Utente 168XXX
Salve,

sono marco ed ho 28 anni. Cercherò di darvi sufficienti informazioni per rispondere alle mie domande. Premetto alcuni aspetti del mio carattere che ho sempre avuto, fin dall' adolescenza direi. Sono una persona tendenzialmente ansiosa e timida. Ho sempre sofferto di ansia da prestazione anche se durante gli studi universitari riuscivo a controllarla molto bene tanto che poi, con l' esperienza, gli esami era diventati una semplice routine. Dopo una delusione affettiva (anche se non credo sia la causa ma un fattore scatenante) a 23 anni, ho iniziato a soffrire di depressione maggiore che ho iniziato a curare (solo dopo due anni quindi verso i 26) con la paroxetina. Ero ben consapevole dell' esigenza di una psicoterapia ma, semplicemente, non avevo voglia di farla. All' inizio la paroxetina faceva effetto, per un pò mi aiutato ma ovviamente non ha risolto il problema. Nel frattempo, ho sempre abusato di alcol e cannabis. A luglio dell' anno scorso però la situazione era molto peggiorata (penso a causa della cannabis) inoltre l' abuso di alcol ha senz' altro determinato una stato di dipendenza, dopo una bella bevuta, ho i sintomi dell' AANC... Vi dicevo a luglio 2009 mi sono licenziato a causa dei cattivi rapporti con i colleghi e la mia famiglia si è molto attivata e preoccupata. Ho preso quindi la decisione di intraprendere la psicoterapia. Globalmente nell' ultimo anno, le cose sono migliorate, anche grazie ad "aggiustamenti" farmacologici in corso d'opera. Innanzitutto la paroxetina aveva perso di efficacia e abbiamo provato con un antidepressivo che agisce anche sulla noradrenalina, ma non ha funzionato molto, anzi ... ha accentuato i miei sbalzi d' umore (soprattutto l' euforia) e quindi il mio terapeuta (si è accorto da solo, io non ho lamentato nulla) ha prontamente sostituito l' antidepressivo con il depakin (attualmente 500mg al giorno) inoltre durante l' ultima seduta mi ha aggiunto 10 mg/die di fluoxetina perchè è convinto che il mio bere sia più che altro un atteggiamento compulsivo legato a fasi depressive. Ho una grande stima del mio terapeuta ma volevo chiedervi comunque un paio di consigli...
1) In realtà mi capita di bere anche quando non sono particolarmente depresso, spesso bevo per noia oppure, quasi sempre, quando sono in un contesto sociale .. bevo per disinibirmi. Inoltre non ho controllo: "o tutta o niente", e come dicevo sopra, quando cesso compaiono quei sgrdevoli sintomi di cui vi parlavo sopra e che, se non prendo qualche goccia di xanax (lo prendo da me, il terapeuta mi ha vivamente sconsigliato), possono durare anche una settimana. La domanda è questa: sono un' alcolista e quindi devo diventare astinente oppure, come dice il mio psichiatra, devo imparare a controllarmi ed evitare di bere da solo?
2)La variabilità dell' umore (a volte sono molto euforico, anche se non mi riconosco nei sintomi descritti nelle manie), può evolvere verso una vera e propria psicosi bipolare (mia nonna ha avuto questo disturbo!)?

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
da quello che lei descrive, e dalla presenza di familiarità non si può del tutto escludere che in lei sia presente un tratto bipolare, da determinare per caratteristiche e impatto. Riguardo l'atteggiamento nei confronti dell'alcool bisognerebbe capire le quantità di cui lei fa uso e le modalità di ricerca della sostanza.
Comnque la strada migliore è quella di seguire i consigli del suo specialista che a quanto ho capito la sta già trattando con una terapia per disturbo bipolare.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

lei ha una dipendenza che va trattata come tale che non vuol dire avere resistenza all'assunzione.

Potrebbe già essere affetto da disturbo bipolare, il dosaggio dello stabilizzante e' basso ed andrebbe almeno dosato per decidere l'aumento che ritengo comunque indispensabile.
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[#3] dopo  
Utente 168XXX

Grazie mille per la tempestività, vorrei chiarire ancora un paio di cose, poi vi lascio in pace in quanto benchè utile, un consulto online rimane un consulto online...

