Utilizzo entact

Buongiorno, vorrei cortesemente descrivermi la mia situazione anche se so che avete già parlato più volte dell’uso di Entact.
Il mio medico curante mi ha prescritto Entact gocce qualche mese fa poiché gli riferivo che da un po’ di tempo mi sentivo giù, angosciata e impaurita. Sono stata sempre una persona forte che ha affrontato le avversità di petto e non mi riconoscevo più. Anche le notizie che ascoltavo al telegiornale mi facevano provare angoscia allo stesso modo dei miei problemi personali. Non avevo più il giusto distacco, tutto era fonte di paura e angoscia. Il mio medico mi prescrisse Entact a partire da 7 gocce per arrivare a 18. Parlando con una mia amica neurologa lei contraddì la prescrizione dicendo che dovevo partire da 3 gocce e arrivare a 10. Ci ho messo un sacco di tempo ad arrivare alla dose terapeutica perché ho avuto molti effetti collaterali che sono durati parecchio. Ora sono 2 mesi e mezzo che prendo 10 gocce e non ho più angoscia, ma il mio umore non è migliorato, mi sento semplicemente in un limbo. C’è anche da dire che la mia vita attualmente non è facilissima per cui è logico secondo me che non sia di buonumore. Se dessi retta al mio istinto mi chiuderei dentro casa ma poi comunque vado al lavoro e ho diversi altri impegni, solo non riesco ad entusiasmarmi con niente, niente mi rende felice. La mia neurologa dice che vuol dire che l’Entact funziona solo parzialmente e quindi va cambiato. Io non voglio. Non voglio riaffrontare i fastidi avuti per abituarmi all’Entact oltre al fatto che è stato per me difficilissimo accettare di dover prendere uno psicofarmaco. Ho chiesto se magari aumentando il dosaggio potevo avere migliori benefici ma lei mi ha risposto di no. Vi chiedo un parere anche se so che da una lettera è difficile trarre conclusioni ma io vorrei addirittura smettere Entact, non mi sento di ricominciare con un altro farmaco, anche considerando che in 3 mesi già sono ingrassata 3 kg. Poi la depressione mi viene perché divento grassa.
Grazie mille per la vostra attenzione
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 41k 1k 63
gentile utente,

se non ha avuto gli effetti dovuti allora e' probabile che deve essere considerato un aumento posologico e non una riduzione.

Probabilmente era giusto raggiungere le 18 gocce previste, pero' lei forse ha preferito i consigli da amica della sua amica neurologa.

L'aumento di peso e' possibile nei primi mesi di trattamento e potrebbe non essere seguito da un ulteriore aumento.
Generalmente, l'aumento di peso e' anche collegato ad un benessere psicofisico migliorato.

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Dr. Vassilis Martiadis Psichiatra, Psicoterapeuta 7.3k 161 83
Gentile utente,
nel corso di una terapia che non dia il risultato sperato, la prima strategia è quella di aumentare il dosaggio del farmaco utilizzato. successivamente, se perdura l'insoddisfazione per il risultato terapeutico è legittimo pensare di poter cambiare terapia. Bisogna affidarsi ad un medico solo. Nel suo caso dovrebbe essere lo specialista in psichiatria, nè il suo curante, nè la sua amica neurologa.
Cordiali saluti

Dott. Vassilis Martiadis
Psichiatra e Psicoterapeuta
www.psichiatranapoli.it

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Dr. Gabriele Tonelli Psichiatra, Psicoterapeuta, Perfezionato in medicine non convenzionali, Neuropsichiatra infantile 327 11
Il dosaggio di 10 mg potrebbe essere non sufficiente, mentre una troppo precoce sospensione della farmacoterapia potrebbe determinare la ricomparsa a breve dei sintomi.
Ulteriore fattore da considerare: il meccanismo di azione del farmaco a livello neurobiologico consiste (i colleghi spero mi perdoneranno l'estrema semplificazione) nel ripristino del normale metabolismo ormonale a livello cerebrale. Equilibrio che tende a venire compromesso nel corso dei disturbi d'ansia, dell'umore, stress e non solo. Quindi al di là del nome "psicofarmaco" il farmaco più che sulla psiche (effetto secondario) agisce su precisi meccanismi biologici ed ormonali. Ciò stante dosaggi troppo bassi, o anche tempi di assunzione troppo brevi possono ridurne l'efficacia.
A questo poi si aggiungono ulteriori considerazioni legate alla tipologia del farmaco, a quali recettori andiamo a stimolare ecc. e questo può essere alla base della utilità di sostituire il farmaco. ma questa è una valutazione da fare solo su base clinica.

Cordiali saluti

Gabriele Tonelli

Dott. Gabriele Tonelli
Psicoterapeuta,Master in Psicopatologia e Scienze Forensi,Segr.Redazione PsychiatryOnline It,Medico di Categoria. C.T.U.

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