Utente 189XXX
Salve gentili dottori. Vi scrivo per una problematica che oramai perdura da diversi anni. Sono una donna di 33 anni, da 6 soffro di disturbi d'ansia e depressione. Ho assunto diversi farmaci in questi anni ma tuttora continuo a star male. A luglio 2010 mi sono affidata ad un rinomato psichiatra della mia zona il quale mi ha fatto iniziare (gradualmente) una terapia con efexor ed En. Per l'esattezza ad oggi assumo 150 mattina + 75 sera di efexor e 10 mattina + 5 gocce sera di en. Non avendo ottenuto risultati rilevanti in quanto continuo ad avere angoscia immotivata al risveglio, con senso di costrizione alla bocca dello stomaco e alla gola e paura di non uscirne, il medico mi ha da qualche settimana aggiunto il lamictal. Inizialmente 25mg. Dice che gradualmente devo arrivare a 50mg mattina e 50mg la sera, oltre all'efexor da continuare ed eventualmente portarlo a 150 + 150. volevo soltanto sapere se secondo voi è un dosaggio terapeutico adeguato o sproporzionato. Da troppi anni passo da un farmaco all'altro e vorrei trovare l'equilibrio. Per favore rispondete. Grazie di cuore.

[#1]  
Dr. Vassilis Martiadis

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I dosaggi descritti rientrano in quelli generalmente usati per i disturbi che ha descritto. E' la prima terapia farmacologica che assume?
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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Gent.ma utente,
i farmaci sono degli strumenti utili, ma credo che nel suo caso vadano utilizzati insieme alla psicoterapia.

[#3]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

ovviamente non è possibile dare indicazioni terapeutiche on line.

Certo le posso dire che anche nella mia esperienza associo farmaci di diverse classi (lamictal ed antidepressivi, per esempio).

Sarebbe utile che ci fornisse, al fine di comprendere al meglio la sua problematica, una diagnosi precisa, così come le è stato indicato.
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[#4] dopo  
Utente 189XXX

Grazie dottori per avermi risposto. Apprezzo di cuore il vostro impegno. Provo a rispondervi nel migliore dei modi. Dott. Martiadis, non è la prima volta che assumo farmaci. Assolutamente no. Ne ho assunti diversi. Dott. Mingrino, sono d'accordo con lei, anche il mio psichiatra mi ha suggerito la psicoterapia. Dott. Garbolino le rispondo dicendole che in questi sei anni mi sono state fatte diverse diagnosi. L'ultima è "disturbo distmico con componente ansiosa". Per essere piu' chiara provo a descrivervi il male che mi affligge da sei lunghissimi e duri anni. Praticamente tutto ebbe inizio con un violento sbalzo di umore che poi capì poteva trattarsi di un attacco di panico. Questo accadeva sei anni fa. Da allora mi rimase ansia immotivata (in quanto ho una splendida famiglia) e una forte angoscia e paura di non uscirne da. Questo tunnel. Col tempo la situazione, tra alti e bassi, assume connotati specifici. Dormo bene, mi sveglio la mattina con un peso allo stomaco, poco appetito, paura e terrore che non capisco il perche ci siano. Questo mi fa star male e mi si abbassa l'umore. Poi il decorso nell'arco della giornata è irregolare , a volte l'umore mi si ristabilisce nel primo pomeriggio, altre volte alla sera. Sta di fatto che l'ansia mi diminuisce col migliorare dell'umore. Questa in breve la mia situazione. Ultimamente quest'angoscia mi porta ad attacchi di pianto. Secondo voi quindi i dosaggi descritti (lamictal 50+50 ed efexor 150 + 150) corrispondono a terapia non spropositata? Vi prego datemi un parere. Grazie infinite.

[#5]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

le terapie non sono spropositate o meno: devono essere adeguate ad ogni singolo caso.

Non è possibile sapere se ciò vale per lei: serve una valutazione diretta.

Certamente i dosaggi non sono oltre quanto indicato dagli studi scientifici.

Inoltre, considerata la sua giovane età, sarebbe opportuno, come già suggerito, valutare la possibilità di un eventuale sostegno anche dal punto di vista psicoterapeutico.

In sintesi però, tutto ciò lo deve discutere, così come ha fatto con noi, con il suo psichiatra di riferimento.
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[#6] dopo  
Utente 189XXX

gentili medici, ho bisogno di un vostro prezioso consiglio. In merito a tutto ciò che ho scritto in precedenza, considerando che sono in una fase veramente pesante, con tutti i sintomi sopra descritti, il mio psichiatra oltre a consigliarmi l'inizio di un percorso di tipo psicoterapeutico, mi ha aggiunto un farmaco all'attuale terapia in corso e cioè il Solian. Mezza compressa da 100 da fare in tanto x venti giorni per riuscire a sbloccare questo mio particolare momento. In sintesi assumerei al giorno 15 gtt EN, 225 Efexor, 100 Lamictal e 50 Solian. Tutti questi farmaci mi fanno paura... vi prego datemi un consiglio.

[#7]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

quale consiglio?
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[#8] dopo  
Utente 189XXX

salve. Ho un quesito da porvi. In pratica desidero una gravidanza ma ho paura di smettere i farmaci che assumo. Ho parlato col mio psichiatra, lui è contrario a questi farmaci in gravidanza ma nonostante tutto, avendo capito la mia situazione, mi ha proposto di rimodulare la terapia. In sostanza EFEXOR 150 , Lamictal 100 e mi ha sospeso l'EN. Cosi facendo, secondo lui, è ridotto al minimo il rischio di tossicità. Lui ha provato a farmi capire di sospendere ma io ho paura e nello stesso tempo desidero una gravidanza. Potreste darmi qualche parere a tal proposito? grazie

[#9]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

la valutazione di proseguire o meno la terapia in gravidanza dovrebbe essere decisa in assoluto accordo con lo psichiatra.

Personalmente ho avuto diversi casi simili e la decisione deve essere ponderata in funzione del tipo di distrubo, dei rischi annessi all'uso o all'interruzione della terapia, indirizzandosi magari verso le molecole in cui sono più evidenti le prove scientifiche di scarsa teratogenicità.
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[#10] dopo  
Utente 189XXX

Grazie dottore per avere risposto. Il mio psichiatra ha compreso che sarebbe controproducente interrompere la cura.
Voleva provare a sostituire efexor con zoloft ma ha preferito evitare per considerazioni inerenti il mio stato.
Lui sostiene che le dosi di efexor e lamictal così rimodulate hanno un effetto teratogeno basso.... lo spero...

[#11]  
Dr. Stefano Garbolino

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comunque esistono (per esempio a Pavia) centri specializzati per individuare la percentuale di rischio della teratogenicità.

Per questo magari ne parli con il ginecologo (è sufficiente inviare per posta la documentazione).
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[#12] dopo  
Utente 189XXX

gentile dottore Garbolino, potrebbe darmi qualche dato in più su questo centro cosi da potere riferire al mio ginecologo? Grazie mille

[#13]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

mi dispiace ma non le so dire con maggiore precisione.

Però provi a sentire direttamente il suo ginecologo o i ginecologi iscritti al sito.

Sicuramente qualcuno le saprà dire meglio.
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