Utente 566XXX
Buongiorno a tutti,
due mesi fa è terminata una storia con una ragazza piuttosto breve (3 mesi), ma per me estremamente intensa... A fine dicembre ci siamo lasciati perché mentre io ero nel pieno dell'innamoramento, lei ormai non provava nulla già da un mese. Anzi, provava addirittura "repulsione fisica". Siccome i primi due mesi della relazione apparentemente erano stati intensi per entrambi, chiaramente ci sono rimasto malissimo. Ma ciò che mi ha ferito ancora più del suo rifiuto è stato scoprire (dopo 10 giorni dalla fine della storia) che lei, ancor prima di conoscermi, era ancora innamorata di un ex. Cosa che probabilmente ha influito molto sul suo mancato coinvolgimento emotivo nei miei confronti. Purtroppo non l'ho capito prima (lei non me ne ha mai parlato). In questi mesi ho cercato di fare un sacco di introspezione, cercando comunque di imparare da questa esperienza e di migliorarmi come persona, sia nei miei confronti sia nei confronti delle mie relazioni interpersonali più in generale. Purtroppo, però, il sentimento per lei dentro me arde ancora (nonostante tutto...) e allo stesso tempo sto vivendo una vera e propria ossessione, che ha come oggetto da una parte la sua immagine, dall'altra (più frequentemente) la comprensione dei motivi che l'hanno portata ad affrontare in questo modo la relazione. Nonostante creda di essermi fatto una idea abbastanza oggettiva, continuo a sentire comunque di aver subito un profondo tradimento (emotivo chiaramente in questo caso, non fisico). Non ero mai stato tradito prima d'ora (credo) e comunque avevo sempre interpretato l'atto del tradire in modo diverso. Eppure questo è quello che sento. E fa male. Nonostante razionalmente mi renda conto che non l'abbia fatto intenzionalmente (anzi, probabilmente era un suo modo per preservare le speranze di "successo" della storia), sento di essere stato manipolato, illuso, usato per poi essere "rifiutato" con freddezza. E ora, finalmente :), la domanda: ho letto di una pillola che si chiama "Amorex", che a differenza degli altri antidepressivi non necessita di ricetta e che in sostanza, agendo sui miei livelli di serotonina, potrebbe in qualche modo aiutarmi a far sì che l'ossessione scemi, visto che mi pare che la consapevolezza in questo caso serva quanto un trapano a un poeta. Grazie di cuore a chiunque sia così gentile da aver letto ciò e da rispondermi. Andrea

[#1]  
Dr. Paolo Carbonetti

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L'Amorex è un estratto di una pianta africana, la Griffonia Simplicifolia, che contiene grandi quantità di triptofano. Il triptofano è un aminoacido precursore della serotonina, il mediatore chimico del benessere. Il ragionamento semplicistico è "più triptofano prendo, meglio mi sento". Quando l'ipotesi catecolaminergica-serotoninergica della depressione prese corpo, tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70,l'industria farmaceutica non aspettò certo molto per produrre il triptofano in pillole. In Italia è tuttora in vendita con il nome di Tript-OH, ma è stato un flop, sia perchè la maggior parte del triptofano, per vari motivi che non sto a dire, non arriva al cervello, sia perchè il problema non è la quantità di serotonina, ma la sua distruzione-ricaptazione nella sinapsia (ed è a questo livello che agiscono gli antidepressivi).
Da queste premesse,l'Amorex non dovrebbe essere più efficace del Tript-OH.
Spero di essere stato comprensibile.
Saluti
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
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[#2]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Che un rimedio aiuti a accompagnare lentamente il risolversi delle "pene d'amore" dopo la fine di una storia è curioso soprattutto perché questo accade con una certa lentezza anche in natura.

La medicina non è un distributore di ricette, per cui anche se i prodotti medici per ipotesi fossero tutti in libera vendita, non per questo le persone saprebbero come funzionano e come usarli, anzi, finirebbero per compiere banali errori, legati al tipo di disturbo che in quel momento hanno.

Se ritiene di doversi far guidare perché qualcosa non funziona nel modo in cui sta affrontando questo periodo, chieda se mai una consulenza specialistica.

La cosa curiosa è che Lei affermi di riflettere su ciò che è accaduto per migliorare i suoi rapporti con gli altri, come se avesse sbagliato qualcosa.
Dr.Matteo Pacini
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[#3] dopo  
Utente 566XXX

Grazie Dr. Carbonetti, la sua spiegazione è più che chiarificatrice. Spero possa essere utile anche ad altre persone in una situazione simile alla mia con la stessa curiosità.

Grazie Dr. Pacini per il consiglio, ma credo (e spero) di poter affrontare questo percorso con le mie forze!
Per quanto riguarda i miei rapporti con gli altri, mi riferivo principalmente a due cose: la prima consiste nel fatto che credo che periodi come quello che sto vivendo possono anche essere vissuti come un'opportunità per scoprire se stessi più profondamente, in quanto per la natura stessa dei sentimenti che si provano si ha un contatto col proprio io meno celato e più sincero; la seconda riguarda l'atteggiamento generale che io, invece, ho avuto nei confronti di questa storia, nella quale ho scelto di fidarmi e di lasciarmi completamente andare con una persona che non conoscevo neanche un po' e che ho estremamente idealizzato e che, purtroppo, riflettendo sul fatto che lei fosse ancora intensamente innamorata dell'ex e visti i suoi comportamenti, le sue parole, i suoi occhi e le sue lettere... si è dimostrata ahimè molto falsa ed egoista.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

adesso è più chiaro. Di solito il tempo lascia decadere una traccia che lega al passato in maniera che comunque la nostra capacità di andare oltre automaticamente si realizzi, è più difficile quando la prima fase dei rapporti è stata intensa o carica di aspettative.

In ogni caso comprendere meglio aspetti su cui non si era riflettuto, o che non si credeva potessero investire noi stessi, mi sembra ragionevole.

Dr.Matteo Pacini
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