Utente 615XXX
buon pomeriggio,
stamattina su consiglio della mia psichiatra ho fatto il dosaggio dell'acido valproico,poichè prima di diminuire progressivamente il farmaco voleva valutare la situazione...lei non mi ha specificato nulla sul fatto di fare due prelievi uno prima e uno dopo l'assunzione...quindi io ho assunto la pasticca come sempre(due compresse da 500 la sera)e stamattina ho fatto l'esame...ora il risultato è 98,8 e il range è 50-100.Io spero di non aver sbagliato nulla,anche perchè questo valore che rientra nel range mi permetterebbe di diminuire il dosaggio!e lo vorrei tanto...non dovevo prenderle le pasticche ieri sera?grazie...
ps:la terapia completa ORA è depakin chrono 1000 mg e entact 5 mg

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non capisco l'esclamativo dopo l'affermazione che può ridurre il dosaggio. Cosa c'è da essere contenti di preciso ?

Inoltre, in che senso la psichiatra dovrebbe "diminuire progressivamente" il farmaco ? Se è così, non vedo il senso di fare il dosaggio. Ma è sicuro che semplicemente non voglia valutare se può diminuirlo, senza però correre il rischio di andare troppo in basso con il valore ? In questo caso si capisce bene il senso dell'esame: prima stabilisce il punto di partenza e poi decide se e quanto può essere ridotta la dose.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
Utente 615XXX

beh la psichiatra mi ha detto che il farmaco deve essere tolto lentamente...e prima di farlo voleva vedere se il il livello di acido nel mio sangue fosse nel range(credo)...quando iniziai la cura prendevo la dose da 300,dopo due settimane feci le analisi e il valore era 25(sotto il range)quindi mi aumentò a 500...il mio dubbio era solo relativo al modo in cui ho fatto l'analisi;penso anche io che lo scopo della dottoressa sia non andare troppo in basso con il valore,ma la mia paura è di avere sbagliato a fare le analisi,perchè stamattina l'infermiere mi ha parlato di un altra modalità di prelievo(ha parlato doppio prelievo ma la psichiatra non me ne aveva parlato).vorrei solo essere sicura di aver fatto le cose per bene.
ps:c'è da essere contenti perchè piano piano la psichiatra mi toglie le medicine!:D

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non torna il discorso. La dose del farmaco è decisa anche sulla base del dosaggio, quindi sarebbe strano se non fosse stato fatto nel momento in cui è stata decisa la dose di 1000 mg.

In quanto al togliere le medicine, vedo che proprio non ha capito, se addirittura mette una faccina.

C'è una cosa che non ha menzionato, ed è curioso, perché è sempre così: la sua diagnosi. E' contento di abbassare o togliere le medicine, ma qualcuno ha stabilito che la malattia di cui soffre (specifichi qual'è ?) non è soggetta a ricadute, e in base a cosa in particolare da ora in poi ?

Il depakin è un farmaco che si utilizza per i disturbi ricorrenti dell'umore, che in quanto tali "ricorrono", per cui a cosa si deve questo programma "a priori" di sospendere il farmaco (gradualmente o meno, non è questo il problema) ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 615XXX

sindrome borderline della personalità...non vedo cosa ci sia di così tragico nel desiderare di stare bene...dato che sto seguendo anche una psicoterapia,la dottoressa mi aveva detto che quando sarei stata meglio(e lo psicologo questo dice)avrebbe a poco a poco tolto i medicinali...
ps io non sono del campo,non ci capisco niente,ma non pensavo sinceramente che avrei dovuto vissuto con le medicine in borsa....la mia psichiatra mi ha detto che le medicine sarebbero state un supporto,per dare il tempo alla psicoterapia di fare il suo lavoro.mi sto leggermente spaventando all'idea di essere legata a vita a queste medicine...ho sempre pensato che quello che ho,è un disagio(così me l'hanno definito)che si può gestire...

