Utente 350XXX
Gentili medici.
Sono un ragazzo di 26anni e 3 anni fa mi fu diagnosticato un disturbo Distimico, radicato gia da quasi 8 anni, e mi fu prescritto del fluoxetine, che mi apporto un gran beneficio ma causo forti disturbi sessuali con assenza di libido, impossibilita di mantenere un erezione e grandi difficolta nel raggiungere l'orgasmo. Continuai la cura per 6-7 mesi e poi smisi. Oggi, a distanza di quasi 3 anni, i problemi di genere sessuale causati dal farmaco sono migliorati in misura minima, mentre i sintomi del disturbo distimico son tornati gli stessi.
Mi è stato prescritto dell iperico, che pero non pare funzionare un granche. E onestamente, ho un po paura ad assumere di nuovo psicofarmaci, perchè mi sento cambiato e non provo più grosse emozioni, è tutto un po' "ovattato", e faccio grande fatica a seguire discorsi e a concentrarmi. Ora, ho saputo che esistono dei farmaci di nuova generazione quali il wellburtin che pare possano fare al caso mio. È possibile una totale e permanente guarigione da questo disturbo distimico o devo aspettarmi delle ricadute, e di dover prendere farmaci a vita, oppure convivere col demone e rassegnarmi?
Grazie mille per le vostre risposte, spero di non esser stato troppo nebuloso
Buona giornata

[#1]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile utente,
in accordo con il suo Psichiatra potrà trovare altri farmaci che potrebbero darle minori effetti collaterali.
Non è detto infatti che tutti gli antidepressivi le causeranno il calo della libido.
Cordialmente
Dott. Vito Fabio Paternò

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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

in esattezza di diagnosi, la distimia puo' trovare un metodo di cura nell'utilizzo di farmaci differenti dagli antidepressivi.

Ne parli con il suo psichiatra per un orientamento più preciso ed una strategia terapeutica più efficace.
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[#3] dopo  
Utente 350XXX

Cari medici
innanzitutto grazie per le vostre risposte,
il mio attuale psichiatra, dopo un colloquio di un ora, voleva subito prescrivermi degli altri SSRI, cosa che ho rifiutato, e per cui siamo ricorsi all iperico.
onestamente non ho una gran fiducia in questa persona, ma neppure una gran sfiducia.
Potreste per favore precisare quali altri metodi sono possibili? E mi sapreste dire, se è possibile guarire in modo piuttosto definitivo da tale malattia o se si tratta di farmaci che vanno presi a vita divenendo giorno dopo giorno meno efficaci? Credo di essere un po' confuso e non voglio piu fare l'errore di prendere questo genere di farmaci ad occhi chiusi, sentire i vostri pareri mi sarebbe di certo molto utile.
Grazie mille di nuovo e buona serata.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'iperico le è stato indicato proprio perché è uno psicofarmaco (e si ritiene agisca anche sulla serotonina). Non so su che base di preciso sia stato preferito ad altre molecole diverse dalla fluoxetina. Esiste una gamma di prodotti con diverso profilo rispetto agli effetti collaterali sessuali, anche se esiste una variabilità individuale, quindi provare un farmaco non implica alcunché rispetto al fatto di non confermarlo se dovesse dare effetti non graditi.

Peraltro, l'iperico è efficace sulla depressione quando somministrato a determinate dosi, garantite nelle preparazioni farmaceutiche controllate, mentre non è detto che qualsiasi prodotto contenente iperico fornisca le dosi adeguate.




Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 350XXX

Gentile dottor Pacini
buongiorno e grazie per la risposta
L'iperico l'ho richiesto io, ho la convinzione che il fluoxetine mi abbia cambiato irrimediabilmente, e ho paura che altri farmaci di questo tipo, non un preparato erbale come il Solevita forte che attualmente prendo, possa causare pure esso danni a lungo termine una volta terminata la cura. Per cui, spero mi capiate quando dico che sono un po' riluttante a provare un indeterminato numero di farmaci per "vedere un po'" quale fa piu al caso mio (testuali parole dello psichiatra).
È possibile "annullare" gli effetti indesiderati causati dal fluoxetine quale l'impossibilità di concentrarsi (ancora superiore a porima del trattamento) e le disfunzioni sessuali con altri tipi di farmaci non per forza destinati alle depressioni?

grazie di nuovo,
vi auguro una buona giornata

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il problema è che si sta basando su un suo pensiero, cioè quello degli effetti persistenti, in cui non vedo una logica stringente (cura durata per poco, risalente ad anni fa, patologia che comunque prevede problemi sessuali, e multifattorialità dei problemi sessuali stessi).

I prodotti da utilizzare nella sua cura non dovrebbe deciderli né suggerirli Lei, altrimenti il medico perde la sua funzione. In quanto all'iperico, non so perché lo consideri "a parte", visto che è uno dei tanti disponibili. Nei preparati non farmaceutici non è detto che abbia un senso assumerlo.

