Richiesta di consulto su disturbi non diagnosticati
Salve.
Spero che questo sia il posto adatto, sebbene sappia che non possono essere fatte diagnosi online, spero almeno di poter essere ascoltata.
Sono una ragazza di quasi 21 anni e parto con il dire che per vari motivi non ho mai avuto lopportunità di fare una seduta con un professionista e pertanto mai ricevuto diagnosi.
Lungi da me volermi autodiagnosticare disturbi, posso quanto meno descrivere ciò che mi tormenta.
Fin da quando ho memoria lotto con ossessioni di vario genere, da piccola più pratiche (rituali, numeri, azioni ripetute) che a volte mi portavano anche a fare cose pericolose perché me lo diceva la testa (una volta sono arrivata a bere della varichina).
Da adolescente invece ho iniziato con ossessioni puramente mentali, dalle minime cose a quelle più importanti, come lossessione della paura di non essere eterosessuale.
Ad oggi mi ritrovo con ossessioni e compulsioni sia mentali che non, con periodi di peggioramento e periodi di miglioramento.
Tutto ciò è incorniciato dal fatto che sono cresciuta con genitori molto severi, specialmente mia madre con cui ho un rapporto complicato.
Il clima in casa e il rapporto personale con i genitori non è mai stato sereno, per cui non sono mai riuscita a parlare seriamente di questi problemi che tra laltro dallesterno venivano percepiti come svogliatezza e stupidità, poiché essendo totalmente priva di forze di alcun tipo passavo estati intere chiusa dentro casa ed apparivo sempre spenta e poco reattiva.
Ad oggi sono al secondo anno di università e torno a casa dei miei solo i fine settimana ma la situazione è poco cambiata.
Purtroppo mi ritrovo a 21 annj ad aver vissuto soltanto nella mia testa, con una grande educazione ricevuta sicuramente ma tante esperienze mancate e una quasi totale incapacità a cercarne di fare qualcuna.
Mi sveglio, vado alluniversità o studio tutto il giorno, vado a dormire.
Tutto ciò accompagnato da una certa quantità di ansia che mi fa fare fatica a prendere i mezzi, fare attività semplici come uscire fuori a pranzo o cena, per non parlare degli esami.
Ovviamente il tutto si è riversato anche sul mio fisico, perdendo molti capelli, parecchi problemi a livello gastrointestinale, fragilità.
Diciamo che sono arrivata al momento dove mi impegno a sopravvivere alla giornata davvero solo perché apro gli occhi la mattina.
In più gia faccio fatica a concentrarmi per studiare di mio (devo continuamente sovrastimolarmi con suoni, rumori, musica), ma in questi giorni sembra tutta unallucinazione.
Tra i miei pensieri e i concetti dei libri il mio cervello non si ferma un secondo, accompagnato anche dal clima non piacevole in casa.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio anche se non ho neppure detto tutto ciò che ho da dire e spero di non aver fatto una richiesta inadeguata, grazie.
Spero che questo sia il posto adatto, sebbene sappia che non possono essere fatte diagnosi online, spero almeno di poter essere ascoltata.
Sono una ragazza di quasi 21 anni e parto con il dire che per vari motivi non ho mai avuto lopportunità di fare una seduta con un professionista e pertanto mai ricevuto diagnosi.
Lungi da me volermi autodiagnosticare disturbi, posso quanto meno descrivere ciò che mi tormenta.
Fin da quando ho memoria lotto con ossessioni di vario genere, da piccola più pratiche (rituali, numeri, azioni ripetute) che a volte mi portavano anche a fare cose pericolose perché me lo diceva la testa (una volta sono arrivata a bere della varichina).
Da adolescente invece ho iniziato con ossessioni puramente mentali, dalle minime cose a quelle più importanti, come lossessione della paura di non essere eterosessuale.
Ad oggi mi ritrovo con ossessioni e compulsioni sia mentali che non, con periodi di peggioramento e periodi di miglioramento.
Tutto ciò è incorniciato dal fatto che sono cresciuta con genitori molto severi, specialmente mia madre con cui ho un rapporto complicato.
Il clima in casa e il rapporto personale con i genitori non è mai stato sereno, per cui non sono mai riuscita a parlare seriamente di questi problemi che tra laltro dallesterno venivano percepiti come svogliatezza e stupidità, poiché essendo totalmente priva di forze di alcun tipo passavo estati intere chiusa dentro casa ed apparivo sempre spenta e poco reattiva.
Ad oggi sono al secondo anno di università e torno a casa dei miei solo i fine settimana ma la situazione è poco cambiata.
Purtroppo mi ritrovo a 21 annj ad aver vissuto soltanto nella mia testa, con una grande educazione ricevuta sicuramente ma tante esperienze mancate e una quasi totale incapacità a cercarne di fare qualcuna.
Mi sveglio, vado alluniversità o studio tutto il giorno, vado a dormire.
Tutto ciò accompagnato da una certa quantità di ansia che mi fa fare fatica a prendere i mezzi, fare attività semplici come uscire fuori a pranzo o cena, per non parlare degli esami.
Ovviamente il tutto si è riversato anche sul mio fisico, perdendo molti capelli, parecchi problemi a livello gastrointestinale, fragilità.
