Utente
Egregi Dottori,

vi scrivo perchè sono in una situazione difficile e non so come uscirne. Il mio compagno è da circa 10 mesi che soffre di Disturbi ossessivi-compulsivi e si sta curando sia con farmaci che con psicoterapia cognitivo comportamentale. Passa da momenti in cui sta veramente bene a momenti in cui peggiora nuovamente e i progressi e le speranze di miglioramento in un attimo svaniscono come una bolla di sapone. Ma vi sto scrivendo per me.
Da circa 6 mesi conviviamo (dopo 9 anni di fidanzmento) ma ovviamente trovandosi in questa situazione, per me la convivenza sta diventando un incubo. Io amo molto il mio compagno e sto cercando di aiutarlo in tutti i modi ma dato che la situazione si protrae da molto tempo e non ne vedo l'uscita, sento dentro di me un forte senso di sconforto che penso sia normale ma tutti giorni ho forti dolori allo stomaco e voglia di piangere e andare a lavorare sta diventando sempre più faticoso. Per ora sto resistendo, mi sento forte dato che non è la prima volta che la vita mi riserva delle sofferenze quindi vado avanti ma sento che tutti i giorni è sempre più difficile.
Sto pensando di tornare a casa dei miei genitori e quindi di lasciarlo vedendo questa decisione come unica via di uscita per non cadere in depressione anch'io. Non ho nessuno che mi sostiene, la mia famiglia vorrebbe che lo lasciassi dal momento che lo considerano malato e quindi non in grado di costruire un futuro in più mi vedono star male e quindi rincarano la dose. Ovviamente ho tanta paura di questa decisione infatti sono vari giorni che ci sto meditando, perchè da un parte il timore che lui la prenda veramente male, si senta abbandonato e senza sostegno; molte volte mi ha detto che in questo momento sono l'unica sua fonte di felicità ma altre si rende conto che mi fa soffrire e mi dice di andarmene perchè con lui potrò vivere solo una vita infelice (ed è straziante), dall'altra parte sento che mi sto esaurendo e non faccio bene nemmeno a lui che mi vede star male, piangere ed essere infelice.
Vorrei un consiglio su come trovare un equilibrio e un sistema per stargli vicino e aiutarlo senza però esaurirmi e cadere in depressione.

Grazie.

[#1]  
Attivo dal 2006 al 2008
Gent.ssma,
chiede come trovare un equilibrio, e un modo per stare vicina al suo compagno, aiutarlo, senza cadere in depressione :in questo momento deve innanzitutto dare un supporto a se stessa.
Coinvivere con una persona affetta da disturbi ossessivo-compulsivi, non è di certo facile,anche se è in terapia sia psicologica che farmacologica.
Mi chiedo se la coinvivenza , ho la decisione stessa di farlo, abbia accentuato i disturbi del suo compagno, e quanto peso abbia avuto su di lei, nel determinare l'attuale stato ansioso-depressivo.
I disturbi a livello gastrico sono una conseguente somatizzazione del suo disagio.
Io le consiglierei di intraprendere una psicoterapia individuale,per fare chiarezza in se',prima di qualsiasi scelta, e un 'eventuale terapia con antidepressivi, se i suoi disturbi persistono.
Con i migliori auguri

Dott.ssa I.Di Sipio
www.psicomedicina.mi.it

[#2]  
Dr. Walter Bosetti

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Gentilissima Utente
lei solleva una questione di notevole interesse e sensibilità quando afferma che una problematica psicologica(come nel caso del suo ragazzo) non interessa solamente il diretto interessato ma anche tutte le persone cui interagisce e che gli sono vicine. Tutto ciò è vero e non c'è da sorprendersi se lei sta risentendo di questa situazione; vorrei sottolineare che questo suo malessere dettato dal coinvolgimento diretto non è segno di una sua debolezza o fragilità, ma la diretta conseguenza di una situazione problematica che viene "assorbita" anche da chi sta intorno procurando stress e stati depressivi. E per questo che è necessario sensibilizzarsi maggiormente anche sullo stato fisico e psicologico di chi sta intorno, come nel suo caso. Io credo che il consiglio a lei dato dalla dottoressa Di Sipio sia assoutamente opportuno e indicato, in quanto non è facile vivere quotidianamente la sofferenza di una persona che si ama ed è per questo che è opportuno tutelare anche il proprio stato psicologico e la propria salute che ne rappresentano una valida forma di sostegno.
Tanti Auguri

Dott. Bosetti

[#3]  
Dr. Massimo Ronchei

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Gentile Utente,
in accordo con i colleghi ritengo che possa essere di aiuto un sostegno psicologico per questo suo difficile momento. La sintomatologia DOC è spesso soggetta a delle fluttuazioni e la convivenza con una persona che presenta questa patologia non è per nulla semplice e non di rado viene consigliato un sostegno ai famigliari. In questo momento le sembra tutto difficile e l'idea di lasciare il suo compagno può sembrare l'unica soluzione possibile.
Potrebbe però esserle utile il supporto di una persona competente che aiuti lei in primo luogo a ritrovare una maggiore serenità e poi a sostenerla per fare chiarezza sulle sue decisioni future.

