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Deperonalizzazione e derealizzazione

Buon giorno,

le scrivo perchè ho un disperato bisogno di aiuto, sono un ragazzo di 22 anni e dalla nascita fino all'età di 12 anni ho sofferto di forti e ripetitivi casi di quello che ora comprendo si trattasse di depersonalizzazione e derealizzazione, all'età di 19 anni ho iniziato una cura famacologica con un antidepressivo di nome Xeristar 60 mg che è durata 2 anni alla fine della quale mi sentivo molto meglio, ciò è durato per 6 mesi circa dopo i quali sono ripiombato in uno stato di malessere ne quale tutt'ora mi trovo e che penso stia degenerando, tre settimane fa' andai da un neurologo per spiegare le mie sensazioni e lui mi prescrisse del Eutimil 20mg definendo il mio disturbo fobico-ossessivo, per una settimana presi mezza pastiglia e appena ne presi una intera ebbi subito una attivazione cerebrale molto forte, di notte ebbi un caso di depersonalizzazione spaventosa seguita nei giorni dopo da agitazione e nevrosi, ne presi una seconda il giorno dopo e poi decisi di sospendere definitivamente l'assunzione anche perchè avevo riscontrato l'impossibilità nell'avere orgasmi. Da allora è passata una settimana e la sensazione di depersonalizzazione e deralizzazione si fa sentire sempre più presente e costante, anche se le ripeto non ne soffrivo più dall'età di 12 anni, mi sento staccato dal mio corpo le mani non mi sembrano le mie, e mi chiedo se quelche mi sta attorno sia reale se la vita in se sia reale, tutto seguito da panico e ansia insopportabili e dall'incessante paura di impazzire, faccio pensieri confusi e senza senso, parlo con me stesso e la testa mi sembra che mi debba scoppiare dal sovraccarico di informazioni che da solo mi reco... Inizio anche a non ricordarmi bene le cose, magari appena accadute, ed ho difficoltà nel concentrarmi anche in una semplice chiaccherata.. Quel che mi domando è il perchè di tutto questo, può il farmaco avermi attivato malamente e quindi danneggiato? Cosa devo fare secondo lei? Rischio una psicosi? Spero con tutto il cuore in una sua risposta... Grazie
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile Utente,

lo specialista nel suo caso è lo psichiatra e non il neurologo, faccia pertanto una visita psichiatrica per definire una diagnosi e iniziare una terapia appropriata,

Cordiali Saluti

Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

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Dr. Massimo Lai Psichiatra 832 30 31
Gentile utente,

in genere quando una terapia è stata efficace si riprende con la stessa se si ha una ricaduta.
E' possibile che non abbia tollerato bene gli effetti collaterali della paroxetina o che questa non sia stata efficace o semplicemente che l'abbia resa in un momento in cui i suoi disturbi si stavano riattivando, attribuendo quindi a questa i sintomi descritti.

Ad ogni modo sarebbe il caso di fare una visita specialistica da uno psichiatra per fare il punto della situazione e instaurare una terapia adeguata.

Cordiali saluti

Massimo Lai, MD

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Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7.1k 159 114
Gentile utente,
la sua condizione necessita innanzitutto di una diagnosi precisa, dopodichè può essere indirizzato verso un trattamento adeguato. I sintomi che lei descrive possono caratterizzare diversi problemi, con terapie diverse. Chieda un consulto con uno specialista in psichiatria.
cordiali saluti

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39.9k 927 271
Gentile utente,

"di quello che ora comprendo si trattasse di depersonalizzazione e derealizzazione".

Invece è bene che si attenga alle diagnosi ricevute. I sintomi che riferisce infatti tornano con la diagnosi che lei riferisce. Esistono terapie diverse se l'attuale non funziona. Pertanto è privo di costrutto che Lei, autonomamente, si sposti verso una diagnosi diversa documentandosi in una maniera che non può controllare, anche perché questo non fa altro che inserirsi in una modalità di pensiero come quella che lei descrive, che le porta mille informazioni ma non le consente di concludere su nessuna in particolare. Se mai, di solito si tende ad escludere ciò che è invece l'ovvio.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref

[#5]
dopo
Utente
Utente
Grazie a tutti i medici che mi hanno risposto, volevo ancora chiedervi un ulteriore consigio, il neurologo dal quale sono stato mi aveva dato questa diagnosi: disturbo distimico reattivo a tratti fobico-ossessivo, scrivendomi il farmaco Eutimil 20mg che però dopo 7 giorni di assunzione di mezza pastiglia e due giorni di pastiglia intera ho avuto degli attacchi di depersonalizzazione molto forti ed ho deciso di sospendere, ora quotidianamente vivo una sensazione di distacco da me stesso e dalle cose come se fossi ubriaco, vedo e sento tutto in modo appannato, non so se mi spiego, quello che mi domando, essendo magari un soggetto ipersensibile, in questo caso all'eutimil, può esso avermi provocato un trauma da attivazione? Ora il medico mi ha detto di prendere del citalopram, secondo voi è adatto per la diagnosi,( disturbo distimico reattivo a tratti fobico-ossessivo, datomi dal medico e anche per queste nuove sensazioni di depersonalizzazione e derealizzazione.... Grazie.
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile utente,

1. disturbo distimico reattivo a tratti fobico-ossessivo è una diagnosi estemporanea, formalmente non corretta e non definisce nessun quadro clinico.

2. il farmaco non cura la diagnosi ma il paziente.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 39.9k 927 271
Gentile utente,

"disturbo distimico reattivo a tratti fobico-ossessivo" non è una dizione comprensibile, forse "con tratti" fobico-ossessivi ?.
In questa diagnosi non compare la depersonalizzazione, è bene far riferimento al nome che è stato dato alle cose, non al nome che le sembra vada bene in base a confronti che fa con sintomi letti altrove.

Eutimil sospeso prematuramente non è giudicabile, inizialmente si sa che i quadri possono anche peggiorare o, più spesso, che i pazienti fobico-ossessivi possono denunciare in maniera drammatica alcune variazioni a cui prestano molta attenzione, supponendo che denotino una inadeguatezza del farmaco.

Citalopram è un farmaco della stessa classe, quindi corrisponde alla stessa strategia cambiando molecola.