Utente 378XXX
Buongiorno,
ringrazio in anticipo per le risposte. Ripropongo il quesito in psichiatra, dopo averlo posto in medicina generale, perché so che è molto attivo il dottor Pacini specialista di medicina delle dipendenze
Da quando avevo 17/18 anni (ora nel ho 42), ho la tendenza a bere eccessivamente (non da essere ubriaco, ma un po' allegro si- di solito 4 birre medie) il sabato e la domenica, oltre a mangiare cose non troppo sane.
In settimana invece sono più controllato nel cibo e bevo di rado e poco.
Quali esami occorre fare (se lo ritenete opportuno) per valutare le condizioni del mio fegato? Siccome, come potete vedere dai miei precedenti consulti, sono ipocondriaco, non vorrei esagerare nelle preoccupazioni, oppure, a maggior ragione, fare esami che si rivelino inutili. (perché magari il danno, se c'è, non è rilevabili fino a sintomi conclamati)

Grazie

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Valutare le condizioni del fegato è cosa banale, un medico di base lo può fare prescrivendole degli esami, ma mi permetto di chiedere: lo scopo quale dovrebbe essere ?
In altre parole: sta cercando un modo per contrastare questa tendenza, o semplicemente le interessa sapere se il fegato ha qualche segno di risentimento ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gli esami le sono già stati indicati nel consulto precedente.

Il problema non è fare gli esami per conoscere la condizione epatica ed eventualmente continuare a bere.

Se il problema consiste nell'abuso di alcool del fine settimana, cosa piuttosto comune nelle persone che hanno una vita lavorativa e sociale, esso va gestito nel miglior modo per evitare che nel tempo possa peggiorare.

Considerate anche le sue richieste, pare che comunque ci sia una patologia ansiosa sottostante che va trattata.

Dr. F. S. Ruggiero

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[#3] dopo  
Utente 378XXX

Grazie dott. Ruggiero e grazie dott. Pacini. La patologia ansiosa c'è senz'altro e la sto trattando con psicoterapia.
Dott Pacini , valuterei le condizioni epatiche perché, se ci fossero segni di risentimento, sarei incentivato a ridurre il consumo alcolico. Lei mi può rispondere: può provvedere in questo senso già da subito, ed avrebbe tutte le ragioni.. cosa vuole che le dica...Avrei comunque un appiglio per ridurre il consumo di birra.. anche per mia tranquillità, visto che è vent'anni che nel weekend bevo.

[#4]  
Dr. Matteo Pacini

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Sapere se l'alcol le fa male e fino a che punto, è una cosa.
Porsi il problema di modificare un comportamento in quanto è andato fuori controllo non è un problema di tossicità, anche se poi tendenzialmente lo diventa. In altre parole, non tutti i bevitori patologici hanno esami così alterati, specie se non bevono in maniera continuativa. Ciò non significa che non siano "patologici" nel comportamento.
Sono quindi due aspetti distinti,.
Dr.Matteo Pacini
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[#5] dopo  
Utente 378XXX

"Non tutti i bevitori patologici hanno esami alterati" capisco il suo discorso, ma se una persona, pur bevendo le 4/5 birre sabato e domenica, come faccio io, in settimana lavora e mantiene un buon funzionamento sociale, magari fare esami periodici del fegato (ogni tre o quattro anni, per dire) può servire per sapere se e quando è il caso di "frenare" . D'altronde c'è gente che beve parecchio e campa fino a novant'anni. E' anche vero che magari quando uno si accorge del danno è troppo tardi, sono d'accordo se intende affermare questo

[#6] dopo  
Utente 378XXX

Forse negli ultimi tempi ho esagerato per compensare un pochino la mia fobia principale, che è quella di buttarmi giu dalla finestra. Mi hanno trasferito ad un ufficio ai piani altri. Sembra una colossale stupidaggine lo so, ma è come uno che ha la fobia dell'aereo che è costretto a fare lo stewart. Magari a forza di espormi (e seguendo la terapia) mi passa.

[#7]  
Dr. Matteo Pacini

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Come le dicevo, sono due ragionamenti diversi. Se parla di frenare, stiamo parlando di una persona che si regola liberamente in base a sue considerazioni, incluse quelle sullo stato di salute.
Se paliamo di uno che non riesce a regolarsi, parliamo di una cosa diversa.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 378XXX

Certo, capisco. Nel secondo caso è in atto una vera e propria dipendenza.
Dr. Pacini, già che ci sono le chiedo una cosa sull'ipocondria: se uno si IMPONE (ammesso che sia possibile)di non cercare più notizie sui siti ecc. , in poche parole di non compulsare, è possibile che pian pianino si "dimentichi" del suo stato, pensi ad altro e guarisca? La TCC serve a questo?

[#9]  
Dr. Matteo Pacini

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Il fatto di non cerca notizie può migliorare un'ipocondria, ma è un dato di fatto che se uno riuscisse a controllarsi non avrebbe un disturbo. La TCC serve, come la terapia farmacologica, a produrre un'attenuazione o scomparsa del disturbo.
Dr.Matteo Pacini
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