Utente 168XXX
Salve,
ho 18 anni, diseguito ad una visita presso un neuropsichiatra, il Dottore mi ha prescritto 1 compressa di Alprazolam 0,25. 1 al mattino ed 1 la sera.
La prima volta che ho acquistato queste compresse, presentando la ricetta del neuropsichiatra,
sullo scatolo c era scritto ALPRAZOLAM - RATIOPHARM 0, 25mg compresse.
Ora siccome sono finite le compresse, con la stessa ricetta sono andato in farmacia e questa volta sullo scatolo c e scritto : ALPRZOLAM SANDOZ 0,25mg compresse.
Perdonate la stupidità della domanda
ma è la stessa cosa??
cioè non fa niente se prima prendevo quelle con la scritta ratiopharm e ora quelle con la scritta sandoz?
Grazie anticipate e scusate ancora la stupidita della domanda.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

sono i nomi di due diverse ditte che producono lo stesso farmaco. Il principio attivo è sempre alprazolam 0,25 mg, possono cambiare le componenti non attive (eccipienti), la cosa è di rilievo se si hanno allergie a queste componenti che magari in un preparato ci sono e nell'altro no.
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Gentile utente,
il principio è sempre alprazolam, cambia la marca del generico. Questo potrebbe portare variazioni significative nella quantità di principio attivo e quindi nell'effetto del farmaco. Per inciso, le benzodiazepine sono farmaci sintomatici e non curativi e andrebbero assunte per brevi periodi come supporto a terapie più efficaci. Per quale diagnosi è stata prescritta questa terapia?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#3] dopo  
Utente 168XXX

Vi ringrazio per le vs. tempestive risposte.

Dottor Martiadis,
la diagnosi è stata prescritta per le mie crisi di panico e d' ansia. Avevo in certi momenti, il cuore che batteva forte e la paura terribile di morire. Può imagginare quanto sia brutto vivere quel momento cosi intenso di paura. Quindi in base a queste crisi di panico e all' ansia che avevo (dico avevo perchè mi sento migliorato rispetto a prima) mi ha prescritto questa terapia.
Devo seguirla per 3-4 settimane. Agli inizi di ottobre, scattano le 3-4 settimane e devo riandare dal neuropsischiatra perchè vuole vedere come sto dopo questa cura.
E ricordo che mi disse che mi dava queste compresse solo per calmare l' ansia e le crisi di panico, ma avevo bisogno, sempre da vedere i miei progressi, avevo bisgno di psicoterapia e non di farmaco terapia.
Perchè pur essendo molto estroverso ho (come disse il Dott.) quello che Freud chiamava: IL SUPER IO.
Spero di essere stato esaudite.
Grazie ancora.

Distinti Saluti

[#4]  
Dr. Vassilis Martiadis

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La terapia attuale non risolve il disturbo da attacchi di panico, ma tampona solo momentaneamente i sintomi d'ansia. Le terapie curative si basano su farmaci idversi. Sarebbe opportuno farsi da seguire da uno specialista in psichiatria (lasciando perdere per il momento il super-io).
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

per una diagnosi di disturbo di panico l'alprazolam per tre/quattro settimane non ha influenza sul decorso, anche se può produrre un temporaneo miglioramento.
Non vedo quindi una strategia precisa. L'uso a breve termine di questo farmaco è corretto, ma manca una terapia di fondo, anche perché avere crisi di panico e ansia (che poi è inclusa nel panico, quindi non si comprende esattamente la differenza tra le due) non significa soffrire di un disturbo preciso.
La psicanalisi da cui derivano determinati concetti rientra tutt'ora nel campo delle teorie psicologiche, e alcuni concetti tipo super-io non sono biologicamente definiti.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 168XXX

Vi ringrazio per le vs risposte.

Quindi secondo voi, queste compresse che sto prendendo mi attenuano solo questi attacchi, ma non risolvono il problema.
Lasciano perdere il super-io, come devo e posso fare per risolvere DEFINITIVAMENTE questo problema degli attacchi di panico (che non ho da un po) . Cosa c e da fare??
che devo fare?
cosa dire al neuropsichiatra?

[#7]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Deve rivolgersi ad uno specialista in psichiatria.

Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Innanzitutto deve far fare una diagnosi, dopo di che se il problema è un disturbo di panico ci sono cure standard.
Che cosa intende per risoluzione definitiva se il problema non lo sta avendo di recente ?

Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 168XXX

Grazie ancora per aver risposto.

Dott. Pacini,
anche se non le sto avendo di recente queste crisi, ho comunque quel leggero pensiero che mi possa rivenire.
Ed, ogni tanto, diciamo mi sento sfiduciato e mi viene sempre il pesniero che comunque non posso guarire da tutto cio. Poi sto bene , solare e dico MA IO SONO FORTE E ME NE ESCO TRANQUILLAMENTE.
Perciò quando dico "uscirne definitivamente" intendo dire che vorrei tornare come prima , senza questi pensieri, senza queste paura. Insomma non pensare più che possa succedere qualcosa, non stare con quello stato di angoscia.
Ma tornare solare come lo sono sempre stato.
Voglio essere quello di una volta, cio che ero sino a pochi mesi fa.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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allora è confermato quando detto prima. Si faccia fare una diagnosi, che può comprendere anche altri aspetti psichici che non riguardano direttamente il panico, oppure può essere un semplice disturbo di panico, e poi le verrà proposta una cura da seguire.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 168XXX

Dottore,
seguirò il vs consiglio. Quando andrò dal mio dottore gli parlerò e si vedrà il tutto.
Mi consenta solo altre 2 domande.

C e la possibilita (qualunque altro aspeetto psichico sia) di guarirne senza uso di farmaci?

E' vero che io e lei interagiamo a distanza quindi lei non ha modo di vedermi ma, ci sono possibilità che io possa guarire da questo che ho??

Grazie, cordialmente.

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

parte subito con il piede sbagliato. Lei va da un medico e gli pone il problema di non utilizzare uno degli strumenti principali per la cura delle malattie.

Le chiedevo cosa intendeva per "definitivamente" proprio perché intuivo questa aspettativa tutto-o-nulla, per cui soltanto ai disturbi della sfera psichica si chiede che debbano immediatamente e assolutamente guarire e scomparire, quando in altri disturbi si farebbe per gradi, prima si sta meglio, poi totalmente bene, e quindi si cerca di capire cosa aspettarsi dalla malattia e dalla cura.

Le domande sulla previsione del futuro pertanto sono da evitare, prive di utilità. Non abbiamo nenache una diagnosi precisa e un decorso da giudicare.
Dr.Matteo Pacini
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