Utente 466XXX
Salve,soffro di disfagia (penso orofaringea) ormai da 5 anni. ho eseguito vari esami: gastroscopia, esame radiografico con bario da bere per la motilità esofagea, esame neurologico, tac con contrasto, valutazioni fisiatriche, controlli tiroide, valutazioni per sospetto di acalasia o gozzo sommerso. Cura prolungata con psicoterapeuta e terapia farmacologica. Nessuno dei controlli sopra citati ha prodotto risultati , cioè ogni specialista ha escluso la disfagia come sintomo di malattie degenerative o danni neurologici. La disfagia è per solidi, ma non è costante. Riesco a mangiare dopo aver dormito, per almeno 45 minuti,il problema peggiora la sera, è impossibile cenare, riesco solo a bere. Ho eliminato molti alimenti per la loro consistenza, carne, frutta filamentosa, riso, e altri ancora. Se dormo bene, riesco a mangiare, ma non tutti gli alimenti e comunque in piccole quantità. Ho iniziato a soffrire di questo disturbo a pochi mesi da un grave lutto familiare. Il problema si è presentato a seguito di un attacco di panico, come una sorta di paralisi. Per i primi 20 giorni ho introdotto solo bevande proteiche .
Non ho mai degluitito pastiglie in vita mia, neppure le più piccole. Sono molto fobica per tutto ciò che riguarda la mancanza di respiro, il soffocamento, anche di terze persone .Negli ultimi 5 anni l'alimentazione è diventato problema di salute, sociale e psicologico perché ha cambiato radicalmente le mie abitudini. Chiaramente mi alimento in modo scorretto , perché ho necessità di "approfittare" del momento in cui posso mangiare e la scelta dei cibi è data dalla facilità e non dai gusti. Mastico regolarmente, desidero deglutire ma è come se mancasse quel passaggio inconscio tra bocca ed esofago. Non è servito rilassarsi o ricorrere a calmanti. La nota dolente in più è che non ho mai perso l'appetito, il desiderio di un buon pasto, di un cibo preferito , di mangiare normalmente insomma. A volte prendo gocce di en per leggeri stati ansiosi, sono una fumatrice, non soffro di particolari allergie o altre patologie. Ho avuto in assato episodi di reflusso.Vi ringrazio se vorrete darmi un parere, sulla strada da intraprendere.

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Se hanno escluso la disfagia. perché parla di disfagia ? Lei dice di avere paura di deglutire, e di soffrire di panico.
Curi il panico, per fortuna le medicine antipanico esistono anche in forma liquida. Non si tratta di ansiolitici, ma di altri tipi di medicinali, per inciso.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 466XXX

Salve, grazie per la gentile e veloce risposta. Il panico è stato un episodio isolato , non si è ripresentato. Ciò che è stato escluso dai vari specialisti, è una serie di malattie come sla, acalasia, danni neurologici etc. Ma la disfagia c'è, la difficoltà nel mangiare è un problema quotidiano, che varia nei momenti della giornata. Ma non subentra ansia nel momento del pasto, semplicemente non si crea il meccanismo automatico della deglutizione. Non ho dolore, tosse o fastidio. È come se mancasse un passaggio. Ho fatto una cura con vari medicinali per più di un anno, prescritti dallo psicoterapeuta, ma questo problema specifico non l'ho mai risolto. Valuto la possibilità di rivolgermi ad un centro per disturbi alimentari, ma pare che curino solo anoressia o bulimia e io non ho assolutamente questo tipo di patologia. Grazie ancora

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Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Ha timore di deglutire, quindi come può la deglutizione essere spontanea ? Anche se di fatto quando mangia lo è, per quanto l'atto sia reso complicato da questo timore e controllo che cerca di esercitare.

I disturbi alimentari sono una cosa diversa. Qui Lei esprime un timore di soffocare deglutendo, il che le condiziona questo atto altrimenti automatico.

Come dicevo, si rivolga ad uno psichiatra che può curare questo disturbo (la fobia di deglutire).
Dr.Matteo Pacini
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