Bipolarismo

mio marito e' al terzo episodio di bipolarimso (6 sei si contano sia gli alti che i bassi). L'ultimo episodio e' culminato in un ricovero coatto 7 anni fa. Mio marito ha smesso di prendere medicine 5 anni fa e da allora, a parte qualche tenue alto e basso, tutto e' andato bene. Purtroppo 3 settimane il suo comportamento e' comimciato a peggiorare e abbiamo stabilito che e' in fase maniacale. Il nostro dottore gli ha prescritto 10mg di Zypraxia due volte al giorno. Ha cominciato ieri e dopo due ore dal prendere la pastiglia non riusciva ne a camminare ne a parlare. E' normale? Non c'e alternativa al Zypraxia specialmente nella fase iniziale della crisi?
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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile utente,

uan diagnosi conclamata di disturbo bipolare, se di questo si tratta, necessita di una strategia terapeutica complessa e continua anche nelle verifiche e controlli, che non può essere un neurolettico anche se di ultima generazione preso quando l'episodio si è già sviluppato,non si comprende se il curante sia uno psichiatra, condizione necessaria,

Cordiali Saluti

Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Ci sono numerose alternative a zyprexa, sia della stessa classe che di tipo diverso.
Purtroppo se la persona, quando sta bene, decide di esporsi a rischi del genere il disturbo peggiora ad ogni episodio. Questo forse sarà bene spiegarglielo quando riesce a ragionare meglio.
Una dose di attacco di 20 mg è certamente sedativa, ma chi ha stabilito che si trattava di una fase maniacale e che la gravità imponesse questa dose (dice "abbiamo stabilito" e che il medico "ha prescritto" ma il medico lo ha visto e ci ha parlato oppure no ?)

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

[#3]
Utente
Utente
Tutte le fase maniacali di P. cominciano e proseguono in modo identico: crisi religiosa, lunghissime passeggiate, l'inizio di un progetto grandioso etc., alto consumo di alcolici e disturbo del sonno. E' qui che ho deciso di consultare il nostro medico che segue P. da anni (medico generico non psichiatra). Il problema e' che il medico insiste con i 20 mg per cercare di 'interrompere' la fase manicale' ma purtroppo con 20 mg P. non riesce a lavorare, cosa essenziale se vuole mantenere una certa routine. P. si rifiuta categorigamente di andare dallo psichiatra dopo il trauma del ricovero coatto. Stiamo percio' cercando di fare del nostro meglio visto le circostanze. Sono molto stanca e sconvolta al pensiero di un'altra crisi e vorrei semplicemente capire meglio la situazione e vedere se ci sono altre strade da esplorare.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Innanzitutto le fasi maniacali vanno prevenute, onde evitare di doversi trovare costretti poi a trattarle quando sono già iniziate, questa è la terapia del disturbo bipolare: preventiva.
E' assolutamente insensato aspettare la prossima fase per trattarla, la cura deve eliminare la ricorrenza del fenomeno.
Per fare questo ci sono i cosiddetti stabilizzanti dell'umore, che funzionano anche "durante" ma in più prevengono gli episodi successivi.
Anche zyprexa può essere usato a questo scopo, però è una classe diversa di farmaco e molto più "penalizzante" in termini di effetti collaterali, perché nell'immediato è sedativo, perché induce aumento di peso e perché comunque può dare problemi di concentrazione e memoria.
Il medico di base non ha "sbagliato" farmaco, ma la strategia curativa mi pare che non ci sia, se ogni volta si reinizia da capo.
I farmaci antibipolari sono vecchi (anni 60), a partire dai sali di litio, poi l'acido valproico, che sono i due principali e più efficaci. Poi i farmaci come zyprexa che spesso si associano, ma a dosi ridotte una volta che la fase è spenta.

Io le consiglio di far valutare la cosa da uno psichiatra.







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Dr. Giuseppe Nicolazzo Psichiatra, Psicoterapeuta 2.2k 80
Gentile Utente,

se il medico di famiglia ha qualche influenza positiva su suo marito la usi per convincerlo a recarsi da uno psichiatra, meglio se di una struttura pubblica, per impostare la corretta terapia e possibilmente una "presa in carico globale",

Cordiali Saluti
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