Utente 553XXX
Salve a tutti, io sono un ragazzo di 19 anni;
Da diversi anni ho degli evidenti problemi di socializzazione e di interazione con i miei coetanei, che, pur essendo andati incontro a decisivi miglioramenti negli ultimi anni, continuano ad esserci tuttora, e costituiscono per me una causa di emarginazione, che conseguentemente porta a depressione e sbalzi d'umore, per non parlare di altro.
Onde evitare lunghe digressioni sulla mia storia, che è un punto di riferimento molto importante per comprendere le mie problematiche, mi limiterò a farne alcuni cenni: io, fino all'inizio del quinquennio liceale ( classico ), non ho avuto alcun tipo di esperienza o relazione con i miei coetanei, e la mia vita consisteva nella quasi più assoluta solitudine ( salvo le relazioni con famigliari e adulti ), con interessi del tutto e elitari e lontani dalla mia età, così come lo erano anche molti dei miei modi di pensare, di fare e perfino di vestire; con l'inizio dell'esperienza liceale ho iniziato a legare per la prima volta, seppur con difficoltà, con i miei coetanei, provando a condividere con loro qualcosa, ma senza molto successo, e questa esperienza è andata avanti almeno fino alla fine del quinquennio, quando ho iniziato ad integrarmi in un contesto più adeguato alla mia età, eliminando molti aspetti ( fra cui l'abbigliamento inguardabile alla mia età ) che mi rendevano diverso dagli altri, con il massimo della volontà e della ferma propensione a voler riconquistarmi la mia vera età e la mia infanzia perduta ( dopo averne riconosciuto il valore e la bellezza) e godermela insieme alle mie nuove amicizie e conoscenze, non per forzare il rapporto con gli altri, o sforzarmi di condividere i medesimi interessi;
Tuttavia, al giorno d'oggi, ho ancora numerosi problemi di relazione: a volte, quando trascorro il tempo con i miei coetanei, non parlo, o meglio, non so cosa dire, non ho argomenti, non scherzo, appaio sempre molto serio, e non riesco a stare ai giochi ( di parole o di altro ), e ogni volta che provo ad intromettermi in un discorso ( evitando di riportare cose che non interessano ), ho paura di dire cose inappropriate, o che da parte mia potrebbero essere male interpretate, e tutto ciò mi porta ansia ed incapacità di relazionarmi;
Di conseguenza, gli altri, nonostante mi sollecitino a socializzare e in alcuni casi comprendano questa mia situazione, spesso, anche a causa di pressioni di terzi, sono portati ad emarginarmi da esperienze collettive di ogni tipo, dalle uscite il sabato sera, da serate, da incontri, da feste, da gite, da giochi o ritrovi di ogni tipo, in quanto vengo sempre visto come non idoneo per tali esperienze e per il loro stesso imbarazzo nel presentarmi a terzi;
Io non so se il problema sia patologico, o dovuto a miei errori di prospettiva nei confronti degli altri: sento di essere bloccato da qualcosa nel parlare, nell'interagire con gli altri ( o meglio, parlo solo di argomenti di mio gusto ristretti ), e nel comportarmi come tutti.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Un problema relazionale può essere un fenomeno valutabile da uno specialista ma non è detto che esso sia necessariamente inquadrabile in qualche forma patologica.

Se le crea comunque sofferenza è utile una valutazione diretta.


Dr. F. S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 553XXX

Il problema fondamentale risiede nel fatto che non solo in questo modo soffro nel vedere la mia infanzia consumarsi in un clima di isolamento e di emarginazione, ma anche nel fatto che, comunque, sebbene alcune volte mi venga permesso di stare insieme ad altri, oppure, come spesso fanno le persone come me, sono portate ad aggregarsi ad un gruppo o ad autoinvitarsi, non riesco a rappresentare altro se non un peso per chi magari mi vuole anche bene, senza riuscire a fare nulla per integrarmi o socializzare: parlare, scherzare, fare battute, giocare, affrontare un discorso su argomenti ed interessi più vicini alla mia età ( senza tuttavia ripudiare altre passioni, come ad esempio gli scacchi o altre cose ), far divertire, e condividere esperienze o interessi vari ( in molti interessi che generalmente riguardano la sfera contestuale della mia età spesso ho un'ignoranza totale, che mi porta anche forte timidezza o ansia nell'interessarmene ); Anche io ho voglia di estendere i miei interessi e i miei orizzonti ( sicuramente troverò qualcosa da condividere e che mi piaccia ), anche se ora, qualunque cosa faccia, viene interpretata come un mio tentativo "forzato" di attirare l'attenzione, e quindi non viene preso in considerazione se fatto da me, o addirittura ignorato, con la conseguenza di chiudermi ancora di più nell'ansia e nella timidezza, continuando a sentire che quella spontaneità normale dell'individuo a socializzare e condividere varie cose con altri, è come se in me non ci fosse ( sfera patologica ), oppure sia bloccata da qualcosa ( mio errore di approccio o interpretativo nella mia vita sociale che mi porterei avanti da anni ). Attendo risposte. GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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