Utente 598XXX
Salve, vi scrivo in quanto da circa 2,5 mesi su prescrizione del mio medico sto assumendo Cipralex 10 mg 1 volta al giorno, per problemi legati ad ansia e disturbi dell'umore dovuti probabilmente ad un periodo di forte stress e un po' di depressione; anche dovuta ad un fallimento in un rapporto sentimentale. Ora sto decisamente meglio, molte cose sono cambiate nella mia vita quotidiana e sentimentale. Sto vivendo un momento felice, ma avverto la sensazione di un forte calo del desiderio sessuale, oltre a qualche problema di erezione. Ciò mi sta causando problemi con la nuova compagna da cui sono molto attratto, la quale però non comprende a fondo o meglio fatica ad accettare questo tipo di situazione. Onestamente sono anche un po' spaventato dalle conseguenze che ciò protebbe avere nel mio rapporto con lei. Anche perchè ciò non mi è mai successo prima nei confronti di qualcuno a cui tengo molto e per cui provo una forte attrazione fisica. A parte questa cosa, mi sento bene e vorrei interrompere l'assunzione di questo farmaco, per tornare ad essere quello di sempre. In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio molto anticipatamente. Saluti F.

[#1] dopo  
Dr. Vassilis Martiadis

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
16% attualità
20% socialità
NAPOLI (NA)
FORMIA (LT)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2007
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,
il calo di desiderio può essere un effetto della terapia con ssri (tra i quali v'è anche il cipralex). L'interruzione della terapia deve essere sempre concordata con il curante, anche perchè 2,5 mesi sono abbastanza pochi per stabilizzare un risultato terapeutico positivo. Comunque la scelta va ponderata anche in considerazione della possibilità di un passare ad un altro farmaco e verificarne la tollerabilità.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

[#2] dopo  
Dr. Stefano Garbolino

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
0% attualità
20% socialità
TORINO (TO)
TORRE PELLICE (TO)
CARAVINO (TO)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2007
Gentile utente,
il calo di desiderio sessuale può essere uno dei primi sintomi di uno stato depressivo e generalmente, qualora presente, è uno degli ultimi aspetti che, in seguito alla risoluzione della fase depressiva, ritorna a valori precedentemente adeguati. Detto ciò non è dato sapere se questo sia il motivo del suo calo di desiderio, anche se , come quanto già correttamente espresso dal collega, verosimilmente potrebbe essere un effetto collaterale del farmaco stesso.
Le strategie di superamento della collateralità sessuale da farmaci antidepressivi, come il cipralex, sono molteplici e prevedono per esempio un aggiustamento posologico, una sostituzione psicofarmacologica, l'utilizzo di "antidoti" specifici, e via dicendo. Ogni caso è a sè stante e deve essere contestualizzato di volta in volta.
Pertanto, come peraltro già affermato, è opportuna una rivalutazione psicofarmacologica e clinica della problematica.
Cordialmente
Cordialmente
www.stefanogarbolino.com

[#3] dopo  
Dr. Claudio Lorenzetti

24% attività
12% attualità
12% socialità
VIGEVANO (PV)
BIENTINA (PI)
LUCCA (LU)

Rank MI+ 48
Iscritto dal 2006
Gentile Utente,
i farmaci apparteneneti alla categoria del Cipralex (gli SSRI) possono dare degli effetti collaterali nella sfera sessuale. Il più frequente effetto collaterale di questo tipo consiste in un allungamento dei tempi di orgasmo in entrambi i sessi. Talvolta tale allungamento comporta l'impossibilità a raggiungere l'orgasmo stesso (anorgasmia). Un effetto più raro è la riduzione della libido che, nella letteratura specilistica viene riportato più frequente nel sesso femminile. I deficit erettivi non sono invece correlabili a a questo tipo di terapia, sono invece più frequentemente legati al disturbo psichico presente, a difficoltà relazionali o, più raramente, a problemi di ordine fisico (andrologico/urologico). Esistono delle startegie terapeutiche per far fronte ai problemi legati al deficit di orgasmo, come hanno già accennato i colleghi, che possono riguardare la riduzione della osologia, la messa in atto di associazione farmacologiche o il cambio del trattamento.
Cordialmente.
Dr. Claudio Lorenzetti