Utente 406XXX
Salve, vi ho scritto altre volte al riguardo dei miei problemi con l'HCV. A quanto pare, comunque, il mio problema principale non sta tanto nella positività in sé (faccio regolarmente esami del fegato e risultano sempre tutti perfetti, come la mia ultima ecografia addominale che non ha evidenziato assolutamente nulla, come anche il Fibroscan, che allo stesso modo ha dato risultati addirittura sotto la media delle fibrosi), ma negli effetti depressivi che questa mi genera nei rapporti col sesso opposto. Mi spiego meglio : risulta continuamente molto difficile per me riuscire a spiegare che la positività non si trasmette assolutamente, che posso essere considerato una persona normale e non un appestato e che non è necessario sempre essere messo da parte. Tutte le volte che mi viene messa in faccia la mia condizione (e avviene più spesso di quanto si creda) io vado in depressione, quando resto da solo e rifletto su ciò che mi è stato detto (e cioè, riassumendo, che con me un rapporto sentimentale non può diventare stabile a causa dell'HCV), mi viene da piangere e ritorno a vedere tutto nero. In definitiva, sento di essere in uno stato instabile da cui da un momento all'altro posso cadere nella depressione, grazie ai commenti poco felici (per usare un eufemismo) che mi sento dire a causa dei miei problemi. Le stesse cose si ripetono costantemente da più di 10 anni, e anche per questo non ho mai potuto avere una relazione stabile e costante. Non ho trovato molte soluzioni, se non limitare comunque i rapporti con l'altro sesso per evitare commenti e conseguente depressione, evitare di parlare dell'HCV, come anche fare psicoterapia per più di un anno, con pochi risultati. Devo per forza continuare per sempre a prendere antidepressivi ? Ma siamo sicuri, comunque, che sentirsi esclusi per questo motivo sia un problema proprio mio e che quindi sia io che devo curarlo ? E' eccessivo mettersi a piangere per certe offese, è sintomo di depressione oppure è un eccesso di cattiveria incredibile da parte di chi mi esclude senza altri motivi ? Devo interrompere immediatamente i rapporti con chi mi parla così (come mi consigliava tra le righe il mio ultimo psicoterapeuta) oppure cosa fare ? Ho comunque un continuo odio e risentimento per questo trattamento riservatomi, raramente mi sento sereno perché ripensando al mio passato e a tutto quello che ho sentito e visto per la mia positività non posso fare a meno di avere pensieri estremamente negativi : sono condannato, per una malattia che io non ho voluto per niente, ad essere scartato e a odiare per sempre ? Vi ringrazio per l'attenzione e vi porgo cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

credo di non aver compreso bene la sua domanda.
Se vuole sapere da noi quale sara' il suo destino, ovviamente non possiamo saperlo.
Per favore riformuli cio' che in questo momento a me pare incomprensibile.
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[#2] dopo  
Utente 406XXX

Intendevo sapere se secondo voi psichiatri è il caso che continui ad evitare i rapporti con l'altro sesso, a limitarli oppure se dovrei, secondo voi, proseguire nella psicoterapia o con gli antidepressivi : come dicevo, ho già fatto psicoterapia senza molti risultati; inoltre gli antidepressivi aggiungono problemi al fegato che già ci sono. Grazie per la risposta.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento con alcuni farmaci antidepressivi puo' essere preso in considerazione in virtu' del funzionamento del suo fegato eventualmente scegliendo un farmaco con poco impatto sula funzione epatica.
Il trattamento psicoterapeutico ha una certa valenza su questo tipo di scelte in modo da poter comprendere meglio quali sono le maggiori problematiche relative al suo stato di evitamento.

Secondo noi, purtroppo non e' possibile rispondere in modo esaustivo in quanto non la conosciamo direttamente e cio' e' il limite di questo tipo di comunicazione.

Credo che sia opportuno rivalutare la sua condizione con un medico che possa aiutarla a comprendere anche quali sono i suoi obiettivi principali e le modalita' di perseguimento di questi.
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