Agitazione notturna demenza senile vascolare e degenerativa

Gentili Dottori, vi contatto per mia madre di 85 anni, per un parere sulla possibilità di cambiare il farmaco che assume con la terapia per la demenza per la quale è in cura da circa 5 anni dalla neurologa dell'ospedale.
La terapia per la demenza che sta assumendo oggi, è pressoché invariata dall'inizio della cura ed è in aggiunta ai farmaci che in precedenza le sono stati prescritti dallo psichiatra per una forte depressione scambiata per "demenza" nel 1998, quando è stata ricoverata per una lieve ischemia cerebrale e in ospedale ha avuto le prime allucinazioni ed uno stato confusionale grave.
La terapia psichiatrica è: mattino Cytalopram 40 mg. , Lyrica 150 mg. , Plactidil;
al pomeriggio (ore 18,00) Lyrica 150, Seroquel 25 mg; alla sera (ore 20,00) Tavor da 1mg. una compressa e mezza; in aggiunta per la demenza prende dopo il pranzo Donepezil 10 mg al quale da agosto u.s è stato dato Ezemantis con metà dosaggio 10 mg.per l'aggravarsi della malattia. Già da circa due mesi durante la notte si sveglia più volte in uno stato di agitazione tanto che è caduta dal letto fratturandosi l'omero, per cui siamo ricorsi ad installare al letto le protezioni, e metterle il pannolone, cose che non gradisce ma necessarie. Vive con lei dal peggioramento una nuova badante che però dice piacerle e che ritengo essere affidabile, non capisco se sia il Tavor a non essere più efficace o se il dosaggio è troppo basso oppure se non sia il caso ti tentare un nuovo farmaco.
Vi ringrazio anticipatamente e saluto cordialmente.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 35k 843 50
Deve discutere con la curante l'eventuale possibilità di variazione.

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