Quindi si rivolga ad uno psicologo che sappia valutare il suo caso, e se necessario la invii ad un collega Psichiatra per un sostegno farmacologico.

Cordiali Saluti
Massimo Ronchei

[#4]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

probabilmente visto l'esordio da 10 mesi dei sintomi del suo fidanzato, non era il caso di porre nuove variabili nella vostra vita.
Vanno prese in considerazioni tutte le condizioni per le quali la terapia farmacologica e la psicoterapia non consentono una stabilizzazione dei sintomi dopo 10 mesi di trattamento.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
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[#5] dopo  
Utente
Egregio Dottore,

prima di andare a vivere insieme ne abbiamo parlato con lo Psichiatra il quale ha detto che se lui lo desiderava non gli avrebbe fatto solo che del bene. In questi 10 mesi non è sempre stato male (ha avuto 3 ricadute), adesso sembra che si sia stabilizzato, non rimugina più ma è tanto depresso. La nostra convivenza quindi non è delle più facili e serene e in questa fase mi sento che non avrei la forza per affrontare una nuova ricaduta.

Grazie.

[#6]  
Dr.ssa Chiara Cimbro

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Gentile utente,
le segnalo il sito:
www.ipsico.org
che è specifico per la terapia cognitiva comportamentale e il disturbo ossessivo compulsivo.
A firenze inoltre c'è un istituto e strutture altamente specializzate per il DOC.

Cordialmente,
Dr. Chiara Cimbro.
Dott.ssa Chiara Cimbro
Psicologa Psicoterapeuta

[#7]  
Attivo dal 2006 al 2008
Gentile Utente

per il suo compagno segua i suggerimenti dei colleghi, ma ribadisco, ha bisogno lei innanzitutto di un supporto psicologico,vista la drammaticita' della situazione che sta vivendo in prima persona, senza altri aiuti esterni.
Cordialita'

Dott.ssa I. Di Sipio

www.psicomedicina.mi.it

[#8]  
Dr. Daniel Bulla

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gentile utente,
non ho molto da aggiungere a quanto espresso dai Colleghi, se non altro anche io mi chiedo come mai queste fluttuazioni (che poi bisognerebbe capire di cosa si tratta), seppur normali nel DOC, non riescono ad essere adeguatamente gestite dai farmcai che sta assumendo.

Per quanto la riguarda, invece, credo dovrebbe fare chiarezza con se stessa, e capire quale parte di lei rappresenta la Fidanzata e quale invece il Supporto al ragazzo. Queste due figure possono tranquillamente convivere, ma come insegnano al corso di nuoto: se vuoi salvare il natante che affoga devi essere sicuro di poterlo fare e di sentirti bene, altrimenti affogate in due

Non escluderei che la nuova convivenza di per sè sia stata per Lei un'esperienza molto stressante (come solitamente lo è un po' per tutti).

Cordialmente

Daniel Bulla

dbulla@libero.it
Cordialmente

Daniel Bulla

[#9]  
Dr.ssa Ilenia Sussarellu

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Gentile Utente,
in questo momento lei è comprensibilmente confusa e combattuta,
si rivolga ad uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale che la aiuti a comprendere meglio quali sono le sue intenzioni.


Per ciò che riguarda il suo compagno è certamente da capire come mai la farmacoterapia non ha gli effetti sperati, provate a parlarne apertamente con lo psichiatra di riferimento.
Tuttavia Lei non è affatto obbligata ad accondiscendere a tutte le sue esigenze "patologiche", anzi!
Infatti questo tipo di comprensione e sopportazione gli impedisce di osservare gli effetti negativi che i suoi comportamenti hanno sugli altri e non gli permette di trovare la spinta decisiva verso un effettivo cambiamento.

Cordialmente

Ilenia Sussarellu
i.sussarellu@libero.it
Dr.ssa Ilenia Sussarellu, i.sussarellu@libero.it
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Psicologo Cilinico-Forense