Diciamo che sono arrivata al momento dove mi impegno a sopravvivere alla giornata davvero solo perché apro gli occhi la mattina.
In più gia faccio fatica a concentrarmi per studiare di mio (devo continuamente sovrastimolarmi con suoni, rumori, musica), ma in questi giorni sembra tutta unallucinazione.
Tra i miei pensieri e i concetti dei libri il mio cervello non si ferma un secondo, accompagnato anche dal clima non piacevole in casa.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio anche se non ho neppure detto tutto ciò che ho da dire e spero di non aver fatto una richiesta inadeguata, grazie.
Gentilissima,
Il suo racconto colpisce profondamente, perché descrive una sofferenza enorme vissuta per anni in una grande solitudine.
Voglio rassicurarla subito: non c'è assolutamente nulla di "inadeguato" nella sua richiesta.
Dal punto di vista clinico, voglio darle una Verità che spero possa aiutarla spezzare i sensi di colpa: non sei mai stata "svogliata", "spenta" o "stupida", e chi lo ha pensato si sbagliava.
I sintomi che descrive (i rituali pratici infantili, le paure intrusive, la sensazione di vivere solo "nella tua testa" e la derealizzazione attuale in cui tutto sembra un'allucinazione) non sono difetti caratteriali.
Sono i tipici segnali di un sovraccarico mentale, che fanno forte sospettare un quadro di natura ossessiva accompagnato da una gravosa componente ansiosa.
Il suo cervello, per ventun anni, ha consumato l'equivalente energetico di una maratona quotidiana solo per arginare questi pensieri intrusivi.
Quando la mente brucia in questo modo, il corpo va in fisiologica riserva: cadono i capelli, l'intestino si infiamma e subentra quella stanchezza paralizzante che impedisce persino di prendere un mezzo pubblico.
Tuttavia, agendo con la massima prudenza, devo ricordarle i limiti oggettivi e strutturali di un consulto online.
In questa sede non è in alcun modo possibile né corretto formulare una diagnosi formale, la quale richiede un'osservazione clinica diretta e un'anamnesi molto più approfondita.
Quello che posso dirle con certezza è che il tempo di limitarti a "sopravvivere" aprendo a stento gli occhi la mattina deve finire.
Lei è ormai un'adulta di 21 anni e ha il diritto sacrosanto di vivere una vita reale, non solo nella sua testa.
Il passo fondamentale, adesso, è rompere questo silenzio e affidarsi a uno specialista dal vivo.
Ha bisogno di costruire una solida alleanza terapeutica con uno psichiatra che possa inquadrare correttamente la situazione e aiutarla passo dopo passo, in un percorso di terapeutico.
Non deve essere sola in questa battaglia, ma ha solo bisogno degli strumenti giusti per affrontarla.
Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto, resto a disposizione per eventuali necessità.
Un caro saluto.
Il suo racconto colpisce profondamente, perché descrive una sofferenza enorme vissuta per anni in una grande solitudine.
Voglio rassicurarla subito: non c'è assolutamente nulla di "inadeguato" nella sua richiesta.
Dal punto di vista clinico, voglio darle una Verità che spero possa aiutarla spezzare i sensi di colpa: non sei mai stata "svogliata", "spenta" o "stupida", e chi lo ha pensato si sbagliava.
I sintomi che descrive (i rituali pratici infantili, le paure intrusive, la sensazione di vivere solo "nella tua testa" e la derealizzazione attuale in cui tutto sembra un'allucinazione) non sono difetti caratteriali.
Sono i tipici segnali di un sovraccarico mentale, che fanno forte sospettare un quadro di natura ossessiva accompagnato da una gravosa componente ansiosa.
Il suo cervello, per ventun anni, ha consumato l'equivalente energetico di una maratona quotidiana solo per arginare questi pensieri intrusivi.
Quando la mente brucia in questo modo, il corpo va in fisiologica riserva: cadono i capelli, l'intestino si infiamma e subentra quella stanchezza paralizzante che impedisce persino di prendere un mezzo pubblico.
Tuttavia, agendo con la massima prudenza, devo ricordarle i limiti oggettivi e strutturali di un consulto online.
In questa sede non è in alcun modo possibile né corretto formulare una diagnosi formale, la quale richiede un'osservazione clinica diretta e un'anamnesi molto più approfondita.
Quello che posso dirle con certezza è che il tempo di limitarti a "sopravvivere" aprendo a stento gli occhi la mattina deve finire.
Lei è ormai un'adulta di 21 anni e ha il diritto sacrosanto di vivere una vita reale, non solo nella sua testa.
Il passo fondamentale, adesso, è rompere questo silenzio e affidarsi a uno specialista dal vivo.
Ha bisogno di costruire una solida alleanza terapeutica con uno psichiatra che possa inquadrare correttamente la situazione e aiutarla passo dopo passo, in un percorso di terapeutico.
Non deve essere sola in questa battaglia, ma ha solo bisogno degli strumenti giusti per affrontarla.
Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto, resto a disposizione per eventuali necessità.
Un caro saluto.
dott. Tortorelli Fabio M.P.
Psichiatra e Psicoterapeuta | Roma Policlinico |
WhatsApp 3406693506
https://www.instagram.com/docfabiotortorelli?
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 10/06/2026.
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