1) Per il dr. Vassilis Martiadis. Tanto per darle un' idea del mio grado di "bipolarità" descrivo alcuni tratti dei miei sbalzi di umore: settimanalmente si alternano fasi di up e down, ma nelle fasi up non sono maniacale, cioè (forse anche grazie al depakin) non mi riconosco proprio nei tratti descritti nella mania. Mantengo comunque il controllo, sono eccessivamente ottimista, ho idee grandiose per il mio futuro .. etc .. ma io so che cosa è una fase maniacale (avevo mia nonna) e non sono assolutamente così. Le fasi depressive non sono molto "pesanti" e in genere seguono un piccolo periodo di abuso di alcol (1-2 giorni o week-end) si immaggini il mio umore come una sinusoide a periodi settimanali con valori massimi e minimi non eccessivamente distanti tra di loro. Per quanto rigurda l' abuso di alcol: da quando ho iniziato la psicoterapia ho diminuito molto ed ho completamente (a parte qualche spinello occasionale) smesso di fumare cannabis. Però spesso ricado nel bere e può capitare che per una settimana intera bevo qualche birra al giorno (dalle 3 alle 5 peroni da 66 cl). Le modalità di ricerca: al bar oppure in negozi alimentari e in genere dopo il lavoro. Però per il 95% del tempo sono sobrio. Il fatto è che queste piccole ricadute, poi hanno un influenza negativa per molti giorni a seguire. Anche se non "eccessivo" io mi ritengo un tossicodipendente perchè non provo più piacere nelle cose semplici di una volta ....

2) per il dr. F.S. Ruggiero: in generale, quindi non tenga conto del mio caso, può darmi una panoramica delle terapie farmacologiche e non per l' etilismo? Inoltre è possibile ripristinare un funzionamento "normale" di quelle aree preposte alla gratificazione che probabilmente ho danneggiato o alterato in questi anni di abusi?

Grazie in anticipo!!
un saluto

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

per quanto riguarda le terapie per l'etilismo può trovare la descrizione di un paio tra le più comuni nella sezione Minforma (disulfiram e naltrexone).

Il disturbo bipolare è spesso il retroterra dell'abuso alcolico, l'uso di antidepressivi da soli dopo episodi depressivi può essere seguito da fasi euforiche che rivelano tale disturbo, che prima sembrava sostanzialmente un insieme di sintomi ansioso-depressivi.

L'abuso alcolico NON è un comportamento compulsivo in senso psicopatologico. La teoria secondo cui si beve in quanto depressi o ansiosi NON è supportata dalla ricerca, che invece evidenzia come altri fattori, legati al bipolarismo anche minore facciano la differenza nell'indurre condotte di consumo di varie sostanze tra cui l'alcol.

La scelta del valproato è corretta nel disturbo bipolare associato ad abuso alcolico, trattasi di farmaco che va dosato nel sangue per capire se è assorbito e se quindi funziona come ci si attende.

Il disturbo bipolare NON è una variante di depressione, per cui la strategia (sia farmacologica che psicoterapeutica) è diversa, così come la risposta agli antidepressivi, che in alcuni casi possono anche accentuare gli sbalzi d'umore.
Generalmente nessuno si riconosce nelle fasi maniacali, perché le identifica con l'euforia, che è solo una variante e non la più frequente della mania. Le fasi ipo-maniacali sono solitamente identificate con il benessere e lo stare di umore positivo, nessuno tende a denunciarle come problematiche mentre si svolgono, o a ricondurre il decorso al ricorrere della ipomania. I bipolari si presentano come depressi cronici o ricorrenti, o ansiosi.

Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 168XXX

Grazie Dr. Pacini il suo intervento è stato veramente chiarificatore, chiederò al mio psichiatra di valutare seriamente l' utilizzo del disulfiram ( ne abbiamo parlato però poi non me lo ha mai prescritto ) e se ritiene necessario aumentare la dose di depakin.

Un saluto a tutti e grazie!!

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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