Utente 171XXX
Salve,
provo a riportare la mia storia in poche parole, premetto che sono sempre stato un ragazzo ansioso, ma fino al 2006 non ho mai avuto nessun sintomo o "patologia" che non mi permettesse di vivere una vita serena.

Circa 8 anni fa (fine 2007) ho sofferto, dopo un periodo di forte stress (problemi economici, la ragazza con la quale dovevo sposarmi mi ha lasciato), di attacchi di panico e Agorafobia curati con sereupin e anseren.
Sono stato bene, anche se si presentavano periodi di ansia, e dopo circa 2 anni ho smesso la terapia. Nel frattempo mi sono rifidanzato.
A metà del 2010 l'ansia è tornata a farmi visita e avvertivo un senso di oppressione interna, ho iniziato una cura per pochi mesi con entact ma senza nessun beneficio, e cosi ho smesso quasi subito.
Ho lasciato la mia ragazza, anche se poi siamo sempre stati uniti creando una sorta di rapporto "malato", nel senso che non stavamo insieme e nessuno dei 2 riusciva a farsi una vita. Tutt'oggi soffro di sensi di colpa per questa ragazza in quanto a causa dei miei comportamenti lei ha sofferto molto.
La vita poi è proseguita abbastanza bene dove l'ansia si presentava somatizzando a livello fisico (stomaco, intestino).
In questi ultimi periodi (dal 2011 ad oggi), ci sono dei momenti in cui mi sento "depresso", "derealizzato" e alterno momenti di ansia, senza aver più avuto un attacco di panico. Ho riprovato una cura con cipralex e xanax ma hanno solo aumentato la sensazione di derealizzazione.

Sono stato da 2 psicoterapeutici, di cui uno mi conosce bene. Il primo dice che soffro di una forma lieve di depressione, mentre un'altra, dopo un consulto mi ha detto che soffro di un leggero disturbo bipolare, data l'alternanza di stati ansiosi e depressivi (che sono relativamente pochi a mio parere). Essendo ipocondriaco mi sto fissando su questa cosa, e sinceramente la paura la fa da padrona.

Pensavo che per essere bipolari bisognasse aver avuto delle situazioni di mania, cosa che non ho mai avuto....

A questo punto vi chiede se è possibile che io possa soffrire di questa forma di disturbo bipolare?

Grazie in anticipo.

Saluti.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non è chiaro esattamente quale sia il problema. Ha ricevuto due diagnosi più o meno equivalenti pare, e quindi si è fissato sulla seconda perché secondo lei cosa vorrebbe dire di preoccupante ? Altrimenti non si capisce. In altre parole, quello di cui soffre lo sa, e il fatto che sia chiamato in un modo o in un altro (a parte la scelta delle cure, questo sì) perché dovrebbe cambiare la preoccupazione ?
Le viene da preoccuparsi del "lieve disturbo bipolare", ok, e perché non è ugualmente preoccupante per lei una "lieve depressione" ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 171XXX

Buongiorno,
la ringrazio per la risposta.
Il problema è che ho "paura" del distrubo bipolare, e non vorrei, dato che sono ipocondriaco, fissarmi sul disturbo e farlo mio.
Considerando il fatto che sono molto frequenti questi stati di ansia e confusione e molto meno i periodi di lieve depressione (che secondo me, ma è un mio parere personale, essendomi "studiato" molto, sono dovuti al fatto che non riesco più a vivere serenamente) non penso di avere un disturbo pibolare, che è considerato uno dei disturbi più gravi.
Ho provato a curarmi con dei farmaci, ma gli ultimi tentativi sono andati male (entact, cipralex), l'unico che ha funzionato è stato il remeron che avevo un effetto buono sul sonno (dato che ho sofferto per dei periodi di insonnia).

Spero di aver risposto ai suoi dubbi.

Grazie.

Saluti.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ho capito che ne ha paura, ma appunto perché allora non ha paura della depressione ad esempio ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 171XXX

Diciamo che ho paura anche di quella, ma quella si può curare e debellare (credo), mentre per il disturbo bipolare a quanto ne so non c'e guarigione....

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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L'ipocondria non può che produrre queste "creazioni" assolutamente fantastiche. Come le dicevo, potrebbe dire la stessa cosa di qualsiasi malattia, da ipocondriaco.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 171XXX

Grazie per la risposta.
Potrebbe essere, non escludo nulla, ma il mio "problema" è riuscire a capire cosa ho....

Forse sto vivendo una vita che non mi appartiene, e vorrei altro.... ma è difficile cambiare ciò che si ha....

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Capire che cosa si ha può diventare una domanda fine a se stessa. Cosa ha in termini di sintomi è lei il primo ha saperlo. Cosa le manca di sapere ? In cosa consiste come meccanismo di fondo ? Come evolve ? Se evolve ?
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 171XXX

Grazie per le sue risposte,

comunque mi manca di sapere qual'e, e se cosi fosse, che patologia potrei avere, perchè individuata la causa è possibile trovare una soluzione.

Ovviamente soffrire di un raffreddore è un conto, soffrire di una polmonite è un altro.

Grazie

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ha avuto due diagnosi, direi equivalenti, nel senso che possono essere due modi per indicare la stessa cosa che è stata osservata.
Quello che cambia tra bipolare e depressione è la scelta della medicina, non il tipo di paragone tra raffreddore e polmonite, se mai tra polmonite allergica e polmonite batterica, mi spiego ? O raffreddore virale e allergia nasale ?. Si tratta di una differenza in termini di meccanismi e quindi di strumenti.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 171XXX

Grazie per le sue risposte.
Prenderò appuntamento con un terzo terapeuta, e vedrò il da farsi.
Intanto la ringrazio, e spero comunque di farcela "da solo" senza l'uso di farmaci, e magari con una buona psicoterapia.
Grazie

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le terapie non si dividono in farmaci e psicoterapie. Si dividono in utili e non utili, in base alla diagnosi e all'indicazione rispetto a questa diagnosi.
Se uno fa una psicoterapia non ce la fa da solo. Farcela da solo non è un titolo di merito. Non conosco malati che ce la facciano da soli, se uno è malato o lo è abbastanza poco da poter tollerare, o lo è abbastanza da chiedere di esser curato. Poi, che le cure funzionino e quale sia il problema è una questione tecnica che viene dopo.

Lei ha già dei terapeuti di riferimento, ha già seguito delle cure, potrebbe semplicemente limitarsi a chiedere a chi già la conosce se le indica una cura alternativa a quelle già provate senza risultato.
Dr.Matteo Pacini
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