Utente 210XXX
Buongiorno, chiedo gentilmente un aiuto agli esperti del sito.
Sto seguendo delle cure da diversi anni per problemi legati a depressione, ansia, fobia sociale, interpretazione degli eventi ma ultimamente ho una gran confusione in testa.
Ho dovuto lasciare un medico circa quattro anni fa per trasferimento, dal allora sono stata in cura in due diverse strutture e da ultimo alla ASL di competenza territoriale.
A fine 2008 mi è stata prescritta la duloxetina 60mg per l'umore inizialmente associato all'Impromen, tre gocce a scalare fino all'abbandono di quest'ultimo a tarda primavera 2009.
A fine 2009 una crisi ha indotto lo psichiatra a darmi del risperidone (non Impromen) sostituendo poi la duloxetina con la paroxetina, perchè forse il aveva un pò esaurito la spinta iniziale.
Premetto che la paroxetina la prendevo circa sette-otto anni fa e funzionava piuttosto bene, ora mi sembra che dopo più di due mesi alla dose di 10mg non stia facendo tanto, sono in preda a crisi di apatia, sonnolenza, sconforto, pessimo umore al risveglio e poca voglia di fare.
Ora il risperidone mi è stato tolto per avere dato molti effetti collaterali, su tutti l'aumento spropositato della prolattina, e si vuole sostituire da aripiprazolo, un farmaco che non ho mai visto. Certo che non sono io che lo devo conoscere ma il medico, però più passa il tempo più mi preoccupo di tutto quello che non conosco.
Ho paura di peggiorare ancora.
Vorrei chiedere un aiuto per capire e tranquillizzarmi, se è normale la scarsa efficacia della paroxetina dopo due mesi o se può essere un effetto del cocktail e dei cambi degli altri farmaci, se la situazione aripiprazolo+paroxetina ha una buona probabilità di funzionare secondo la vosta esperienza.
Purtroppo ho un controllo solo a Luglio inoltrato, mi sembra lontanissimo e chiedo, magari solo per conforto, un vostro parere.
Grazie davvero, saluti.

[#1]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,

l'aripiprazolo è un farmaco con un profilo degli effetti collaterali più favorevole (più tranquillo) rispetto al risperidone e al bromperidolo (imipromen); l'aripiprazolo, a dosaggi bassi, può avere anche un certo effetto attivante, per cui viene usato come terapia coadiuvante assieme con antidepressivi. Tale associazione (ad esempio, con Paroxetina, o con un altro antidepressivo), è ultimamente diffusa nella pratica clinica.

La dose della Paroxetina attualmente assunta da Lei è molto probabilmente bassa per ottenere da sola un effetto antidepressivo e antiansioso. Penso però che i Suoi specialisti abbiano avuto loro ragioni per mantenere questa dose bassa. E la ragione possa stare nella Sua diagnosi. Che diagnosi Le è stata posta?
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2] dopo  
Utente 210XXX

Buongiorno e grazie,
ho sbagliato a digitare la dose di paroxetina, in effetti è di 20mg e non 10mg. Una compressa intera al mattino, sono già passati un paio di mesi e non so cosa pensare dei risultati.
Ho iniziato anche con l'Abilify, una compressa alla sera, mi hanno avvertito che passeranno i soliti 15 giorni prima di vedere qualche risultato.
Sono molto agitata, irrequieta, direi anche facilmente irritabile, faccio fatica a prendere sonno.
Avrei voglia di dormire e di non fare niente e allo stesso tempo ho bisogno di impegnarmi per non pensare.
Mi hanno detto che posso assumere anche dei tranquillanti (è giusto chiamarli così?) come Valium o Lorazepam per passare almeno questi primi giorni, in dosi basse tipo 5 gocce a mezzogiorno e una ventina alla sera per dormire.
Spero di non fare un botto con tutti questi farmaci.
Quando prendevo la paroxetina qualche anno fa ero passata da una compressa da 20mg a metà e poi ad un terzo in pochi mesi di terapia, e funzionava bene lo stesso.
E' possibile che adesso non mi faccia nulla, o sto ancora "smaltendo" tutti i farmaci precedenti?
Lo psicologo non mi vede come depressa ma ha usato altri termini, che non riesco a ricordare bene.
Lo psichiatra dice che la paroxetina dovrebbe funzionare anche come ansiolitico, spero bene.
Ecco, grazie ancora, chiedo se lo stato di ansia e agitazione è nella norma, nella tempistica di questi farmaci.
Non voglio sostituire nessuno con queste richieste al sito, è un aiuto in più.
Saluti.

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
Lei scrive che un pisodio depressivo di anni fa è guarito con la paroxetina, ma, il fatto che le dosi erano bassi e si è voluto poco tempo mi fa dubitare che la guarigione sia stata dovuta all'antidepressivo.

La paroxetina ha l'effetto ansiolitico, ma potrebbe volersi più tempo, ed inoltre... è anche possibile che ora la terapia antidepressiva da sola "stenta" a funzionare, o anzi, in alcuni disturbi, peggiora l'ansia, perché potrebbe non trattarsi di un disturbo depressivo o d'ansia "semplice".

