Ho perso i miei due amati gatti una settimana fa, sono disperata e tanto triste
Ho perso da poco i miei due amati gatti, mi sento tanto triste, niente più mi appaga, mi mancano come l' aria, ho paura di non riuscire più a sorridere e avere interessi.
Sono devastata dal dolore, mi mancano come l' aria.
Sono devastata dal dolore, mi mancano come l' aria.
Gentile,
la perdita di un animale con cui si è condivisa la quotidianità è un dolore vero, profondo, concreto. Non è solo un gatto . È una presenza, un’abitudine, uno sguardo che la accompagnava ogni giorno.
Quando dice che le mancano come l’aria, sta descrivendo bene cosa succede: non manca solo qualcuno, manca una parte della sua routine emotiva. I piccoli gesti, i rumori in casa, il loro modo di cercarla. È normale che adesso tutto sembri vuoto e che nulla la appaghi.
Il dolore, quando è fresco, è totalizzante. È come se occupasse tutta la stanza. Ma questo non significa che resterà così per sempre. In questo momento lei non deve riuscire a sorridere. Deve solo attraversare questa fase senza spaventarsi delle sue emozioni.
La paura di non riuscire più a essere come prima è frequente nel lutto. Il cervello, quando soffre, tende a immaginare che quello stato sarà definitivo. Non è così. Il legame cambia forma, ma non scompare.
Forse ora può concedersi di essere triste senza chiedersi quando passerà. Può anche creare un piccolo rito personale: una foto, una candela, un ricordo scritto. Dare un posto al dolore lo rende più attraversabile.
Se nei prossimi giorni dovesse accorgersi che il senso di vuoto diventa totale, che perde sonno, appetito o desiderio di alzarsi dal letto per molto tempo, allora potrebbe essere utile un confronto più strutturato. Ma ora ciò che sta vivendo è una reazione umana a una perdita importante.
Quando un animale entra nella nostra vita, lo fa senza parole ma con una presenza costante. E quando va via, lascia silenzio. Quel silenzio all’inizio fa male. Poi, lentamente, diventa memoria affettuosa.
Si dia tempo.
Un caro saluto.
la perdita di un animale con cui si è condivisa la quotidianità è un dolore vero, profondo, concreto. Non è solo un gatto . È una presenza, un’abitudine, uno sguardo che la accompagnava ogni giorno.
Quando dice che le mancano come l’aria, sta descrivendo bene cosa succede: non manca solo qualcuno, manca una parte della sua routine emotiva. I piccoli gesti, i rumori in casa, il loro modo di cercarla. È normale che adesso tutto sembri vuoto e che nulla la appaghi.
Il dolore, quando è fresco, è totalizzante. È come se occupasse tutta la stanza. Ma questo non significa che resterà così per sempre. In questo momento lei non deve riuscire a sorridere. Deve solo attraversare questa fase senza spaventarsi delle sue emozioni.
La paura di non riuscire più a essere come prima è frequente nel lutto. Il cervello, quando soffre, tende a immaginare che quello stato sarà definitivo. Non è così. Il legame cambia forma, ma non scompare.
Forse ora può concedersi di essere triste senza chiedersi quando passerà. Può anche creare un piccolo rito personale: una foto, una candela, un ricordo scritto. Dare un posto al dolore lo rende più attraversabile.
Se nei prossimi giorni dovesse accorgersi che il senso di vuoto diventa totale, che perde sonno, appetito o desiderio di alzarsi dal letto per molto tempo, allora potrebbe essere utile un confronto più strutturato. Ma ora ciò che sta vivendo è una reazione umana a una perdita importante.
Quando un animale entra nella nostra vita, lo fa senza parole ma con una presenza costante. E quando va via, lascia silenzio. Quel silenzio all’inizio fa male. Poi, lentamente, diventa memoria affettuosa.
Si dia tempo.
Un caro saluto.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 27/02/2026.
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