Utente 143XXX
Buongiorno a tutti i dottori che rispondono e grazie per questo servizio.

Cercherò di essere più sintetica possibile. Dal 1994 soffro di attacchi di ansia (non so se si possono definire attacchi di panico)...dalla descrizione dei sintomi gli specialisti hanno parlato di ansia e di attacchi di ansia.
Iniziarono con lo stress per gli esami universitari. Sono stata malissimo e senza cure per tutti gli anni dell'università anche a causa di concomitanti problemi familiari (continui litigi e separazione in casa dei miei). Dopo la laurea i problemi di ansia fortissima che mi scantenavano gli esami si attenuarono ma non sono mai passati e ho sofferto il trovare un lavoro e per problemi personali. Nel 2004 ho avuto un ricovero per una colite che mi ha causato ulcere all'intestino. Fu dopo l'ospedale che ho deciso di prendere in mano la situazione e rivolgermi ad uno psichiatra. La cura per l'ansia che ho fatto dal 2006 marzo al 2008 ha consistito in un dosaggio basso di paroxetina. all'inizio si partì con mezza compressa di daparox per andare in mantenimento con 1/4 di pastiglia. sono scomparse le somatizzazioni ed ho ripreso in mano la mia vita. L'unico effetto collaterale è stato la difficoltà di concentrarmi e di ricordare le cose. Poi dopo un intervento al dente del giudizio in luglio 2008 ho interrotto la terapia poichè passai diversi giorni con trauma mandibolare difficoltà a deglutire qls cosa. Negli ultimi mesi senza cura il problema dell'ansia si è ripresentato...non è continuo ma ho ansia molto forte con somatizzazioni se mi si presentano problemi personali (salute, famiglia, rapporti personali). Vorrei tornare a curarmi per tornare a stare bene e non riprendere la dipendenza da xanax gocce (quando ho ansia ne prendo 10- 15 al giorno). Posso tornare alla cura iniziale per l'ansia? Grazie per l'ascolto e l'attenzione. G

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Deve fare riferimento ad uno specialista.
Non e' possibile da questa sede dare suggerimenti sui trattamenti da intraprendere senza che venga effettuatta una visita diretta.

Se ha ottenuto beneficio dal precedente (sottodosato) trattamento puo' farlo presente in sede di visita.

Eventualmente, deve anche essere rivalutata la diagnosi.
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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
il dosaggio di mezza compressa e un quarto di compressa di daparox non è ritenuto efficace per il trattamento a lungo termine di nessun tipo di disturbo. Il fatto che lei sia stata bene doveva indurre a continuare la terapia ma al dosaggio minimo efficace che è di 20 mg. La terapia che lei ha praticato non ha risolto il problema, ma lo ha solo mascherato. E infatti il problema è puntualmente ritornato. La terapia va decisa da uno specialista in psichiatria, non possiamo prescriverla noi a distanza.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei ha fatto una cura con paroxetina, ma la diagnosi deve essere stata fatta per decidere la cura, mentre lei sembra non essere sicuro se siano stati chiamati attacchi di panico o no. Che diagnosi le hanno fatto ?
I dosaggi non si dividono in bassi e alti, si dividono in efficaci e inefficaci. Dosaggi piccoli, sotto il minimo efficace possono risolvere parte dei sintomi ma non essere curativi. Ha fatto circa due anni di cura quindi con una dose solitamente non curativa. Ha riavuto poi una recidiva dopo la sospensione della cura, è normale. la sospensione però non è avvenuta con un senso chiaro, non ha potuto prendere il daparox per qualche tempo, ma poi perché non ha reiniziato a prenderlo ? Se lo xanax attualmente lo assume non regolarmente ma solo al bisogno non vi è alcuna dipendenza. Per sapere che cura fare è impossibile dirlo qui, deve ricontattare il medico di allora o un altro e far reimpostare la cura.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 143XXX

Grazie per le risposte che ho letto con attenzione.

"il dosaggio di mezza compressa e un quarto di compressa di daparox non è ritenuto efficace per il trattamento a lungo termine di nessun tipo di disturbo. Il fatto che lei sia stata bene doveva indurre a continuare la terapia ma al dosaggio minimo efficace che è di 20 mg"

so di aver rischiato con la sospensione ma spero sia utile per capire meglio il disturbo di base che c'era e com'è evoluto...desidero chiderle gent.mo dottore come questi farmaci rispetto agli ansiolitici vadano a "trattare" e curare il disturbo. Forse assumere una dose bassa non riesce a ristabilire un equilibrio nelle sostanze che provocano uno squilibrio nei neurotrasmettitori? ho capito male?

@quanto alla diagnosi rispondo al dott. Pacini. nel 2006 la prima visita psichiatrica fu fatta dal dott. Alberto Petracca il quale mi è stato consigliato e sinceramente mi sono trovata bene per la serietà e la capacità di ascolto. Il dottore non ha mai voluto dare etichette diagnostiche parlando di ansia da curare...e attacchi di ansia...
Ora in effetti non ho i classici attacchi di panico con paura di morire etc..ma ho ansia e paura...ad es..quando ho quelle che io chiamo attacchi di ansia succede questo:

- incontro per caso una persona che non voglio vedere (mio ex) mi prende una botta allo stomaco e al cuore che inizia a battere all'impazzata e ho voglia di scappare e correre via e dimenticare che sto male e non riesco a controllare le emozioni.

ecco più che altro questo...mancanza di controllo delle emozioni sia in bene che in male...

Durante l'anno di sospensione volevo precisare (sennò rischio di non farvi capire) che i sintomi non si sono riprensentati come prima. Lo stato di benessere e le abilità che grazie alla cura ho ripreso (lavoro e relazioni sociali..) sono rimaste solo che alterno momenti di benessere a periodi in cui l'ansia ritorna.
A livello di somatizzazioni molto colpiti sono lo stomaco che si chiude e la tachicardia...

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Sì, una dose non efficace non riesce a spengere la malattia. Per il controllo a lungo termine, dipende, quindi non c'è una regola su quando e come sospendere. Il paziente di solito lo fa presto, il medico attende più a lungo se non riceve pressioni.
Il Dr Petracca che conosco ha sicuramente formulato una diagnosi, magari non gliel'ha esplicitata anche perché non è che sempre un termine tecnico serva al paziente per capirci qualcosa, è importante che lei sappia cosa corrispodne alla diagnosi, quale decorso e quali dinamiche.
Non è che ogni aspetto della sua vita debba essere ricondotto al disturbo solo perché è sgradevole. Ricordi che un soggetto curato per un disturbo d'ansia non diventa un soggetto privo di ansia.
Dr.Matteo Pacini
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