Utente 852XXX
Buongiorno,
mi chiamo Grazia e sono disperata.
Da circa quattro anni soffro di attacchi di panico e per calmarmi sono costretta ad andare in ospedale.
Tutto inizia quando avverto disturbi gastrointestinali(premetto di aver fatto tuuti gli accertsamneti con risultati negativi), un senso di calore mi assale, inizia un forte tremore e insistenti conati di vomito( tipo un vomito isterico),e perdita della sensibilità dei piedi e delle mani.
Ormai la mia vita è cambiata!
Negli ultimi due anni sono stata curata con il parmodalin, la cura è andata bene, ma quando abbiamo iniziato a diminuire il dosaggio, le crisi sono ricominciate frequentemente.
L'ultima volta in ospedale ho incontrato una psichiatra che mi ha proposto di abbandonare il parmodalin perchè troppo forte e di sostituirlo con il Sereupim associando delle sedute settimanali di psicoterapia.
Aggiungo che sono ipotiroidea e sto effettuando alcuni analisi per stabilire il giusto dosaggio dell'eutirox.
Premetto anche che sono giovane, 27 anni, e mi preme smettere al più presto l'assunzione di farmaci per poter ricominciare a vivere normalmente e a pensare a un futuro figlio.
Il mio dilemma e quindi chiedo: devo continuare con il parmodalin o ascoltare la terapia della psichiatra?
Il sereupim è un buon farmaco, meglio del parmodalin?( che mi ha fatto stare bene fino a quando non ho iniziato a ridurlo)
Aspetto una vostra risposta.
Grazie

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

il trattamento e' sempre una scelta che viene fatta da un medico che la visita direttamente.
Se ha ottenuto benefici con un trattamento potrebbe non avere senso cambiarlo, come e' anche vero che puo' stabilire di scegliere un curante dal quale farsi visitare che potra' instaurare un trattamento differente che potrebbe conciliare anche le sue esigenze.

Certamente, il trattamento farmacologico attualmente e' fondamentale ed a questo potra' decidere di associare un trattamento di tipo psicoterapeutico in condizioni di eleggibilita'.

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[#2]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Il trattamento del DAP vede come prima scelta farmacologica gli ssri (tra cui il sereupin). Il parmodalin è un associazione di un antidepressivo triciclico e un neurolettico, non è di prima scelta nel trattamento del suo disturbo, ma trova indicazione nelle forme di depressione grave e resistente. Lei non specifica da chi è stato prescritto il parmodalin e per quale indicazione. Ad ogni modo la scelta della terapia va concordata con lo specialista di fiducia.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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[#3] dopo  
Utente 852XXX

Gentile dottoressa Martiadis,la ringrazio per avermi risposto,e rispondo alla sua domanda dicendole che il parmodalin mi è stato prescritto dal neurologo a cui in un primo momento mi sono rivolta per i miei attacchi di panico.La cura è andata abbastanza bene, gli attacchi sono diminuiti per circa un anno cioè fino a quando non prendevo una compressa e mezza al giorno,il neurologo ha deciso, visti anche i risultati positivi sul mio stato d'animo, di iniziare a diminuire il dosaggio cosi via,via,sono arrivata a prandere mezza compressa un giorno si e uno no.Risultato?gli attacchi si sono ripresentati più duri e frequenti.Ecco perchè ora non so se ascoltare il neurologo il quale sostiene che il sereupin non darà nessun risultato o la psichiatra la quale sostiene il contrario aggiungendo che il parmodalin è troppo forte ed oltretutto lo ritiene un farmaco vecchio.Comunque con lei ho già iniziato delle sedute di psicoterapia.Io vorrei sapere anche qualche notizia in più su questi 2 farmaci e quale dei due è meno nocivo,anche perchè vorrei poter un giono farne a meno.Grazie

[#4] dopo  
Utente 852XXX

Gentile dottoressa Martiadis,la ringrazio per avermi risposto,e rispondo alla sua domanda dicendole che il parmodalin mi è stato prescritto dal neurologo a cui in un primo momento mi sono rivolta per i miei attacchi di panico.La cura è andata abbastanza bene, gli attacchi sono diminuiti per circa un anno cioè fino a quando non prendevo una compressa e mezza al giorno,il neurologo ha deciso, visti anche i risultati positivi sul mio stato d'animo, di iniziare a diminuire il dosaggio cosi via,via,sono arrivata a prandere mezza compressa un giorno si e uno no.Risultato?gli attacchi si sono ripresentati più duri e frequenti.Ecco perchè ora non so se ascoltare il neurologo il quale sostiene che il sereupin non darà nessun risultato o la psichiatra la quale sostiene il contrario aggiungendo che il parmodalin è troppo forte ed oltretutto lo ritiene un farmaco vecchio.Comunque con lei ho già iniziato delle sedute di psicoterapia.Io vorrei sapere anche qualche notizia in più su questi 2 farmaci e quale dei due è meno nocivo,anche perchè vorrei poter un giono farne a meno.Grazie