Negli ultimi anni, oltre ai farmaci antidepressivi (paroxetina, duloxetina) sono stati associati farmaci ad azione antipsicotica (bromperidolo, risperidone, lo stesso aripiprazolo). Questo potrebbe significare che i Suoi curanti non hanno riscontrato nel Suo caso solo una sintomatologia depressiva "classica", "tipica", ma probabilmente anche gli altri elementi che hanno reso necessaria terapia con questi ultimi farmaci, ad esempio "interpretazione degli eventi" (alla quale Lei accenava) o altre turbe di pensiero (Lei scrive: "..ho bisogno di impegnarmi per non pensare..") che devono essere più attentamente indagati dal Suo psichiatra, e Le consiglio di chiedere a lui di spiegarLe quale è la Sua diagnosi, la quale, soprattutto, va chiarita.

L'aripiprazolo (abilify), come ho scritto, può essere usato come cura coadiuvante nei casi di Disturbi Depressivi resistenti, ma nel Suo caso è anche possibile che sia stato prescritto secondo l'originale indicazione del farmaco, come antipsicotico. Ha un profilo degli effetti collaterali fisici più favorevole rispetto agli altri farmaci della sua classe (risperidone, bromperidolo: imipromen), ma spesso non dà l'effetto subito, non sempre dà l'effetto ansiolitico e la sua efficacia nei disturbi del pensiero è meno provata rispetto ai farmaci più vecchi che Lei assumeva prima, mentre nei primi giorni potrebbe essere anzi attivante.

Per cui, l'associazione con tranquillanti come il valium (nome chimico: diazepam) potrebbe essere indicata, per quei motivi che Lei stessa ha già esposto, però da chi sono stati indicati a Lei questi farmaci? Il Suo specialista deve necessariamente esserne al corrente e confermarlo o meno, anche perché questi farmaci, pur di per sé efficaci sul sintomo dell'ansia, possono mascherare l'eventuale inefficacia dei farmaci già prescritti, in alcuni casi, per via dell'effetto, di tipo anestetico, possono contribuire allo stato di confusione. Può darsi che un ansiolitico più ottimale, coll'effetto anche sull'ideazione, per Lei sarà stato l'imipromen (bromperidolo). Non si tratta di una prescrizione o suggerimento da parte mia, ma di una riflessione, da valutare eventualmente col Suo psichiatra, dopo aver chiarito la diagnosi.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#4] dopo  
Utente 210XXX

Buongiorno,

grazie di tutto. Ho aspettato un pò prima di scrivere per vedere come si evolve la situazione.
Direi che l'umore è migliorato, faccio fatica ad alzarmi al mattino ma tutto sommato quando poi mi muovo resto abbastanza attiva fino a sera.
Ho però un'ansia terribile.
Prendo delle gocce di Lorazepam durante la giornata per cercare di calmare l'ansia, una pastiglia di serotonina al mattino e una di Abilify alla sera.
Questo Abilify non so come considerarlo, se un bene o un danno.
Mi è tornata una vecchia conoscenza, che non mi ha mai abbandonato del tutto. Credo che sia llucinazione uditiva, o qualcosa di simile.
Mi danno fastidio le voci delle gente o anche il silenzio di chi incontro. Credo che in qualche modo tutto mi riguarda, lo psicologo dice che interpreto e che vorrei avere tutto sotto controllo, sentire tutto quello che si dice per rassicurarmi che non stanno parlando di me.
Anche il silenzio lo percepisco come un'accusa.
Dicono che l'Abilify dovrebbe servire a togliere o smorzare questo "sentire" la gente, togliermi la pressione e l'ansia, ma non mi sembre che funzioni per niente.
Siamo alla dose minima, mi hanno avvertito che è meno potente del risperidone e che ci vuole più tempo.
Ma se fosse sbagliato?
Non so come mettere in contatto tutti gli specialisti che mi curano, ognuno va per la sua strada.
Anche la serotonina dovrebbe fare qualcosa per l'ansia, mi hanno detto, ma mi sento fuori strada.
Se volete rispondere vi sono grata.
Saluti.

[#5]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,

l'aripiprazolo modula il sistema della dopamina, e talvolta già a bassi dosaggi può funzionare come un antidepressivo, in associazione ad un faramaco "serotoninergico" come la Paroxetina, e di questo mio sembra che stiamo vedendo i risultati.

Per "la pastigliaa di serotonina intende la Paroxetina ? E' possibile che il miglioramento dell'umore sia il frutto di questa terapia, assieme all'Aripiprazolo (Abilify), ma sulla fronte dell'ansia, dei disturbi del pensiero e della percezione la serotonina non ha un ruolo univoco, può anche peggiorarli.

E' vero che l'Aripiprazolo (Abilify) è indicato annche nel caso delle allucinazioni e dei disturbi del pensiero, ma la sua efficacia dipende sia dalla durata della terapia, sia dalla DOSE. In questo caso, la dose bassa, la "dose minima" (la pastiglia di Abilify che Le è stata prescritta, di quati milligrami è?) può fare anche l'effetto contrario, forse ci vorrà aumentarla: bisogna discuterlo con il Suo specialista.

Da considerare, in alternativa o in associazione, anche il ritorno ai farmaci che assumeva prima, come l'Imipromen (nome chimico: bromperidolo), che sulle allucinazioni è di efficacia più provata, ma con più effetti collaterali. L'ipotesi sempre da discutere con il Suo specialista.
Dr. Alex Aleksey Gukov