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Questa architettura terapeutica non sussiste. Le medicine fanno sì da supporto alla psicoterapia, togliendole il supporto viene meno, e la struttura non è detto che regga. Tutto qui. Il suo disturbo è un disturbi di non semplice controllo, se ha avuto beneficio quindi non vedo esattamente la necessità di riportare il tutto su un terreno di rischio, e soprattutto perchè decretare che la sottrazione della cura debba avvenire da un certo punto in poi senza riserve. In ogni caso, la psicoterapia non serve e ad arrivare a togliere le medicine, così come il contrario.
Desiderare di star bene che c'entra con il desiderare di togliere le medicine ? Nulla. E' solo uno spostamento del fuoco del problema dalla malattia alle medicine, cosicché togliere le medicine diventa l'ultima fase della terapia, quella che traghetta alla tanto sospirata libertà da una cura. Errato.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 615XXX

buonasera,riprendo questo vecchio post per richiedere un vostro consulto;
la mia situazione attuale è la seguente:psicoterapia smessa da tempo,vedo la psichiatra ogni circa tre mesi,e sto sospendendo gradualmente il depakin(250 mg al di);mi dispiace non aver più risposto,ma devo ammettere che la parte finale dell'ultimo consulto sia quando l'ho letta la prima volta,e anche adesso...mi ha un pò turbato,forse perchè è vera;faccio coincidere la sospensione dei farmaci con la mia guarigione...perchè questo è sbagliato?
inoltre ho un dubbio riguardo alla mia diagnosi...in pratica non quale sia esattamente.come si fa una diagnosi di sindrome borderline?la mia psichiatra nei nostri primi incontri mi fece un test,il minnesota,il cui risultato però non mi è stato detto;quando fui ricoverata una seconda psichiatra decise di farmi un altro test chiamato(se non ricordo male) scid II,il cui risultato è stato "personalità borderline",e lei mi spiegò cosa fosse a grandi linee una personalità borderline;la mia psichiatra non diede molto peso a questo secondo test,e mi disse di non essere d'accordo con la diagnosi,secondo lei non avevo la sindrome borderline ma soffrivo di crisi isteriche...invece io mi sono attaccata a quella prima diagnosi forse perchè è stata la prima volta che qualcuno ha dato un nome a tutto ciò che mi stava capitatando;non so perchè ma ho sempre sentito l'esigenza di definirlo e non ho mai capito come due professioniste abbiano due diagnosi diverse su di me...basta un test per definire ciò che si è,anche se non si conosce il paziente?cosa sono io,una borderline o una ragazza isterica?entrambi?grazie a chiunque mi risponda!

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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"faccio coincidere la sospensione dei farmaci con la mia guarigione...perchè questo è sbagliato?"

Più che altro non si capisce come può pensare che sia così. Al massimo è una prova, perché una guarigione ? La guarigione si definisce a posteriori, oppure perché la malattia è notoriamente passeggera e si conclude in una maniera ben chiara.
In questo caso c'è il fatto che i sintomi spariscono, uno sta bene, perché la cura sostiene un equilibrio.
Le diagnosi non sono offese (ragazza isterica), sono dei nomi che servono a impostare le cure o a risalire ai meccanismi della malattia. Le diagnosi si fanno con i dati della storia e dell'osservazione, quei test servono a orientarsi, ma non hanno valore diagnostico diretto. Oltretutto, non comprendono tutte le diagnosi e spesso fanno riferimento a classificazioni non di uso corrente.

Il disturbo, che si definiscano borderline nel senso di un disturbo dell'umore a cicli rapidi e irregolari, diagnosi a cui corrisponde il borderline nelle classificazioni più recenti, ha un andamento per episodi e instabilità periodica o continua. La terapia deve prevedere una fase di mantenimento lunga, di durata non definita a priori.

Sospendere la cura quando si sta bene è un errore comune, evitabile e purtroppo spesso causa di ricadute che causeranno problemi.
Dr.Matteo Pacini
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