" che avete percepito nel vostro psichiatra, molto probabilmente, non era legato all'efficacia della molecola, ma al fatto che il litio richiede una gestione pratica più meticolosa.; mi riferisco a dosaggi ematici della litiemia periodici, così come valutazione periodica della funzionalità renale, tiroidea ed ECG di controllo.
Il mio consiglio è quello di esprimere tutte le vostre paure e i dubbi allo specialista di riferimento senza senza alcun timore.
Mantenere un dialogo aperto, schietto e costruttivo con il professionista che ha in cura suo figlio è di vitale importanza. Solo conoscendo intimamente l'architettura psicologica del ragazzo, il collega può fare questi "aggiustamenti di fino" per proteggerlo.
Non vivete questa modifica come una minaccia, ma come il tentativo clinico di fornirgli un'armatura emotiva più resistente. E ribadisco la necessità di avere un dialogo aperto con lo psichiatra, perchè ad ogni prescrizione farmacologica è corretto che sia lo stesso specialista prescrittore a descrivere il razionale clinico, possibili effetti collaterali, possibili criticità e obiettivi da raggiungere con la nuova terapia.
Le faccio i miei più sentiti auguri per il futuro di suo figlio, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.
I sintomi che descrive in suo figlio (l'innamoramento istantaneo, l'attaccamento simbiotico e i successivi crolli ansioso-depressivi) dal punto di vista clinico rappresentano potenzilamente una disregolazione emotiva, caratterizzata da veri e propri picchi di impulsività affettiva.
La base della sua attuale terapia (Zoloft e Wellbutrin) è un'associazione farmacologica eccellente per curare la depressione e restituire la spinta vitale, ma è al contempo estremamente attivante, poiché spinge l'acceleratore su serotonina, dopamina e noradrenalina. Il Serenase serale funge da "freno".
L'introduzione del Resilient (il cui principio attivo è il litio) non è un salto nel buio, ma ha una razionalità biochimica e scientifica in questo specifico scenario: il litio è il più puro e collaudato stabilizzatore dell'umore a nostra disposizione.
Il suo ruolo non è assolutamente quello di "spegnere" il ragazzo o invalidare i progressi fatti, ma di agire da argine, smussando questi picchi di esaltazione affettiva per impedirgli di "schiantarsi emotivamente" ogni volta che incontra una persona nuova
Il "tentennamento" che avete percepito nel vostro psichiatra, molto probabilmente, non era legato all'efficacia della molecola, ma al fatto che il litio richiede una gestione pratica più meticolosa.; mi riferisco a dosaggi ematici della litiemia periodici, così come valutazione periodica della funzionalità renale, tiroidea ed ECG di controllo.
Il mio consiglio è quello di esprimere tutte le vostre paure e i dubbi allo specialista di riferimento senza senza alcun timore.
Mantenere un dialogo aperto, schietto e costruttivo con il professionista che ha in cura suo figlio è di vitale importanza. Solo conoscendo intimamente l'architettura psicologica del ragazzo, il collega può fare questi "aggiustamenti di fino" per proteggerlo.
Non vivete questa modifica come una minaccia, ma come il tentativo clinico di fornirgli un'armatura emotiva più resistente. E ribadisco la necessità di avere un dialogo aperto con lo psichiatra, perchè ad ogni prescrizione farmacologica è corretto che sia lo stesso specialista prescrittore a descrivere il razionale clinico, possibili effetti collaterali, possibili criticità e obiettivi da raggiungere con la nuova terapia.
Le faccio i miei più sentiti auguri per il futuro di suo figlio, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 5 visite dal 19/05/2026.
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