Quindi in sostanza cercherei di trattare la distimia, se questa è la diagnosi. Non vedo ragioni per classificare quegli effetti come "collaterali da fluoxetina". Nessuno pensa mai che le malattie come quelle psichiatriche, essendo stati biologici, sono la prima causa di numerose difunzioni, tra le quali quelle sessuali.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 350XXX

Grazie mille per la celere risposta
In effetti quel che dice lei mi è stato ripetuto piu volte sia dal medico di famiglia che dallo psichiatra, il problema è che faccio una gran fatica a decidermi se "arrischiarmi" (vorrete perdonarmi per il termine un po' ingenuo) a provare altri medicamenti e poi magari rimpiangerlo per la vita. Per questo sto facendo numerose ricerche per informarmi sui differenti tipi di farmaci per poter stare un po piu tranquillo. Al momento mi sto interessando del brupopione. E si; lo so che questa medicina fai-da-te è deleteria, ma credo mi possa aiutare a intraprendere un passo avanti.

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"Per questo sto facendo numerose ricerche per informarmi sui differenti tipi di farmaci per poter stare un po piu tranquillo."

Può darsi che abbia l'effetto opposto, anche perché non sa bene cosa cercare, seleziona probabilmente le informazioni più negative e inoltre così non interagisce con il medico in cui dovrebbe riporre la fiducia tecnica e generica.

No, ma la medicina fai-da-te non aiuta a fare passi avanti. Se mai indietro.
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 350XXX

No, a dire il vero ho preso nota degli aspetti positivi, che sembrano predominanti rispetto ad altri tipo di farmaci, che comunque rimangono molto piu prescritti per motivi che non mi son chiari.

Il documento più interessante che ho tra le mani in merito è "Review: Bupropion and SSRI-induced side effects" sul numero di settembre 2008 del journal of psychofarmachology.

--
"The present paper focuses first, on the prevalence of sexual dysfunction, weight gain and emotional detachment during SSRI therapy;
second, on the profile of bupropion for these events;
and third, on the available evidence for the reversal of SSRI-induced side effects by bupropion-addition"
--

Quello che mi preoccupa e che si fa una gran fatica a trovare informazioni riguardanti lo stato percettivo ed emotivo dei pazienti a distanza di anni dalla fine del trattamento, e non credo di suonare provocativo dicendo che molte delle persone che hanno fatto uso di tali farmaci restano un po' "rincitrulliti" a vita. Questo è un rischio che non voglio correre.


[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non capisco su che base si ritiene in grado di interpretare i dati di una review di psicofarmacologia.

Inoltre, anche se Lei fosse uno psichiatra, in presenza di un disturbo tenderebbe a leggere i documenti su problemi che la riguardano con l'occhio del disturbo, non secondo la propria generica, o specifica, competenza tecnica i intelligenza.

C'è apposta il medico per darLe indicazioni in merito. Altrimenti, anziché fare visite, finisce per fare sedute in cui discute le sue impressioni sugli articoli, cosa assolutamente inutile e controproducente di solito.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 350XXX

Caro Dottor Pancini,

Non sono uno psichiatra e non ho particolari conoscenze in merito, cerco dunque di prendere con le pinze quel che leggo e che, non con poco sforzo, riesco parzialmente a comprendere.

La sfiducia che al momento provo verso il mio medico generale ed il mio psichiatra è dovuta al fatto che entrambi attribuiscono le mie disfunzioni sessuali alla patologia. Prima del trattamento con fluoxetine, diagnosticata la distimia e là dove la sofferenza era all apice, non avevo alcun genere di problema di tipo sessuale.

Ora mi ritrovo con problemi di concentrazione, di distacco emotivo e di malfunzionamento sessuale che sono stati lasciati dall uso del fluoxetine; effetti collaterali che vorrei rimouovere senza assumere altri farmaci che rischiano soltanto di aggravare la situazione.

Capisco che dovrei parlarne faccia a faccia col mio medico ed ho intenzione di farlo, ma al momento mi è impossibile trovandomi a Zurigo, dove non conosco ne' un esperto ne' la lingua.

di nuovo grazie per il suo tempo e l' interesse mostrato.
Se dovesse avere tempo, mi piacerebbe discuterne in privato.

cordiali saluti

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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"La sfiducia che al momento provo verso il mio medico generale ed il mio psichiatra è dovuta al fatto che entrambi attribuiscono le mie disfunzioni sessuali alla patologia"

In questo modo Lei fa semplicemente prevalere una sua idea sul giudizio tecnico degli altri, a cui si è rivolto per chiedergli appunto in merito a questo problema.

Così capirà che non ha senso. Ancor meno se poi basa ulteriori deduzioni sulla lettura di questioni tecniche, che può pensare di aver "più o meno" capito. Non è questione di intelligenza, ma di formazione, e di ruolo. Le persone che sono abituate a capire rapidamente purtroppo compiono l'errore di provare a farlo un po' su tutto, ma di fatto tutti noi ci fidiamo dei tecnici (dall'idraulico al commercialista al medico). Questo vale anche per i medici che si fanno curare da altri medici, per i quali a nulla vale la loro preparazione e competenza quando devono fare i pazienti.

Detto questo, se vuole risolvere un problema non metta le mani avanti dicendo con che strumento o con l'esclusione di quale strumento vorrebbe risolverlo, altrimenti mette il carro davanti ai buoi. Questo per seguire un'idea, magari sbagliata, che le medicine e non il disturbo sia la causa di questi suoi sintomi.

"In privato" può contattarmi, nel senso che può contattarmi come studio e posso vedere di fornirle un parere generale. Altrimenti, se intendeva proseguire in privato una conversazione epistolare no, uso appositamente questo spazio nei tempi e nei modi che mi sono possibili.
Dr.Matteo Pacini
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