[#5]  
Dr. Vassilis Martiadis

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Cara signora,
non esistono farmaci nocivi. Esistono farmaci con diversi profili di tollerabilità. La scelta di un farmaco dovrebbe, a mio parere seguire le linee guida internazionali per il disturbo diagnosticato, l'efficacia e la tollerabilità dimostrate nel singolo paziente. Ripeto, la mia personale opinione è che non avrei usato in prima battuta il parmodalin. Che lei abbia avuto effetti positivi poi terminati non significa necessariamente che non debba avere effetti dal sereupin. Lei deve scegliere a chi affidarsi.
cordiali saluti
P.s. Sono dottore e non dottoressa :-)
Dott. Vassilis Martiadis
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[#6]  
Dr. Vito Fabio Paternò

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Gentile signora,
se può esserle d'aiuto nella sua scelta, anche io concordo pienamente con il Dott. Martiadis.
Cordialmente
Dott. Vito Fabio Paternò

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[#7] dopo  
Utente 852XXX

Vi ringrazio per le vostre risposte e mi scuso con il dottor Martiadis per averlo scambiato per una dottoressa...Ora la mia psichiatra sta tentando di togliere gradualmente il Parmodalin,mi ha prescritto il Tavor oro da prendere al bisogno, il Control, la mattina, mezza compressa, e la sera una intera.Inoltre per i miei disturbi gastro-intestinali il lansox (15mg)e il Levopraid (25mg)da prendere sempre in mattinata.A tutto questo abbiamo aggiunto 2 sedute alla settimana di psicoterapia.Voi cosa ne pensate?grazie

[#8]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

ha ottenuto una prescrizione prevalentemente di benzodiazepine.

Credo che il suo psichiatra stia arrancando qualcosa perche' non ha ben capito la situazione.
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[#9]  
Dr. Vassilis Martiadis

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continua ad essere assente il fondamento della terapia dei dsturbi d'ansia, e cioè un antidepressivo (prima scelta gli ssri). Forse la collega intende pria eliminare gradualmente il parmodalin per inserire poi un altro farmaco.
Cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
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[#10]  
85701

Cancellato nel 2013
anche io ritengo che verosimilmente l'attuale terapia impostata sia un tentativo della curante di effettuare uno scalare della precedente, magari non incorrendo in collateralità gastroenteriche da SSRI, che rimangono peraltro la prima scelta. Oppure una fase di "attesa" rispetto al percorso psicoterapico pur non essendo esplicitato a quale indirizzo (il che potrebbe essere utile sapere se riferito al DAP)
Cordiali Saluti

[#11] dopo  
Utente 852XXX

Gentili medici che mi avete risposto,per prima cosa vi ringrazio per le vostre risposte,poi volevo spiegare cio che la mia dottoressa intende fare.Per prima cosa eliminare il Parmodalin il che è già difficoltoso visto i disturbi che mi sta dando,ossia un'ansia persistente,poi vorrebbe aumentare il dosaggio del Levopraid che lei sostiene agire sia sui miei disturbi gastrointerici (dovuti sempre dall'ansia,visto che abbiamo escluso con vari esami problemi di tipo organico)sia sull'umore.Poi in base a come mi sentirò penserà ad aggiungere lo Xanax(credo si chiami cosi')o se sarà proprio neccessario il Sereupin.Per il momento va un pochino meglio, l'ansia la sto controllando con il Control anche se in certi momenti si fà sentire piu' forte.Ma l'umore è migliorato tenendo conto anche che sono appena 4 giorni di terapia e oggi è anche il primo giorno che riesco a mangiare senza quel senso di nausea fastidioso.un saluto

[#12]  
Dr. Vassilis Martiadis

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il levopraid non agisce sull'umore. Lei sta diminuendo una terapia che contiene comunque un antidepressivo (anche se non di prima scelta)per andare verso una terapia che non ne contiene affatto.
cordiali saluti
Dott. Vassilis Martiadis
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