Utente 435XXX
Salve,

innanzitutto vorrei ringraziarvi per il fantastico servizio che offrite gratuitamente, per il duro lavoro e l'impegno che richiede la vostra professione.

Cerchero' di esporvi il piu' brevemente possibile il mio quesito:

l'8 Maggio 2016 - giorno del mio 24esimo - mi e' stato diagnosticato, in seguito ad una caduta, un Trauma Cranico Lieve.

Sfortunatamente il contatto nella zona occipitale/parietale e' avvenuto con l'asfalto ed, essendo in quel momento sotto effetto di alcohol e cannabis (di cui ho molto raramente fatto uso) non mi e' stato possibile stabilire se la (presunta) perdita di coscienza sia stata causata dalla caduta o dal mix di sostanze. Oltretutto in quel momento nessuno era con me per potermi poi riferire fedelmente l'accaduto e sono stato soccorso da dei passanti ai quali ricordo di aver comunicato correttamente la mia identita' e la data ma senza sapere dove mi trovavo.

Il giorno seguente, sentendomi stordito e incredibilmente stanco, mi sono recato in ospedale ed ho iniziato una lunga serie di visite e test (specialmente dopo la comparsa di acufene - senza perdita di udito - tre settimane dopo) tra le quali:

Visita Neurologica - buon aspetto geneale, cosciente e orientato, pareti craniali normali, pupille IC e NR, nessun segno di focalita' motoria, sensitiva o cerebrale

TAC - negativa

Risonanza magnetica - senza evidenza di lesioni intracraniali ma con segni di disidratazione discale con minimo 'abombamiento diffuso' c3-c4, c4-c5 e c5-c6 con rettificazione della colonna cervicale senza ripercussione radicolare ne' sopra il condotto spinale (il test e' stato condotto in spagna in quanto ero li' per studi)

EEG - presenza di qualche artefatto, ritmo di fondo a 8-10 c/sec, di medio ampio voltaggio, regolare, stabile, reagente agli stimoli sensoriali, frammisto a sequenze rapide. In condizioni di base e durante l'iperventilazione si registra la presenza di alcuni rallentamenti theta (5-7 c/sec) diffusi. La stimolazione luminosa intermittente non modifica il tracciato. Conclusioni: Tracciato normale.

In seguito alla permanenza dei sintomi - che sono, tra l'altro, molto difficili da descrivere, direi che mi sento 'strano', come se avessi sempre bevuto un bicchiere di vino a stomaco vuoto - sono stato visitato da uno specialista psichiatra che mi ha consigliato di iniziare un percorso di psicoterapia (che ho intrapreso da Novembre) dati i sintomi di derealizzazione/depersonalizzazione.

Tutti gli specialisti hanno concordato sulla mancanza di dati positivi nei test ma la mia preoccupazione ed ansia continuano a persistere, specialmente riguardo i risultati dell'EEG e dal fatto che semplicemente 'non mi sento tranquillo e sereno' come prima.

Possibile che questo stato di stress sia cosi' elevato da essere la causa dei sintomi E l'insieme di sintomi stessi?

Riguardo i risultati dell'EEG, sapreste darmi delle delucidazioni?


Grazie ancora per il vostro supporto,

Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Le indicazioni ricevute, di farsi inquadrare e trattare psichiatricamente, sono giuste. Ha fatto degli accertamenti, probabilmente anche quelli per uno stato di preoccupazione, e adesso è preoccupato lo stesso. La preoccupazione adesso si rivolge all'esito negativo. Il sintomo evidente è la preoccupazione, il resto, compreso il senso di stordimento, che di per sé è soggettivo, è definito insieme alla preoccupazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 435XXX

Grazie per la pronta risposta Dr. Pacini,

mi chiedevo a questo punto se gli esiti dell'EEG siano utili nella diagnosi di una patologia e, di conseguenza, l'essermi rivolto a uno specialista neurologo/psicoanalista per il percorso terapeutico (come suggerito primariamente dallo specialista psichiatra) sia giusto o se sia meglio rivolgermi nuovamente a uno specialista psichiatra.

