Utente
Spettabili Dottori,

Sono contenta di aver trovato questo sito perché ho così tante domande... scusate se le elenco a raffica.

I figli di malati psichici che si ammalano sono più gravi o resistenti ai farmaci?

Se i malati sono due, mamma e papà, il figlio eredita un miscuglio delle malattie di entrambi?

I figli di malati psichici sono più difficili da educare?
Possono contribuire ai problemi dei genitori?


Vi ringrazio molto per la vostra gentilezza!

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente
Egregio Dott. Ruggiero, caspita, basta mettere le domande in prima persona. Mia madre bipolare sul depresso, mio padre bipolare assolutamente maniacale con deliri di grandezza. Tutti e due ricoverati qui e là ma nessuno dei due mi dice niente. Io mi sono ammalata credo intorno ai dodici anni, probabilmente per la paura e lo stress di vivere alla giornata con due pazzi furiosi.
Volevo sapere se il mio disturbo è più difficile da curare rispetto a quello di uno che si è ammalato tardi.
Poi volevo sapere se ci sono tanti tipi di disturbi bipolari e se si eredita solo un tipo oppure un mix di più di uno. Io ne ho uno lieve, senza deliri né grosse depressioni.
Poi volevo sapere se sono io che ho fatto ammalare mia madre perché lei mi diceva che da quando sono nata lei è come se fosse morta, con la sua consueta delicatezza. Diceva che ero una peste. Vorrei sapere, anzi, avrei bisogno di sapere se può aver ragione.

Io mi sto curando e anche bene, ma non mi va di vivere dopo questa esperienza di avere una malattia del cervello che fa fare del male agli altri. Sapere che sono come loro mi ha distrutto, per questo le domande.

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Caspita, basta leggere le condizioni di servizio per capire come porre le domande, mica siamo scemi.


Io primariamente mi chiedo sempre come mai una persona che dice che si sta curando poi fa domande che avrebbe potuto benissimo fare al suo psichiatra già dall’inizio della terapia ed anche lungo tutto il corso di essa.

Perciò poi mi viene il dubbio che realmente ci si stia curando, e poi si scoprono altarini incredibili. Lei per esempio come si sta curando? Quale è la sua diagnosi?

Saprà perfettamente che la malattia è multifattoriale e quindi essi interagiscono in modo differente per la presentazione della malattia.
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[#4] dopo  
Utente
Tutto vero, ma che non mi curo no, è ingiusto. Disturbo ciclotimico, litio, seroquel, lamictal, xanax al bisogno, con dosaggi adeguati per lungo tempo.
Scusi se le ho fatto perdere tempo e magari sono stata poco educata cosa che non volevo assolutamente.

[#5]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Non mi ha fatto perdere tempo ma se ha bisogno di comprendere alcune cose deve essere circostanziata nella questione e, sopratutto, fornire indicazioni precise sul suo stato in particolare.
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[#6] dopo  
Utente
Egregio Dottore,
sono contenta di non averla offesa. Le mie domande riguardano la condizione di figlio di due malati mentali.

Ho un paio problemi di base, la confusione e lo scoraggiamento. Non mi è facile distinguere tra realtà attuale e realtà filtrata dalla malattia dei miei genitori, perché sono stata per tanto tempo immersa in un'atmosfera familiare in cui essere instabili, emotivi, impulsivi e un po' sociopatici era visto come un aspetto positivo, indice di genio e sensibilità artistica. Mio padre giudicava la mia felice vita di "vile meccanico" come squallida, da idioti, non degna di me. Ho sempre paura di delirare, ho paura di affidarmi al mio istinto per prendere le decisioni.
Per questo volevo sapere se secondo la sua esperienza si eredita un terzo disturbo che è un miscuglio delle caratteristiche dei due genitori o se più facilmente si somiglia all'uno o all'altro. Mi aiuterebbe capire cosa cercare di anomalo in me, capisce?

Volevo anche chiederle se curare un disturbo bipolare così evidentente ereditato è più difficile. Le spiego, sono stabile e soddisfatta della terapia, ma è come se mi fossi persa d'animo, mi prefiggo obiettivi e li raggiungo ma con uno spirito di non partecipazione. Non ho nemmeno vizi perché non mi soddisfa nulla, neanche un bel tramonto sul mare. Non sono sicura che sia depressione o un generico "male di vivere".
Bene, attendo le sue risposte e la ringrazio per la pazienza.

[#7]  
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Il disturbo può essere ereditato considerando la trasmissione genetica, però l’espressione di questi geni avviene a seguito di condizioni multifattoriali, ambiente, eventi stressanti etc...

Per cui parlare di una eredità in senso stretto come il colore degli occhi o dei capelli non sarebbe corretto.

È lo stesso discorso del diabete, se i suoi genitori lo hanno può averlo anche lei ma se ha una alimentazione corretta può ritardarne la comparsa o evitarla.

Non ci sono regole strette ma il fatto che lei se lo chieda nonostante i trattamenti che sostiene di fare mi sembra davvero piuttosto strano.
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[#8] dopo  
Utente
Dottor Ruggiero, grazie mille della risposta ma... Perché esattamente le pare strano che io mi chieda queste cose?

Inoltre ci tengo a farle sapere che io assumo regolarmente, tutti i giorni, le mie terapie, faccio le visite, la litiemia, eccetera, la prego, mi creda, penso siano cure efficaci e le seguo.

[#9]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Perché solitamente sono domande molto pratiche che si pongono ai curanti, a chi le prescrive la terapia e che può fornire anche dettagli sull’andamento della malattia in modo personalizzato.
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[#10] dopo  
Utente
Mi fa piacere che lei consideri le mie delle "questioni pratiche", perché invece io le ho sempre considerate delle domande eccessivamente generali per poter essere affrontate nel breve tempo di una visita, dove si parla perlopiù dei risultati delle varie indagini, dell'andamento generale, se ci sono stati eventi importanti o un cambio di abitudini, se sono emersi effetti collaterali e quant'altro. Per me è come chiedere all'infettivologo come fare ad avere una vita di coppia con l'hiv.

[#11]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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In verità la visita psichiatrica non può limitarsi alla sola prescrizione
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[#12] dopo  
Utente
Forse sono io ad essere restia a fare queste domande "de visu", perché sono abbastanza suscettibile e temo che una risposta che non mi piace possa compromettere l'ottimo rapporto che ho con lo psichiatra e i suoi collaboratori. Certo devo sforzarmi di essere aperta a tutte le possibili spiegazioni sulle manifestazioni del mio disturbo e sui miei possibili contributi ad esso legati anche a difetti del carattere e a comportamenti sbagliati, ma sono orgogliosa e tendo ad offendermi facilmente, specie quando sottolineano i miei errori. Mi trovo a mio agio nel contesto strettamente medico e così sembra lo stesso dottore.
Per questo mi sono, erroneamente, ingenuamente, rivolta a questo servizio, dato che ad esser franchi se dovessi offendermi per qualcosa che Lei mi dice avrei comunque conservato un buon rapporto col mio dottore.
Piuttosto contorto, vero?

[#13]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#14] dopo  
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Lei è molto simpatico, proverò a divagare un po' con il mio psichiatra. Sentite grazie per le risposte.