Grazie ancora,

Cordiali Saluti

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Gli esami sono stati già fatti e valutati, ora rimane Lei con una preoccupazione, che gira a vuoto su tutto, dal generico allo specifico: cioè dal porsi il problema se una frase su un referto, ripescata a piacere, sia indicativa di qualcosa; al porsi invece la questione se "valga la pena o no" di fare le visite e i trattamenti prescritti.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 435XXX

Grazie della risposta Dr. Pacini,

Naturalmente vale la pena di fare le visite e i trattamenti consigliati dal collega psichiatra ma mi chiedevo se il rivolgermi a un neurologo/psicoanalista (come ho fatto dallo scorso Novembre) fosse la cosa giusta o se il percorso di psicoterapia ricadesse sotto l'ambito psichiatrico.

Inoltre, non sapendo personalmente distinguere una eccessiva preoccupazione e accumulo di stress da una patologia psichiatrica volevo semplicemente trovare dati oggettivi per avere una risposta.

Cordiali Saluti

[#5]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

I dati oggettivi sono il suo comportamento riguardo al suo stato di salute, l'effetto degli esiti negativi (neutro, la preoccupazione riparte e si applica a quelli), il carattere specifico rispetto a eventuali sintomi e la loro genericità.
Peraltro, è frequente che dopo incidenti vari di percorso in chi si è esposto a sostanze eccitanti ci siano momenti di ipocondria.
Quindi proceda intanto con una valutaizone psichiatrica (penso che la dicitura psicoterpia fosse un modo per dire di andarsi a far visitare, nessuno può aver ancora stabilito di che cosa ha bisogno e in particolare che sia una psicoterapia).
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 435XXX

Grazie della risposta Dr. Pacini,

Mi e' stato consigliato di rivolgermi a uno specialista per iniziare un percorso di psicoterapia proprio dallo specialista psichiatra dopo diverse consulenze (che spaziano dallo scorso Agosto ad Ottobre) e, quella che credevo infine fosse, una valutazione psichiatrica dato che mi venne proposto l'utilizzo di alprazolam o lorazepam nel caso in cui l'ansia fosse stata ingestibile.

Mi chiedo allora se mi sia mosso nel modo giusto o se, preso per l'appunto da ansia e preoccupazione, abbia sprecato tempo e denaro invano.

Cordiali Saluti

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Quindi l'ansia o si cura con un ansiolitico o con una psicoterapia ? No, ci sono altri modi.
Uno psichiatra a cui si rivolge in genere la vuole prima visitare e poi decide cosa si fa.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 435XXX

Grazie ancora per la risposta Dr. Pacini,

devo quindi dedurre che gli incontri con lo psichiatra non siano stati necessariamente visite e/o valutazioni?

Non mi fraintenda, non ritengo assolutamente di sapere come curare l'ansia ma ansiolitici e terapia sono le uniche due vie che mi sono state suggerite dal vostro collega.

Quindi lei consiglierebbe un'ulteriore valutazione psichiatrica?

Cordiali saluti e grazie della disponibilita'.

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Non so in cosa siano consistiti, non posso saperlo. Cioè più colloqui per stabilire alla fine che aveva bisogno di una psicoterapia (di quale tipo ?).
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 435XXX

Gentile Dr. Pacini,

il primo incontro con lo psichiatra e' stato un semplice colloquio dove ho esposto gli avvenimenti, i test effettuati e le mie preoccupazioni in maniera approfondita. Non sono stati condotti test di alcun tipo ma mi venne richiesto l'EEG di cui sopra e richiesto se gli episodi ansiosi fossero tali da richiedere ansiolitici.

I seguenti incontri sono stati di ulteriore approfondimento dei miei trascorsi e di lettura dell'EEG (durante il secondo colloquio) alla fine dei quali mi e' stata proposta (porto quanto scritto dal collega stesso) 'un'ulteriore valutazione clinica oppure un invio al servizio Colpo D'Ala per un eventuale percorso psicoterapeutico'.

Rispettando la Vostra professione e non sapendo in cosa dovrebbe consistere una valutazione psichiatrica non mi sono azzardato a sentenziare se i colloqui fossero stati condotti con mancanza di zelo o meno e mi sono dunque rivolto allo specialista neurologo/psicoanalista.

Grazie ancora del vostro supporto.

[#11]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

In una visita si mira a definire una diagnosi, e da qui si passa alla proposta terapia.
Qui la diagnosi non è chiara, o comunque non è stata a Lei comunicata.
La terapia consisterebbe in una psicoterapia, ma di quale tipo ? Psicanalista lo dice in quanto è stato indicato che debba essere psicanalisi, o come sinonimo di psicoterapia ? E perché neurologo e non psichiatra ? Perché non lo psichiatra stesso che l'ha visitata ?
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 435XXX

Gentile Dr. Pacini,

non avendo trovato che i test fossero indicativi di alcuna patologia lo specialista psichiatra si baso' su quanto da me riferito per diagnosticare quelli che da lui sono stati definiti come episodi di derealizzazione/depersonalizzazione ed ansia, riconducibili a stress post traumatico.

Non mi venne precisato se dovesse essere psicoanalisi o psicoterapia, anzi, i termini vennero usati in modo intercambiabile dallo specialista stesso che mi consiglio' il servizio di assistenza psicologica Colpo D'Ala.

Ritenendo che per intraprendere un tale percorso ci debba essere una base di fiducia con lo specialista decisi di rivolgermi ad un psicoanalista-neurologo privato di fiducia.

Lei ritiene che si debba fare piu' chiarezza dal punto di vista psichiatrico?

Cordiali Saluti

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Qui di chiaro non c'è molto.
Deve fare una cura psichiatrica, non si sa perché di tipo psicoterapico (anche perché non specificato, quindi è come dire: vada da un medico a prendere un medicinale, così, in generale).
Alla fine si rivolge ad un neurologo psicanalista (non è chiaro neanche se psicanalista).
Una diagnosi non si fa per esclusione rispetto ai test, se mai appunto visitando la persona, e poi per esclusione di ipotesi definite, non di "patologie" in generale (che non significa nulla).

" episodi di derealizzazione/depersonalizzazione ed ansia, riconducibili a stress post traumatico. "

Quindi ha un disturbo da stress post-traumatico ? E il trauma quale sarebbe ? Mica staremo parlando del trauma cranico ?
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 435XXX

Gentile Dr. Pacini,

Di chiaro potrà non esserci molto ma Lei di certo non sta migliorando la situazione dato che invece di rispondere alle mie domande me ne rivolge altrettante, arrivando addirittura a questionare se il neurologo a cui mi sono rivolto sia effettivamente anche psicoanalista e dubitando della mia capacità (e del suo collega psichiatra) di differenziare un trauma fisico da uno emotivo - in questo caso concatenati dato che non ho memoria degli avvenimenti dopo aver fatto uso di sostanze e non ho nessuno che mi sappia dire come sono tornato a casa attraversando mezza città in un altro paese.

Questo servizio è gratuito, ma se il fine del servizio stesso è consigliare di rivolgersi nuovamente ad uno specialista invece di fornire un ulteriore parere (per quanto capisco sia impossibile fornire certezze attraverso un forum online) sono io che a questo punto dubito del motivo di esistenza di tale sito internet.

Le ho detto di non sapere in che cosa consista una visita psichiatrica, di non sapere se le parole psicoanalisi e psicoterapia possano essere usate come sinonimi e, inizialmente, di non sapere cosa significassero i risultati dell'EEG e lei continua a soffermarsi sull'utilizzo della terminologia (senza peraltro fornire delucidazioni).

Adesso se lei è così gentile da dirmi le varie ipotesi che uno psichiatra dovrebbe considerare davanti ad un quadro come quello da me fornito nel primo post (e badi bene che non le sto chiedendo di dirmi che cosa ho e che cosa devo fare con certezza assoluta) sarò ben lieto di ascoltarla, altrimenti la saluto e la ringrazio e nuovamente per il suo tempo.

Cordiali saluti

[#15]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,





Non ha risposto alla domanda: si parla di post-traumatico, rispetto a quale trauma ?

Io vedo solo una serie di sintomi che non compongono una diagnosi chiara, e una indicazione terapeutica vaga ma allo stesso già orientata (psicoterapia).

Uno psichiatra visita e fa diagnosi, come qualsiasi medico. Le ipotesi le fa sulla base delle informazioni che ha e di quello che vede e constata.

Io non sono qui per migliorare nulla. Quello che si poteva dire è stato detto. Se non intravedo una logica precisa nel percorso diagnostico glielo dico. Se non gradisce la risposta non so cosa farci.Visto che non lo ritiene utile, chiudiamo qui il consulto.
Dr.Matteo Pacini
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